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Pachino Promontorio Noto "Restauri eseguiti male" l'analisi di Alberto Brasca


«Restauri eseguiti male»

L'analisi negativa dell'ex sindaco Alberto Frasca, cultore della «netinità»

  • Venerdì 30 Luglio 2010
  • Siracusa,
  • pagina 37

Alberto Frasca ex sindaco, politico e cultore della Netinità, ideatore di un «Simposio» nel quale ...
Sindaco solo pochi mesi, negli anni fra il 1977 ed il '78 , ma rimasto celebre per la dinamicità e la forza delle sue idee, chiare ed innovative, nella ricerca di un'inversione di tendenza in una Noto decadente ed abbandonata ad un fatale declino. Parliamo di Alberto Frasca, politico e cultore della «Netinità», ideatore di un «Simposio» nel quale riuscì a fare intervenire ed a fare interessare della città barocca, i più rinomati luminari della cultura mondiale. Frasca ha seguito nel corso degli anni, in silenzio ma con trepidazione, le varie fasi dei restauri e delle ricostruzioni. Ma ora, alla luce di alcune conclusioni di opere, non riesce a frenare la sua rabbia. «Basta dare uno sguardo in giro e si resta esterrefatti nel vedere che su tutti gli edifici, dopo pochissime settimane dalla fine dei lavori di restauro, appaiono enormi macchie di umidità, estesi rigonfiamenti degli intonaci e poi le immancabili screpolature. Tale inaccettabile situazione si riscontra puntualmente sia negli edifici pubblici sia in quelli privati, sia nei palazzi e nelle chiese monumentali che nelle meno appariscenti abitazioni private. Questo fatto fa capire che non si tratta di disattenzione e di inefficienza nei controlli durante l'esecuzione dei lavori da imputare alle pubbliche istituzioni, perché è impensabile attribuire ai privati analoghi comportamenti con l'assurda conseguenza di auto danneggiarsi. Tutto si riduce dunque ai materiali usati ed alle modalità di lavoro».
Certamente la scelta dei materiali e dei metodi di ricostruzione sarebbe difficile se si dovesse inventare qualcosa di sana pianta nuova. «Ma se siamo in presenza di antichi edifici - evidenzia l'ex sindaco - che hanno conservato perfettamente per oltre due secoli gli intonaci iniziali, non sarebbe stato meglio non mettere mano, piuttosto che subire una simile beffa?». E' pensiero abbastanza diffuso fra i tecnici locali che una ricerca chimica più approfondita dei materiali con cui gli antichi artigiani lavoravano, avrebbe potuto aiutare ad individuare cosa servirebbe ora per i restauri, evitando di fare ricorso a materiali nuovi che si dimostrano assolutamente inadatti. «Parlare di turismo e non preoccuparsi poi di offrire l'aspetto migliore di se stessa costituirebbe la più inaccettabile contraddizione. Vantare Noto come centro di cultura e poi non cercare di trovare nelle antiche radici culturali, proprio le ragioni più credibili per tale vanto, e non lasciare spazio alle dicerie che ci definiscono "pallosi", sarebbe ancora un'altra contraddizione. Ripensando alle conclusioni del famoso "simposio" del '77, occorre far cenno alle esortazioni di Cesare Brandi sul prendere coscienza dei valori di questa Città, ed all'invito di Corrado Sofia ad essere gli umili ma coscienti artefici della sua rinascita». 
Roberto Nastasi


30/07/2010

Pubblicato il 30/7/2010 alle 19.54 nella rubrica Diario.

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