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21 marzo 2011
La Sicilia Siracusa Nato il primo itinerario turistico-religioso

sottoscritto il protocollo d'intesa ai «cammini d'europa»

Nato il primo itinerario turistico-religioso

  • Domenica 20 Marzo 2011
  • Siracusa,
  • pagina 36

l´assessore mariella muti
È stato sottoscritto ieri alla cripta di San Marciano il protocollo di adesione ai «Cammini d'Europa». Con il convegno «Sulle orme di Paolo a Siracusa, itinerari del sud-est in Sicilia», svoltosi ieri al Palazzo Vermexio, è partita la due giorni che ha ufficializzato la nascita del primo itinerario turistico religioso della provincia, inserito nell'ambito dei «Cammini d'Europa» e si concluderà oggi con l'inaugurazione dell'itinerario, che partirà alle 9,30 dal pozzo di San Paolo a Solarino, alle 10,30 da Pantalica-Porta Fusco-Sortino, alle 16 toccherà Palazzolo Acreide con il museo del Viaggiatore, prima e la basilica di San Paolo poi. 
«Abbiamo iniziato a lavorarci a ottobre - ha spiegato l'assessore ai Beni culturali, Mariella Muti - e abbiamo deciso di partire da subito con i cammini pronti sui percorsi gestiti dalla Forestale, invece di attendere anni. Ora dobbiamo attrezzare il territorio e coinvolgere un settore sì di nicchia, ma tanto importante».
Il Gran tour «Sulle orme dell'apostolo Paolo e dei primi cristiani» previsto nella provincia aretusea e inserito tra i cammini d'Europa, tra questi il più noto Santiago de Compostela, si rifà all'itinerario dei viaggiatori nelle terre iblee, primo fra tutti Paolo di Tarso. Sei giorni e 6 notti alla scoperta di Siracusa, Noto e Palazzolo, e pure Cavagrande e Melilli, Thapsos e Buscemi, Canicattini, Buccheri e Solarino. 
«Siamo qui grazie al lavoro di squadra e alla collaborazione tra il capoluogo e gli altri Comuni - ha concluso la Muti - non abbiamo preventivato il numero di turisti, ma con questo progetto potremmo destagionalizzare l'offerta».
Luca Signorelli


20/03/2011



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21 marzo 2011
La Sicilia Portopalo Autovelox truffa pure a Portopalo Ecco come ando'

Autovelox-truffa
pure a Portopalo
Ecco come andò

  • Domenica 20 Marzo 2011
  • Siracusa,
  • pagina 41

Portopalo.Sulla vicenda degli autovelox taroccati in diciotto comuni siciliani, dopo l'inchiesta della Guardia di finanza di Brescia da cui è scaturita un'inchiesta che coinvolge in tutto 146 comuni italiani, si è appreso che c'è anche il comune di Portopalo. I rilevatori di velocità, utilizzati da una società di Desenzano del Garda, registravano una velocità superiore del 15% rispetto a quella reale. Il coinvolgimento di Portopalo risale alla metà degli anni Novanta, quando il comune era amministrato dalla giunta guidata dal sindaco Figura. Centinaia di multe furono comminate a tante persone che si trovavano a passare, soprattutto, da un tratto della Cavarra-Maucini. In alcuni casi, singoli automobilisti si ritrovarono con dieci verbali da autovelox.
Dopo la notizia, che ha avuto un'eco a livello nazionale, l'amministrazione comunale in carica ha diramato una nota per chiarire quanto si è fatto, dal 2000 in poi, su questa vicenda. «E' opportuno precisare, - si legge nella nota della Giunta municipale - che sin dal 2000 l'allora sindaco Cammisuli, che ereditò dal suo predecessore questa situazione, si è opposto contro la società, procedendo anche in sede penale poiché si ravvisavano gli estremi della truffa. E l'esecutivo Cammisuli ebbe ragione. Tanti portopalesi ricordano ancora che l'allora giunta di centrosinistra, per fare cassa, non si fece scrupolo di piazzare questi autovelox in una zona in cui transitavano tanti lavoratori agricoli o semplici bagnanti e turisti che si recavano verso isola delle Correnti. Un atteggiamento scriteriato che oggi torna d'attualità. E' bene ricordare i contorni di questa vicenda, - conclude la nota amministrativa - per evidenziare come andarono allora le cose».
SER. TAC.


