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31 luglio 2010
Pachino Promontorio L'area degli Iblei fra l'età del bronzo e la prima età del ferro Lorenzo Guzzardi
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30 luglio 2010
Pachino Promontorio La Sicilia Siracusa Un coro:fermate lo scempio Cittadelle exstralusso per pochi Porto della discordia

Un coro: «Fermate lo scempio
Cittadelle extralusso per pochi»

Progetto riveduto della seconda struttura, che è stata causa di polemiche perché deturperebbe uno degli scorci più belli di Ortigia

  • Venerdì 30 Luglio 2010
  • Siracusa,
  • pagina 30

Isabella di bartolo
Novità in vista per il porto della discordia. La nuova struttura turistica «incriminata» perché rea di deturpare uno degli scorci più suggestivi di Ortigia, è oggetto di una revisione. Anzi, il progetto sarebbe già stato riveduto e corretto dopo le ultime due conferenze di servizi alla presenza dei responsabili dell'opera. Il molo al Porto grande sarebbe stato accorciato, così come sarebbero stati eliminati i moli galleggianti e apportate ulteriori modifiche per evitare lo «scempio» denunciato da più parti.
In attesa che si definisca il futuro del secondo porto turistico della città, non si placano le polemiche sulla sua realizzazione. Dopo il grido d'allarme lanciato da Enzo Maiorca, campione di apnea e simbolo della difesa del mare, e di Italia Nostra che ha inviato un dossier al comitato Unesco, altre voci si uniscono al coro dei «no». Una è quella di Giovanni Di Lorenzo, responsabile organizzativo dell'Udc e consigliere della circoscrizione Neapolis. «Solo pensare di edificare una struttura turistica all'interno del Porto grande - afferma Di Lorenzo - è una follia. Parliamo di un'opera che cementifica un tratto di costa con strutture edilizie, una sala convegni da 6.000 posti e un albergo maestoso che certo stride con la tutela paesaggistica e archeologica di un luogo unico al mondo per storia e natura». Il secondo porto turistico, curato da imprenditori aretusei, sorgerà a ridosso dell'ex Spero. «Si sarebbe potuto seguire l'esempio virtuoso di altre città d'Europa - prosegue Di Lorenzo - che al posto di vecchie fabbriche dismesse hanno realizzato contenitori culturali, luoghi dedicati all'arte o spazi per i più giovani. Qui invece si creano cittadelle artificiali extralusso a uso esclusivo di pochi». 
E sulla necessità di chiarire i lavori in questione interviene anche il consigliere «storico» del Comune aretuseo, Ettore Di Giovanni che ha inviato una richiesta ufficiale alla Commissione consiliare Urbanistica per acquisire tutta la documentazione relativa ai due nuovi porti turistici. Dunque, sia in relazione a quello che dovrebbe sorgere nel Porto grande che l'altro in programma nelle adiacenze del Porto piccolo. «La richiesta - afferma Di Giovanni, di Sinistra e libertà - nasce dalla necessità di conoscere e valutare due progetti di cui da tempo si discute, specie per l'impatto "travolgente" degli interramenti previsti nel Porto grande: sito simbolo della storia e dell'identità di Siracusa sottoposto a vincolo, senza che gli organi di rappresentanza democratica abbiano avuto conoscenza dei progetti».
Il consigliere comunale evidenzia come si tratti di scelte che appartengono ai siracusani, «contrastate - aggiunge - per il loro impatto ambientale da più parti, che non possono essere assunte, in nome di false prospettive di sviluppo, sulla testa dei cittadini».
Nel frattempo, proseguono i lavori per il porto turistico «Marina di Archimede» targato gruppo Acqua Marcia Caltagirone. Quasi il 40% delle opere a mare è ormai stato concluso. Sono state portate a termine le colmate per il riempimento del piazzale e della banchina di largo Arezzo della Targia, in prossimità dell'ex mercato ittico. Tutte e sei le vasche di colmata previste nel progetto, autorizzato dal ministero dell'Ambiente, sono state approntate e predisposte per contenere il materiale di scavo proveniente sia dai dragaggi che dall'esecuzione dei pali.
Come spiegano i tecnici dell'opera, ad oggi la realizzazione della banchina è pari al 100% del totale, complessivamente 911 pali per 11.500 metri lineari sono stati disposti. E' stato infine approntato il pontone di supporto per l'esecuzione delle opere a mare e segnatamente del molo di sottoflutto. Nessuna certezza, tuttavia, sui tempi di conclusione dell'opera turistica che si è intrecciata con la vicenda dei cassoni alla Marina. I manufatti in cemento posti sotto sequestro dalla Procura di Siracusa perché, secondo una prima perizia, realizzati con cemento depotenziato, hanno infatti causato un rallentamento dei lavori al molo Sant'Antonio, dove il nuovo porto Archimede sorgerà.


