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porto turistico. Il sindaco Visentin risponde alla Regione che dice «no» all'albergo dei Caltagirone

«Questo clima di panico non mi piace»

visentin
Il clima di terrorismo che sta invadendo la città non piace al sindaco Roberto Visentin. Che interviene all'indomani delle dichiarazioni del dirigente del dipartimento Beni culturali della Regione, Gesualdo Campo, sulla «illegittimità» dell'autorizzazione concessa alla società Acqua Marcia per l'edificazione di un albergo nell'ambito del porto turistico in fieri. Campo, di fronte al presidente Raffaele Lombardo durante il convegno dell'Mpa di domenica scorsa a Siracusa, ha contestato la struttura che sorgerà all'interno del porto Grande. 
«Non si può dichiarare che sia illegittima un'autorizzazione concessa dopo tutti i passaggi burocratici - dice il sindaco - relativa a lavori in corso da tre anni. Sulla base della legge Burlando, l'iter è stato concluso con una conferenza dei servizi e un accordo di programma firmato dallo stesso presidente della Regione che dava il benestare all'opera. Oggi non si può improvvisamente fare dichiarazioni che creano panico con ovvie conseguenze per il territorio».
Il primo cittadino, infatti, paventa una retromarcia da parte degli imprenditori così come una scarsa attrazione di nuovi investimenti per lo sviluppo della città. «Lo stesso organo che ha dato il suo placet al progetto - prosegue Visentin - dopo anni dice che non va bene senza alcuna spiegazione. Inoltre, semmai vi fossero osservazioni da fare di certo non vanno esposti all'improvviso durante un convegno solo per compiacere l'uditorio, proprio davanti alle parti politiche che avevano plaudito all'opera, ma nelle sedi opportune, con i corretti interlocutori».
Visentin evidenzia l'importanza di rispettare le regole, nel bene e nel male, e l'opportunità di cambiarle nei modi e nei tempi corretti. L'accenno è anche ai recenti lavori per la redazione del Piano paesistico e alle discussioni per la revisione del Piano regolare. «Così invece - dice il primo cittadino - si rischia di creare panico non solo su chi deve investire, ma anche sugli stessi siracusani che sperano nel futuro della città».
Visentin accenna poi all'argomento specifico contestato da Campo: l'albergo realizzato a 150 metri dal mare. «Un porto turistico - dice - può esistere solo se corredato dai servizi a terra, altrimenti sarebbe solo un approdo. Questo è quanto descritto nell'opera che ha ottenuto tutte le autorizzazioni in materia».
Inoltre, il sindaco ribadisce che un contratto in quanto tale deve essere rispettato. «Prima di parlare - dice ancora Visentin - è giusto informarsi. I lavori del porto turistico sono iniziati 3 anni fa, dopo le varie conferenze dei servizi a cui hanno preso parte rappresentanti dei vari assessorati regionali sino alla firma di un accordo di programma. In questa città non si può sparare a zero senza tener conto della certezza del diritto. Così invece si alimenta un clima di incertezza che nuoce al nostro territorio». 
Isabella di bartolo


02/02/2011

Pubblicato il 3/2/2011 alle 22.29 nella rubrica Diario.

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