20/03/2011



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21 marzo 2011
La Sicilia Pachino Il Tagliando alla Giunta

pachino. Il sindaco spiega l'azzeramento, ma non convince l'opposizione

Il «tagliando» alla Giunta

  • Domenica 20 Marzo 2011
  • Siracusa,
  • pagina 41

quartarone, giannone e bruno
Riunione del civico consesso venerdì sera nella sala di via Rubera. La seduta era stata richiesta dai consiglieri di opposizione che chiedevano spiegazioni, al sindaco Bonaiuto, sull'azzeramento della Giunta dopo l'approvazione delle linee guida del Prg.
Una decisione, quella del primo cittadino, secondo l'opposizione dettata da una crisi politica strisciante e che si sarebbe chiusa solo con una tregua armata. Di contrario avviso il primo cittadino: «Ho ritenuto di azzerare la Giunta - ha affermato - dopo che era stato raggiunto uno dei punti più qualificanti del mio programma amministrativo per cui era necessario tracciare, insieme alle forze politiche che supportano l'amministrazione, un bilancio delle cose fatte e delle cose da fare. Questa operazione doveva essere fatta senza che nessuno si ponesse da posizioni di forza, poiché gli equilibri sia delle cose positive che di quelle negative, si verificano a bocce ferme. Fatto questo, e verificato che la compagine, così come era composta, poteva affrontare nuove sfide, gli assessori sono stati rimessi nelle loro precedenti posizioni. Del resto, ha concluso Bonaiuto, nelle automobili i tagliandi si fanno non quando i motori sono guasti, ma quando funzionano ed hanno fatto un certo numero di chilometri e ne dovranno percorrere altrettanti».
Ma le spiegazioni di Bonaiuto non sono bastate alla minoranza che con il consigliere Buggea ha attaccato a testa bassa il sistema politico parlando di sprecopoli con riferimento alla nomina del capo di gabinetto, e di parentopoli, accuse rintuzzate dal primo cittadino che ha dichiarato di non avere nessun parente all'interno della macchina amministrativa comunale. Il civico consesso ha poi approvato delle modifiche al piano casa approvato qualche tempo fa dal consesso pachinese e che necessitava di un chiarimento interpretativo onde evitare equivoci da parte dei professionisti dell'edilizia pachinese, ed ha preso atto della cessione di alcune particelle di territorio da parte della casa municipale, per la costruzione del nuovo commissariato di pubblica sicurezza.
Salvatore Marziano


20/03/2011

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9 marzo 2011
Pachino Promontorio La sicilia Pachino massi rocciosi frangiflutti estratti da cave abusive

«Massi rocciosi frangiflutti
estratti da cave abusive»

  • Martedì 08 Marzo 2011
  • Siracusa,
  • pagina 37

Alcuni soci del circolo di Legambiente Pachino, presieduto da Salvatore Maino, hanno effettuato una ricognizione lungo il tratto di litorale compreso tra l'Isola delle Correnti e Punta delle Formiche, compresa la spiaggia di Punto Rio. Tra le cose avvistate rientrano le improvvisate barriere frangiflutti, con la posa di massi di roccia calcarea, in prossimità della battigia. Massi presenti da tempo in quella zona.
«Abbiamo ragione di pensare - afferma Maino - che non siano state autorizzate dalla Sovrintendenza e dalle autorità demaniali marittime. Riteniamo possibile l'eventualità, che molti dei massi rocciosi per le loro ridotte dimensioni, potranno essere facilmente asportati dalle onde e trasportati in acque più profonde e interessate alla balneazione, con grave pericolo per l'incolumità fisica dei cittadini. Riteniamo verosimile, inoltre, il sospetto che i massi rocciosi siano stati estratti in cave abusive, con ulteriore devastazione del territorio». Maino parla di sostanziale disattenzione delle autorità competenti. «Altri disperati proprietari potrebbero essere tentati a reiterare il reato di alterazioni dei luoghi, confidando sulla lentezza dell'azione penale e amministrativa. Segnaliamo ancora una volta il degrado ambientale del litorale marino e l'entroterra, senza risparmiare l'ecosistema delle aree umide, che necessiterebbero di un complessivo recupero, peraltro». Il circolo di Legambiente Pachino esprime pertanto forte preoccupazione relativamente agli interventi che privati cittadini, eludendo i vincoli di protezione e salvaguardia del litorale marino, stanno realizzando arbitrariamente, nella vana speranza di poter salvare le loro proprietà, dalla inesorabile avanzata del mare. «Riteniamo assai discutibile, - prosegue Maino - la richiesta interessata di quei cittadini che chiedono l'intervento economico della pubblica amministrazione, per ripristinare e salvaguardare, non già, l'equilibrio dell'ecosistema costiero offeso dall'uomo, bensì, legittimare l'abusivismo selvaggio, che ancora continua ad imperversare, in quei luoghi, con la compiacente disattenzione degli amministratori locali».
SERGIO TACCONE