30/07/201


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30 luglio 2010
Pachino promontorio La Sicilia Rosolini L'associazione dei commercianti si confronta sul nuovo centro

L'associazione dei commercianti
si confronta sul nuovo Centro

  • Venerdì 30 Luglio 2010
  • Siracusa,
  • pagina 38

incontro fra commercianti e amministrazione
Continua a far discutere il progetto di apertura di un nuovo centro commerciale a Rosolini. L'associazione dei commercianti chiede un incontro con il comitato per l'occupazione, per poter confrontare le reciproche posizioni riguardo il progetto del nuovo centro. La richiesta arriva in seguito alla sollecitazione del comitato all'amministrazione comunale, per realizzare il parco commerciale «La Carrua». «La delegazione tiene a precisare - dice uno dei rappresentanti - che i commercianti non oppongono un no secco al nuovo centro commerciale. Riteniamo però che si debbano valutare i pro e i contro che una tale attività comporterebbe per la cittadinanza». 
In un precedente incontro, a cui hanno partecipato la delegazione dei commercianti, la presidente del consiglio comunale Patrizia Calvo e i capigruppo di alcuni partiti quali Giuseppe Incatasciato per l'Mpa, Franco Arangio per il Pdl e Corrado Vaccaro per Insieme per Servire, è stata decisa la realizzazione, a partire da settembre, di uno studio dell'impatto economico sul territorio; questo prenderà in considerazione il progetto in tutti i suoi aspetti, per capire quali conseguenze potrebbe comportare un centro commerciale nella nostra città e in tutto il territorio circostante.
Secondo la delegazione «è necessario valutare le conseguenze a medio e lungo termine; se si pensa solo ai risultati immediati è normale immaginare una grandissima affluenza di persone a Rosolini, richiamate dall'apertura del nuovo centro commerciale. Si deve invece pensare a lungo termine: si può parlare di vantaggi solo nel momento in cui si creano nuovi posti di lavoro senza provocare la chiusura delle piccole aziende locali e si investono i guadagni nel nostro stesso territorio».
Secondo il comitato dei commercianti la nostra zona può ricevere vantaggi dall'apertura del centro commerciale, ma perché ciò avvenga si deve impiegare la forza lavoro locale; inoltre, i guadagni devono essere reinvestiti nel territorio, altrimenti diventa solo sfruttamento delle nostre risorse. 
Santina Giannone
30 luglio 2010
Pachino Promontorio Noto "Restauri eseguiti male" l'analisi di Alberto Brasca

«Restauri eseguiti male»

L'analisi negativa dell'ex sindaco Alberto Frasca, cultore della «netinità»

