Blog: http://Pachinos.ilcannocchiale.it

Pachino Promontorio La Sicilia Ma davvero la cacciata dei Goti migliorò in qualche misura la condizione della provincia siciliana

Ma davvero la cacciata dei Goti migliorò in qualche misura la condizione della provincia siciliana? Arrivarono gli imperatori Bisantini e non fu un bel vivere, al punto che, come scrive Privitera, la Sicilia «cangiò padroni, ma dovette ricordarsi dei Goti e sospirarne il mite governo

Ma davvero la cacciata dei Goti migliorò in qualche misura la condizione della provincia siciliana? Arrivarono gli imperatori Bisantini e non fu un bel vivere, al punto che, come scrive Privitera, la Sicilia «cangiò padroni, ma dovette ricordarsi dei Goti e sospirarne il mite governo. Dipendente da una corte lontana, era caduta in servitù di principi la più parte infingardi o dissoluti e crudeli, o imbecilli, i quali, accerchiati da eunuchi e da cortigiane che li dominavano (ma allora il sesso corruttore dei politici non è una jattura esclusiva dei giorni nostri!), si assopivano in mezzo al bagliore di un fasto e di un lusso immoderatissimo e lasciavan neglette le province sotto il governo di prefetti nequitosi, intenti solamente a smungerle e a vessarle, lasciando che pur divenissero preda di barbari invasori».
Eppure non c'era da dolersi eccessivamente di questa situazione. Infatti, le altre province italiane, a partire dal nord, erano tormentate da sciagurati regimi, per cui in realtà la Sicilia poteva considerarsi la più tranquilla provincia dell'impero. E in essa era da salvare in qualche misura anche la condizione di Siracusa che conservava il suo ruolo preminente vantato da sempre nell'isola, oltre che le sue benemerenze per i commerci con i Greci.
In quest'epoca, anche se sono rimaste poche tracce storiche, la Chiesa fu nobilitata dalla fioritura di personaggi di spicco. E risale proprio a quei tempi, per iniziativa del clero, ma anche per pressione popolare, che l'antico tempio di Minerva venne trasformato in Duomo. Il tempio pagano convertito in chiesa cristiana fu nel settimo secolo riccamente ornato dal vescovo Zisimo il quale organizzò un rito solenne per consacrare il Duomo al Salvatore e alla Madonna.
Va pure ricordato che Siracusa ospitò Papa Vigilio, che dopo avere sofferto le prepotenze di Giustiniano, affetto da grave malattia, partì da Costantinopoli e arrivò in Siracusa dove fu amorevolmente curato, anche se senza esito in quanto il sant'uomo spirò il 10 gennaio del 555 tra la commozione e le lacrime dei fedeli siracusani, che gli tributarono solenni esequie. La salma fu poi trasferita a Roma. In sostanza, la Chiesa produsse a Siracusa un'epoca d'oro che le consentì di mantenere alto il livello di civiltà e dei valori sociali fondamentali. Inoltre, per volontà del sommo pontefice S. Gregorio il Grande, furono costruiti in Sicilia sei tra monasteri e abbazie, due dei quali a Siracusa, precisamente al sepolcro di Santa Lucia e a Tremilia (S. Pietro ad Bayas). In questi monasteri, definiti veri e propri seminari di sapienza e di disciplina, si insegnavano le arti vitali dell'epoca con particolare interesse per l'insegnamento, la coltivazione dei campi, lo studio della filosofia e delle lettere classiche, nonché l'arte del disegno, della pittura, della miniatura dei libri e dei sacri ornamenti dei templi.
Non c'è quindi da stupirsi che da simili attrezzati istituti siano usciti eccellenti studiosi e insigni prelati come san Zisimo, sant'Elia, san Clemente, san Roberto. Particolare rilievo assunse, fra gli altri, l'abate Teofane, il quale fu convocato da Papa Agatone ai concili di Roma e di Costantinopoli, dove sostenne con grande gagliardia oratoria la dottrina cattolica contro le eresie dei Monoteliti, che vennero spazzate e Macario, patriarca di Antiochia, che era stato il più tenace sostenitore dell'eresia, venne deposto e poi sostituito dallo stesso Teofane. Sempre dalle benemerite abazie siracusane sortirono figure eccelse come quelle di Trajano, che andò a occupare la sede vescovile di Malta, san Giuseppe Innografo, san Metodio divenuto patriarca di Costantinopoli, lo storico Teodosio e tantissimi altri che diedero lustro particolare all'ex metropoli siciliana. Inoltre, a Siracusa come nelle altre città dell'isola, sorsero i monasteri delle vergini claustrali dove si aveva cura dell'educazione morale e religiosa delle fanciulle. Significativo al riguardo il commento del nostro storico: «Così, mentre nelle nostre province, e più che altrove in Italia, le inondazioni barbariche, le guerre desolatrici, lo sperpero di ogni cosa gentile, avean fatto attutire gl'ingegni, abbandonare gli studi, e cessare da ogni opera bella di genio e di arte, qui tra noi la religione, gli onesti costumi, le scienze, le lettere, le arti, l'agricoltura, il traffico si tenevano in fiore massimo per questi benemeriti istituti».


01/07/2010

Pubblicato il 1/7/2010 alle 20.37 nella rubrica Diario.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web