08/03/2011

9 marzo 2011
Pachino Promontorio Urbanistica,acquisito parere Soprintendenza no a Porto Royal

urbanistica. Acquisito ieri il parere

Soprintendenza
no al Porto Royal

  • Martedì 08 Marzo 2011
  • Siracusa,
  • pagina 33

la commissione urbanistica al lavoro per definire l´intricata vicenda
La Soprintendenza boccia il porto turistico Port Royal. In estrema sintesi è questo il parere acquisito ieri in commissione Urbanistica: le considerazioni partono dal presupposto che l'isola di Ortigia è dichiarata bene di notevole interesse pubblico e il suo tessuto urbano, come pure il suo skyline (il profilo delineato contro il cielo dal panorama complessivo degli edifici di una città) costituiscono un unicum storico e paesaggistico, riconosciuto di altissimo valore culturale e materiale tale da dichiararlo patrimonio dell'umanità dall'Unesco. Inoltre, la dichiarazione di bene pubblico del porto piccolo e della Borgata di Santa Lucia hanno comportato l'attribuzione di valore paesaggistico sia della costa di antica urbanizzazione della Borgata sia dello specchio d'acqua compreso nel porto marmoreo.
Con il vincolo imposto nel 1997, infatti, in quest'ultimo caso sono necessarie alcune scelte di indagine e di studio del paesaggio circostante, come l'eliminazione di qualunque attraversamento con strutture emerse o sommerse. Tutti questi elementi di tutela «pongono con chiarezza - si legge nella nota della Soprintendenza - quali siano i fattori prioritari da considerare e da conservare come invarianti del paesaggio urbano storico della città. Il progetto di porto ne altererebbe irreversibilmente il valore, invadendo il paesaggio e la sua percezione».
Per questi motivi l'intervento è ritenuto inammissibile, anche se la ditta può ancora presentare eventuali osservazioni attinenti ai rilievi evidenziati.
La commissione consiliare per il momento non si è espressa nel merito, ma il senatore Bruno Alicata, assessore comunale all'Urbanistica, ieri presente alla seduta, riferendosi alla nota del dirigente generale ai Beni culturali della Regione, Gesualdo Campo, con la quale a febbraio richiedeva la rivisitazione dei pareri resi sui porti turistici relativamente alle previsioni di edilizia non strettamente connessa agli usi del porto, ha commentato: «nessun giudizio, non l'ho ancora letto, ma a prima vista non è impensabile bloccare tutto anni dopo, a volte anche 5 anni dopo (è il caso del porto Marina di Archimede, ndr) e forse ci sono i crismi per rivolgersi all'autorità giudiziaria».
Per quanto riguarda le proposte di varianti al Prg approvate dal Consiglio comunale a dicembre, a nome dell'amministrazione, Alicata ha sottolineato di voler continuare a seguire la linea voluta da Salvo Sorbello (decisioni assunte con voti unanimi, o quasi), tanto da aver scritto insieme con il sindaco al dirigente dell'ufficio Urbanistica invitandolo a dare attuazione a quanto voluto dall'assise, e di tenere in forte considerazione la richiesta di Ettore Di Giovanni per l'attivazione di norme di tutela per le zone in cui si prospettano le modifiche, approvando le varianti di salvaguardia.
Luca Signorelli


08/03/2011
9 marzo 2011
Pachino Promontorio Siracusa Il Pd denuncia il sindaco alla procura per il "caso"Prg

Il Pd denuncia il sindaco alla Procura per il «caso» Prg

I consiglieri comunali, con Marziano e De Benedictis, chiedono la rimozione del dirigente e un commissario regionale per le inadempienze del Comune