  • Venerdì 30 Luglio 2010
  • Siracusa,
  • pagina 37

Alberto Frasca ex sindaco, politico e cultore della Netinità, ideatore di un «Simposio» nel quale ...
Sindaco solo pochi mesi, negli anni fra il 1977 ed il '78 , ma rimasto celebre per la dinamicità e la forza delle sue idee, chiare ed innovative, nella ricerca di un'inversione di tendenza in una Noto decadente ed abbandonata ad un fatale declino. Parliamo di Alberto Frasca, politico e cultore della «Netinità», ideatore di un «Simposio» nel quale riuscì a fare intervenire ed a fare interessare della città barocca, i più rinomati luminari della cultura mondiale. Frasca ha seguito nel corso degli anni, in silenzio ma con trepidazione, le varie fasi dei restauri e delle ricostruzioni. Ma ora, alla luce di alcune conclusioni di opere, non riesce a frenare la sua rabbia. «Basta dare uno sguardo in giro e si resta esterrefatti nel vedere che su tutti gli edifici, dopo pochissime settimane dalla fine dei lavori di restauro, appaiono enormi macchie di umidità, estesi rigonfiamenti degli intonaci e poi le immancabili screpolature. Tale inaccettabile situazione si riscontra puntualmente sia negli edifici pubblici sia in quelli privati, sia nei palazzi e nelle chiese monumentali che nelle meno appariscenti abitazioni private. Questo fatto fa capire che non si tratta di disattenzione e di inefficienza nei controlli durante l'esecuzione dei lavori da imputare alle pubbliche istituzioni, perché è impensabile attribuire ai privati analoghi comportamenti con l'assurda conseguenza di auto danneggiarsi. Tutto si riduce dunque ai materiali usati ed alle modalità di lavoro».
Certamente la scelta dei materiali e dei metodi di ricostruzione sarebbe difficile se si dovesse inventare qualcosa di sana pianta nuova. «Ma se siamo in presenza di antichi edifici - evidenzia l'ex sindaco - che hanno conservato perfettamente per oltre due secoli gli intonaci iniziali, non sarebbe stato meglio non mettere mano, piuttosto che subire una simile beffa?». E' pensiero abbastanza diffuso fra i tecnici locali che una ricerca chimica più approfondita dei materiali con cui gli antichi artigiani lavoravano, avrebbe potuto aiutare ad individuare cosa servirebbe ora per i restauri, evitando di fare ricorso a materiali nuovi che si dimostrano assolutamente inadatti. «Parlare di turismo e non preoccuparsi poi di offrire l'aspetto migliore di se stessa costituirebbe la più inaccettabile contraddizione. Vantare Noto come centro di cultura e poi non cercare di trovare nelle antiche radici culturali, proprio le ragioni più credibili per tale vanto, e non lasciare spazio alle dicerie che ci definiscono "pallosi", sarebbe ancora un'altra contraddizione. Ripensando alle conclusioni del famoso "simposio" del '77, occorre far cenno alle esortazioni di Cesare Brandi sul prendere coscienza dei valori di questa Città, ed all'invito di Corrado Sofia ad essere gli umili ma coscienti artefici della sua rinascita». 
Roberto Nastasi


30/07/2010
28 luglio 2010
Pachino Promontorio Facebook: Vogliono imbavagliare (anche) la rete qualche rifessione sul sistema del bavaglio locale
www.ilfattoquotidiano.it
Il nostro Premier non ama la Rete e questo non è né un mistero né una notizia. Perché mai, d’altra parte, il Signore dell’oligopolio
14 ore fa ·  ·  · Condividi
    • Pachino Promontorio Mi piace (anche) perchè questo significa che le gli altri canali sono già imbavagliati...
      14 ore fa ·  ·  1 persona · 
    • Pachino Promontorio 
      Ma non c'è scampo, la rete deve essere governata con il diritto internazionale...Oggi il perocolo non ci viene solo da Berlusconi..la rete globale condensandosi su istanze territoriali ed avendo un target sul locale ovviamenete riscontra i soggetti delegati ed accomunanti del grande disegno politico che sottende l'operazione bavaglio globale.La rete da fastidio ai politici di una certa generazione ,ma quella generazione è ancoa o si sente nel pieno fiorire delle loro potenzialità personali e dunque assistiamo anche ad atteggiamenti di una certa sinistra che si da la mano con la visione berluschina della faccenda...
      14 ore fa ·  ·  1 persona · 
    • Pachino Promontorio 
      E se dal generale scendiamo sul particolare...ci siamo resi conto da che parte stanno i mezzi di comunicazione...cartacei...La Sicilia che abbiamo avuto modo di seguire nella sua evoluzione informativa che reputo di buon livello a livello di informazione generale ed abbiamo conosciuto la gestione della informazione a scala locale...Un pò meno conosciamo le informazioni che provengono dal Giornale di Sicilia.solo i titoli del Gazzettino del Sud...
      Una esperienza maturata e vissuta che prima di questa piattaforma facebook che ha il vantaggio di avere ribaltato il rapporto da verticale in orizzontale..Un grosso passo in avanti per cacciare dall'albero del fico grosse cornacchie e tromboni che utilizzavano la rete per guardare dal buco della serratura, osteggiando in anonimo) quello che persone creative e dinamiche costruivano per la comunità pachinese..Una realtà che in pochi mesi è riuscita ad avere il primato sul promontorio
      Questo ha dato molto fastidio ai soloni padri di una improbabile città etica che aveva il solo obiettivo di fare da "intellighenzia delegata" e di essere gli artefici nel nome di una applicazione del metodo che si sta discutendo da mesi che riguarda questa legge bavaglio. 

