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Pachino Promontorio La sicilia Università,l'addio di Salvo Baio il presidente del consorzio Archimede...si può anche criticare il centro sinistra ma alla fine bisogna dare a ciascuno il suo...Ciao Salvo

Sabato 6 Marzo edizione di Siracusa

Università, l'addio di Baio   
Il presidente del consorzio Archimede traccia il bilancio della sua esperienza   

isabella di bartolo
L'avventura Università a Siracusa è legata a tanti nomi, tra cui quello di Mario Cavallaro che per primo ha creduto in questa scommessa negli anni '90. Ma soprattutto, in questi ultimi anni, l'Università aretusea ha avuto il volto di Salvo Baio che ha tenuto in mano le redini del consorzio Archimede dalla sua nascita, nel luglio del 2005, sino a oggi.
Presidente, la fine di un'esperienza diviene occasione di bilanci. Il suo com'è?
«Durante gli anni della mia gestione Siracusa vantava otto corsi di laurea: cinque in Bene culturali e tre nell'ambito della facoltà di Architettura; oltre alla scuola di Specializzazione in Archeologia riaperta dopo otto anni di abbandono e allestita nel rinato palazzo Chiaramonte; poi tre master, di cui uno in lingua inglese. Inoltre, avevamo avviato progetti di grande levatura internazionale, come quello per il restauro di monumenti in Marocco, gemellaggi e stages. Il consorzio ha avuto un ruolo di primo piano nella nascita della Scuola di economia del turismo culturale della fondazione Garrone, è stato promotore di numerosi convegni, parte attiva nella Scuola euromediterranea per la riabilitazione, e motore di grandi iniziative culturali soprattutto legate alla cultura classica e dunque alle radici di Siracusa. Oggi di tutto questo è rimasto solo il corso quinquennale in Architettura, il resto è stato soppresso per decisione del sindaco Roberto Visentin, del presidente della Provincia Nicola Bono e del rettore Recca firmatari di un documento il 15 settembre del 2009. Mentre il taglio dei corsi di laurea in Architettura è stato deciso dal Senato accademico. Aggiungo che l'Università oggi ha sciolto i rapporti con Siracusa e che la Provincia si è rivolta a un legale in polemica con i comportamenti del rettore. Insomma, il bilancio è amaro».
Di chi è stata la colpa della crisi dell'Università a Siracusa?
«Indubbiamente con Bufardeci e Marziano alla guida di Comune e Provincia il consorzio navigava a gonfie vele. C'era un clima solidale di condivisione e crescita. Purtroppo, e lo dico a prescindere dalle persone, il cambiamento dei due vertici non è certo stato positivo per la crescita universitari».
Che ruolo ha avuto in questa situazione il centrosinistra di cui lei è esponente?
«Durante la presidenza di Marziano l'opposizione attuale si identificava nelle sue scelte, dunque non aveva ragione di intervenire criticamente. Oggi, a parte qualche eccezione, il centrosinistra ha seguito la vicenda Università, così come altre questioni tutte legate alla cultura, in maniera del tutto disinteressata. Non è stato reattivo, è rimasto a guardare. Un errore, certo».
Il futuro dell'Università a Siracusa è il quarto Polo?
«Un'iniziativa che vede direttamente in campo un ministro, due assessori regionali, due sindaci e due presidenti della Provincia, e mi riferisco a quelli di Siracusa e Ragusa, ha una sua forza e credibilità. Mi auguro che abbia anche concreto successo, anche perchè, modestamente, c'è un pezzo del mio impegno. Tuttavia, senza polemica, trovo insolito che la nascita di un Ateneo pubblico avvenga al ministero dell'Ambiente e non in quello dell'Università. Inoltre, per chi comprende l'importanza dei dettagli, c'è un riferimento all'Università di Kore che va spiegato, così come quale sarà l'offerta formativa della nuova realtà accademica, visto che Siracusa e Ragusa dipendono da Catania. Infine pone dubbi la Fondazione che sarà la cassaforte del quarto Polo, e in questo senso io purtroppo non ho avuto la stessa fortuna che, come mi auguro, avrà il mio successore visti i personaggi politici di primo piano impegnati. Se busseranno alle banche, alle industrie, alla Regione e allo Stato, probabilmente riusciranno ad avere finanziamenti che io non ho avuto. Il quarto Polo al momento è un'iniziativa tutta interna al Pdl: se la gestiranno in questo modo e ci riusciranno il merito sarà tutto loro. Altrimenti sapremo di chi saranno le colpe».
Che testimone lascia al suo successore Roberto Meloni?
«Stimo e sono amico di Roberto, gli auguro sinceramente di avere successo e sarò a disposizione per qualsiasi sua necessità, per il bene dell'Università. Mi dispiace solo che nessuno del vecchio ottimo consorzio sia stato confermato in quello nuovo.

Pubblicato il 8/3/2010 alle 11.41 nella rubrica Diario.

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