  • Martedì 08 Marzo 2011
  • Siracusa,
  • pagina 33

la conferenza del pd
Il Pd presenta un esposto-denuncia alla Procura della Repubblica contro l'amministrazione di Roberto Visentin. Motivo dell'azione legale è l'iter «inadeguato» che il Comune sta seguendo sulla revisione del Piano regolatore e sulla redazione del Piano paesistico.
Di questo si è parlato ieri mattina durante la conferenza stampa convocata dal gruppo consiliare del Pd, capeggiato da Giancarlo Garozzo (di cui fanno parte Carmen Castelluccio, Riccardo De Benedictis, Franco Formica, Alfredo Foti, Roberto Messina, Fortunato Minimo, Domenico Richiusa e Antonino Zito); e dalla segreteria cittadina coordinata da Paolo Gulino. Presenti anche i deputati regionali Roberto De Benedictis e Bruno Marziano.
Come ha spiegato Gulino, il motivo che ha spinto il Pd a rivolgersi alla Procura è legato all'atteggiamento dell'amministrazione che, dopo il Consiglio comunale del 21 dicembre scorso conclusosi con una delibera votata da maggioranza e opposizione (con la sola esclusione di Fds) con cui si decideva la revisione del Prg, ha preso tempo «facendo inutile ostruzionismo». La delibera del Consiglio comunale è giunta agli uffici dell'urbanistica lo scorso 16 febbraio e, come ha spiegato il dirigente Calafiore, adesso occorre valutare studi di carattere geologico e agro-forestale.
«Il Consiglio comunale aveva dato un orientamento chiaro - commenta Bruno Marziano - a cui non corrisponde una volontà dell'amministrazione. Per questo condivido appieno il ricorso che è una tappa del percorso avviato in questi anni dal Pd a difesa della città». Gli ha fatto eco il collega parlamentare regionale, Roberto De Benedictis. «L'atto reticente del sindaco e dell'amministrazione - ha detto - giustifica questo esposto. Ed è gravissimo che una delibera votata il 21 dicembre abbia bisogno di due mesi per passare da piazza Duomo agli uffici di via Brenta. Vogliamo capirne i motivi».
Ma non solo l'esposto-denuncia è stato al centro dell'incontro del Pd. «Chiediamo la rimozione del dirigente Mauro Calafiore - ha aggiunto il capogruppo consiliare, Giancarlo Garozzo - che "sbeffeggia" il Consiglio comunale con la richiesta di studi e risorse superflue. Inoltre, chiediamo alla Regione la nomina di un commissario ad acta per seguire la vicenda del Piano regolatore viste le inadempienze dell'amministrazione. Sono strade di un percorso legittimo che noi seguiamo». Il Pd, infine, lancia un grido d'allarme e si rivolge alla città: «non lasciamo che ci prendano in giro dicendo fesserie - conclude Garozzo - ma difendiamo il territorio e il suo sviluppo futuro».
isabella di bartolo
7 marzo 2011
Pachino Promontorio L aSicilia L'archeologia ritrova casa Riaperta la scuola di Paolo Orsi

L'archeologia ritrova casa

Inaugurata ieri a palazzo Chiaramonte la Scuola di specializzazione

  • Domenica 06 Marzo 2011
  • Siracusa,
  • pa




università
e futuro

Riapre in via Landolina
l'unica scuola siciliana
dedicata allo studio
dei beni archeologici
curata dall'Ateneo di Catania

  • Domenica 06 Marzo 2011
  • Siracusa,
  • pagina 42

I docenti
turchi
con la professoressa
Sebastiana Lagona
e il direttore
della ...
isabella di bartolo
L'archeologia ritrova la sua «casa» di via Landolina. Qui ieri, nei locali dell'Università di palazzo Chiaramonte, è stata inaugurata da Scuola siciliana in Beni archeologici.
Una scuola di specializzazione che è l'unica della Sicilia, nata nel 1925 per volere dell'allora soprintendente alle Belle arti, Paolo Orsi. 
A celebrare questo evento si sono ritrovati ieri mattina archeologi e storici che hanno preso parte alla cerimonia di inaugurazione alla presenza del direttore della scuola: Massimo Frasca, docente di Archeologia della Magna greca alla facoltà di Lettere dell'Università di Catania. Con lui anche Sebastiana Lagona, docente emerito dell'Ateneo di Catania, che ha presieduto l'incontro con gli interventi di Frasca e di Antonio La Marca, direttore della missione archeologica in Turchia, e quattro lezioni tenute da altrettanti docenti stranieri esperti di archeologia. Presenti alla cerimonia anche i dirigenti del parchi archeologici Lorenzo Guzzardi e Maria Musumeci, oltre alla direttrice del museo «Paolo Orsi», Beatrice Basile.
«La scuola di specializzazione in Beni archeologici - commenta il professore Frasca -, secondo la riforma voluta dal ministero, avrà durata biennale e non più triennale come accadeva in passato. Inoltre, non sarà incentrata solo su materie riguardanti l'archeologia classica ma anche al settore della preistoria e quello tardo-medievale».
Sono 15 i posti a disposizione per i futuri archeologi che dovranno superare prima gli esami di ammissione. «La scuola - dice - dovrebbe formare i funzionari di domani per lavorare nelle soprintendenze e negli enti pubblici, o i liberi professionisti del futuro». La scuola proporrà anche gemellaggi culturali e campagne di scavo come quella in corso alle catacombe curate dall'archeologa Sgarlata. In atto, tra i progetti di lavoro, anche una convenzione con il Comune aretuseo per alcuni scavi archeologici nel territorio. 
Nella stessa giornata di ieri, alle 17, a conclusione del «Symposium on mediterranean archaeology» che si è tenuto nella sala conferenze del museo archeologico regionale «Paolo Orsi», è stata inaugurata la mostra fotografica «Anadolu. Archaeology in Turkey». 
A seguire, è stato aperto ufficialmente l'anno accademico della Scuola di Archeologia con la lectio magistralis del prof. Gurcan Polat dell'Università Ege di Izmir dal titolo «Gli scavi di Antadros» dedicata agli scavi in Turchia.


06/03/2011
4 marzo 2011
Pachino promontorio sulla storia della sinistra di Pachino 4 pci1989



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4 marzo 2011
piani pit 9

la spiaggia del Cavettone, sbocco a mare della valle dei Cugni

Un'occasione da non perdere: i P.I.T.

di Rosario Ardilio (10/02/2004)

Cominciamo dalla sigla: P.I.T.. Sta per Progetti Integrati Territoriali, ma cosa sono in realtà?

I Progetti Integrati Territoriali sono un complesso di azioni intersettoriali (strettamente coerenti e collegate tra di loro) che convergono verso un comune obiettivo di sviluppo del territorio.

Tali Progetti sono costituiti da un insieme di azioni inserite nelle misure del Programma Operativo Regionale 2000/2006 convergenti verso una precisa finalità di sviluppo del territorio interessato; in definitiva essi si basano su di un'idea-forza di sviluppo esplicitata e condivisa dai diversi attori dello sviluppo locale: sia pubblici (comuni, province, altri enti) che privati.

Nell'ambito degli interventi pubblici i P.I.T. approvati per il territorio siciliano sono stati 27, per un importo complessivo di 948.259.983,09 euro. Una cifra, come si vede, enorme, una vera manna del cielo (vedi box).

Per la provincia di Siracusa i P.I.T. approvati sono due:
PIT n. 9, dal titolo “Ecomuseo del Mediterraneo”, per un importo di 42.888.782,69 euro 
Pit n. 28 dal titolo “Hyblon Tukles”, per un importo di 23.358.728,86 euro.


gli stabilimenti Di Rudinì


Quello che ci riguarda più da vicino è il primo, “Ecomuseo del Mediterraneo”. Trai tanti interventi che prevede nella zona sud della provincia di Siracusa ce ne sono due infatti che riguardano esclusivamente il territorio di Pachino. Essi sono:

1) Il progetto dal titolo “Valorizzazione , recupero e tutela ambientale della fascia costiera compresa tra Marzamemi e Portopalo di C.P.”, per un importo di 2.659.753,03 euro;

2) Il progetto Marzamemi un parco di archeologia industriale, per un importo di 3.098.736,00.

Le cifre parlano chiaro, sono la bellezza di 5.758.489,03 euro (più di 11 miliardi delle vecchie lire) pronti da spendere per il nostro comune.

Il secondo dei due prevede essenzialmente il recupero del palmento e dei magazzini Di Rudinì (vedi articolo sull'argomento ne “I Pachinesi” del 25 gennaio 2004), e, dato il poco spazio a nostra disposizione rimandiamo la sua descrizione ad un prossimo articolo. Del primo invece vogliamo qui approfondire la descrizione.

•  “Valorizzazione , recupero e tutela ambientale della fascia costiera compresa tra Marzamemi e Portopalo di C.P.”

Il progetto, redatto dall'Ufficio Tecnico del Comune di Pachino con l'aiuto di alcuni collaboratori esterni, si pone come principale obiettivo quello di dare urgente risposta a due fondamentali esigenze del territorio pachinese:


Marzamemi, il porto

tomba sicula nella necropoli Cugni
  • recuperare alcune zone di altissimo pregio ambientale, storico e archeologico, fino ad ora abbandonate a se stesse senza alcun intervento manutentivo o di tutela, in particolare la grotta “Calafarina, la necropoli “Cugni”, il villaggio romano nei pressi dei Cugni, il pantano alle spalle del viale Lido di Marzamemi;
  • innescare un processo di sviluppo economico basato sulla fruizione pubblica del suddetto patrimonio a tutto vantaggio del turismo pur garantendo la peculiarità dei luoghi, la loro conformazione, la loro storia, le caratteristiche ambientali

Le aree di intervento sono state così individuate:

  • Sottozone A ed F : Marzamemi

In pratica è l'area posta tra la bretella stradale di collegamento tra la Pachino Marzamemi e la Marzamemi-Portopalo di CP., comprende l'agglomerato urbano turistico di Viale Lido e la fascia di spiaggia recentemente liberata dopo la demolizione delle cosiddette “cabine” un tempo costruite su concessione nella fascia demaniale.

L'intervento si concentra sul pantano alle spalle di viale Lido, un tempo collegamento tra il palmento Di Rudinì e il porto Fossa. L'area diventerà un parco urbano, con annesso parcheggio. La sottozona A rappresenterà quindi il portale di ingresso per il centro storico di Marzamemi, per il palmento e i magazzini Di Rudinì (il cui recupero è previsto nell'altro PIT) da una parte e per la zona archeologica di Cugni-Calafarina dall'altra.

Oltre all'area parcheggio sono previsti i servizi per permettere ai visitatori di poter fruire dei luoghi attraverso appositi percorsi, dopo aver lasciato le automobili. Inoltre saranno realizzate aree giochi per bambini. Particolare attenzione è stata posta nell'uso dei materiali sempre rispettosi delle caratteristiche storico-ambientali dei luoghi. Sono difatti previste la bonifica e il consolidamento degli argini dei canali presenti nel pantano, attraverso la piantumazione di canne. Anche la scelta delle essenze arboree è mirata al mantenimento delle peculiarità dei luoghi. In particolare il pino marittimo costituisce un essenza presente in tutta la fascia costiera e connota fortemente l'area attorno all'attuale Viale Lido.

Il progetto prevede il rinfoltimento dell'attuale vegetazione esistente. Essenze di limoni ed arance costituiranno una naturale delimitazione del parco nel lato ovest, un muretto antistante costituirà un segno storico dei “giardini” esistenti nell'area al tempo del Marchese Di Rudinì. Infine si prevede il reimpianto della fascia di macchia mediterranea parallela alla costa che un tempo costituiva il filtro naturale tra il mare e la campagna.

Nella fascia di spiaggia rimasta libera sono previsti percorsi pedonali, piantumazione di macchia mediterranea e ricostituzione delle dune di sabbia.

 


il pantano di Marzamemi

la grotta di Calafarina
  • Sottozona B – Calafarina

Comprende una vasta l'area a monte della strada provinciale Marzamemi-Portopalo di C.P., intorno all'importante sito archeologico della grotta “Calafarina”.

L'intervento, oltre a permettere la visita della grotta, prevede un lungo percorso pedonale che permetterà al visitatore, di raggiungere la necropoli dei Cugni, percorrendo l'intera vallata, una volta bagnata dalle acque del mare, e dove si sviluppava in epoca neolitica una fiorente comunità sicula.

L'ingresso alla zona della grotta dalla strada Marzamemi-Portopalo, non sarà quello attuale, ma sfrutterà la zona parcheggio prevista nella sottozona E (vedi più avanti), collegata sempre con percorsi pedonali naturalistici.

  • Sottozona C – Cugni

Comprende l'area della necropoli “Cugni”, all'inizio della vallata che sbocca poi a mare nei pressi della grotta Calafarina. Costituisce il secondo terminale di ingresso al parco archeologico.

Dalla stradina che proviene dall'abitato di Pachino (zona Macello), dopo avere attraversato la ex ferrovia Noto-Pachino con un sottopasso, si arriva nella semplice area parcheggio, sterrata, da cui si diparte un percorso pedonale in terra battuta che si biforca nelle due direzioni del parco archeologico: a est verso la necropoli fino alla grotta Calafarina e ad ovest verso i resti del villaggio romano (sottozona D).

Per il sito archeologico sono state previste inoltre delle somme per ulteriori scavi e per una generale ripulitura dei luoghi, da eseguire sotto la sorveglianza e le direttive della Soprintendenza ai beni archeologici di Siracusa.


valle Cugni

resti del villaggio romano

 

  • Sottozona D — Villaggio Romano
Comprende una vasta area già in possesso dell'Amministrazione Comunale, dove sono stati in passato effettuati scavi che hanno portato alla scoperta dei resti di un villaggio di età romana. Tale sito è attualmente in stato di completo abbandono. Esso necessita inoltre di ulteriori scavi, che sono stati previsti.

Alla zona si accede dalla strada che collega la Pachino-Portopalo con la Marzamemi-Portopalo, e che passa lungo il pantano Morghella. E' questo il terzo terminale di ingresso al parco archeologico.

In questa area, in una zona più bassa rispetto al sito archeologico e dunque in grado di non interferire visivamente con esso, è stato previsto un edificio servizi e informazioni, di fattura molto semplice, in muratura e tetto con struttura lignea e coppi siciliani, e rispetta la tipologia architettonica locale.

 

 

  • Sottozona E — Servizi
E' questo l'intervento che permette una fruizione più “leggera” della zona. soprattutto in senso turistico-balneare. E' stata sfruttata una rete di strade esistenti, nei pressi della sottozona B Calafarina), posta a distanza tale da non interferire con quest'ultima.

Oltre ad una area parcheggio sterrata verrà realizzato un edificio comprendente bar ristorante, wc, docce, ufficio informazioni e magazzino, oltre ad un piazzale e ad un'area giochi per bambini.

La sottozona E costituisce il portale d'ingresso dal mare al parco archeologico cui è collegata dai soliti percorsi pedonali in terra battuta ma permette anche l'accesso alla spiaggia del “Cavettone” nei pressi di Calafarina

interno degli stabilimenti Di Rudinì

Tutti i percorsi ed i piazzali sosta saranno illuminati da lampioni e lampade segna-passo, alte cm. 60 e muniti di beverini, sedili in legno, cestini porta-rifiuti e giochi per i bambini.

E' stata inoltre prevista la successiva realizzazione, sotto la sorveglianza e le direttive della Sovrintendenza Archeologica di Siracusa di pannelli illustrativi dei siti archeologici.

Insomma un vero intervento rivoluzionario, capace di innescare un processo di sviluppo in chiave turistico-culturale di tutta la nostra zona. Soprattutto se si considera il naturale collegamento con gli interventi previsti nell'altro progetto, con il recupero del palmento Di Rudinì che diventerà un contenitore culturale di primaria importanza.

 

Esiste infatti un chiaro collegamento concettuale tra i due progetti. Così i due P.I.T., diventano le due parti complementari e coordinate di un'unica intenzionalità progettuale. Senza contare poi l'enorme vantaggio costituito dall'acquisizione alla pubblica proprietà di quanto più territorio possibile in relazione alle zone di intervento, anche e soprattutto per preservare le zone in oggetto dalla pericolosa espansione di attività distruttive e stravolgenti, come l'abusivismo edilizio e l'estrazione di pietra.

Qualcuno potrebbe obbiettare: “Tutte storie, parole, parole, ma niente di concreto….!”

Una volta tanto dovremmo contraddirlo. Lo stato delle operazioni infatti è molto avanzato. Il progetto riguardante il recupero del palmento Di Rudinì sta infatti già andando in appalto. L'altro progetto ha subito un rallentamento dovuto alla rielaborazione di alcune tavole ma a giorni dovrà essere esitato e approvato definitivamente dalla apposita Conferenza dei servizi composta dai membri dei vari Enti (Sovrintendenza, Genio Civile ecc.) e potrà, anch'esso, essere appaltato.




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4 marzo 2011
Enzo Fallisi Pachino mandata da Bruno Roberto per provocarmi
Attrazione fatale...mi ero spostato nel mio account fiorentino e casualmente ho visto il commento di un amico alla notizia...sulla ricomposizione dell'amministrazione festeggiata con sasizza di Palazzolo e arancini di Montalbano...ed eccomi qua...basta digitare su google parole chiavi all'argomento e dal cilindro del mago escono casarucci per totti....hahahahahha
mercoledì alle 0.27 ·  ·  · 



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3 marzo 2011
Pachino promontorio La Sicilia alle radici dell' età del bronzo Sortino

Alle radici dell'età del bronzo Sortino.

Per due mesi l'Archeologia preistorica al centro dell'interesse di studenti e studiosi

  • Mercoledì 02 Marzo 2011
  • Siracusa,
  • pagina 34

Concetta Ciurcina e Lorenzo Guzzardi
Sortino. Per circa due mesi il centro ibleo diventa protagonistica dell'Archeologia preistorica attraverso la programmazione del corso «L'Età del Bronzo nella Sicilia orinetale». La valorizzazione di Pantalica, può avvenire, oltre con il richiamo dei visitatori, anche con questo tipo di iniziative, che ha visto arrivare a Sortino 50 iscritti al corso, provenienti da tutta la Sicilia, nonché tantissimi studenti di Archeologia e Beni culturali delle Università di Catania e di Siracusa.
Un merito va all'associazione «SiciliAntica» che, con il patrocinio del Comune e la collaborazione dell'Acipas, l'associazione sortinese antiracket, ha organizzato un corso di grande intereresse, che è stato inaugurato dal sovrintendente ai Beni culturali di Siracusa Concetta Ciurcina. Il primo appuntamento si è tenuto nell'aula delle conferenze del palazzo municipale storico. Il corso prevede quattro lezioni e quattro escursioni presso i siti di Castelluccio, Thapsos, Pantalica e presso il Museo Archeologico Paolo Orsi. Presente all'inaugurazione anche Lorenzo Guzzardi, direttore del parco archeologico «Eloro e Villa del Tellaro».
Nel suo intervento, il soprintendente Concetta Ciurcina, ha voluto ringraziare «SiciliAntica» per il grande lavoro svolto in questi anni, finalizzato a tutelare e far conoscere il patrimonio archeologico del territorio ibleo. «E' significativo - ha detto - dare vita a questa iniziativa in un territorio che ospita un sito Unesco, come Pantalica, faro della tarda età del Bronzo, e straordinario oltre che per la sua storia millenaria anche per il contesto paesaggistico dove ricade. Pantalica, Thapsos e Castelluccio, costituiscono i punti cardine del percorso umano durante l'Età del Bronzo in Sicilia, percorso inquadrato grazie agli studi di grandi archeologi come Paolo Orsi, Luigi Bernabò Brea e Giuseppe Voza, non a caso tutti e tre Soprintendenti della Provincia di Siracusa».
Il sovrintendente ai Beni culturali ha fatto rilevare che il corso ha anche il merito di far agire in sinergia i tre parchi archeologici, che sono stati costituiti a seguito del nuovo organigramma dell'assessorato regionale all'Identità Siciliana. I tre parchi, quello di Leontinoi, diretto da Maria Musumeci, quello di Siracusa, diretto da Maria Amalia Mastelloni, e quello di Eloro e Villa del Tellaro, diretto da Lorenzo Guzzardi, avranno il non facile compito di dare nuova linfa ad una sempre maggiore valorizzazione, oltre che tutela, del territorio.
A questi tre parchi archeologici, potrebbero aggiungersi, come da richiesta avanzata alla Regione siciliana, un quarto parco: quello ibleo, che comprenderebbe Pantalica, Akrai e Casmene.
Paolo Mangiafico


02/03/2011



permalink | inviato da Pachinos il 3/3/2011 alle 2:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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