      Ma quello che ha davvero fatto imbestialire gli addetti ai lavori che potesse esserci una libera realtà d'informazione che tracciava e si poneva da subito come leader dell'informazione e dell'agora cittadina...del Promontorio..( Pachino,Portopalo e Marzamemi)
      Questo sito innovativo,dinamico, partecipativo racchiudeva e racchiude una memoria notevoled i informazione un bene comune secondo il mio punto di vista ma approfittando del repentino passaggio sulle piattaforme di afce si sono notevolmente allentati i contatti con i siti.
      Pachinoglobale ha deciso temporaneamente di chiudere il sito..
      E questo mi trova solidale con la scelta fatta dal webmaster.
      Un giovane pachinese, caparbio, intelligente sopra la media, 
      A fronte di una retrospettiva vediamo che la pubblica amministrazione ,il Gal Eloro ,la provincia,sotto questo punto di vista rappresenta la forma più classica di impiegare fondi sulla costruzione di siti che non avevano e non hanno un target .
      Dovevano essere contattati i singoli siti esistenti sulle località incoraggiando il target avviato delle singole realtà locali..coordinando con una progettazione ad hoc e una piattaforma comune al Gal 

      L'organizzazione nella 

      I maggiori giornali ti offrono l'applicazione per l'Iphone...
      13 ore fa ·  ·  1 persona · 
    • Pachino Promontorio 
      sono appunti ...da rivedere...chissà??? se lo farò...la mia lavagna...

      pensieri di un internauta innamorato...hahahahahahhah

      Oramai nella letteratura come ha dimostrato il mio amico Pippo Russo nel suo libro la letteratura e la cultura di un nuovo mondo, una nuova letteratura e prosa si descrive bene, anzi benissimo,anche attraverso l'uso comune della rete..Pertanto alla luce di questa nuova letteratura ci sentiamo quasi obbligati a scendere nella dimensione della vita di rete.

      E le nostre memorie che potrebbe dare degi interessanti spunti servendoci come manuale l'articolo di Vitaliano Brancati sui nomigloli..
      anche dare degli spunti interessanti per fare un pochino di letteratura e prosa cercando qusi di imitare come trasmigrazione temporale al tempo che fù di Vitaliano Brancati e su quella traccia sviluppare una serie di relazioni e descrizioni che potrebbe ero essere raffigurati addirittura in un film...Pensate..un film ambientato, non nella città di blale runner, ma tra torrefano e il circondario,compreso contrada Canalazzu d Portopalo, non una cosa girata nella grande metropoli, ma una cosa che al massimo poteva essere baciata dal raggio di luce triplo della stazione di Faro di cozzo Spadaro a Portopalo. Non attori che al guardarli ti incutevano quasi timore, nelle scene più intense del solito blade: ma dalla faccia iraconda di Catarella...Non scene angoscianti, delle scene d'amore dello stesso bellissimo film: ma spot e passerelle pubblicitarie per manifestazioni culturali tipo Armani
      13 ore fa ·  ·  1 persona · 
    • Carmelo Giannone una volta... tanto tempo fa, un direttore di un quotidiano, ad un suo collaboratore che si lamentava perchè era mal pagato e che ha volte si vedeva tagliare i pezzi delle sua corrispondenza...disse: di cosa ti lamenti? non ti ho fatto ricco ma ti ho reso potente! tu scrivi ed io so se devo pubblicare....a buon indentitore.

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26 luglio 2010
Pachino promontorio la Sicilia Pachino Ponterio Riaperta la strada della discordia

Riaperta la strada
per il lido balneare
della discordia

  • Domenica 25 Luglio 2010
  • Siracusa,
  • pagina 36

È battaglia a suon di carte bollate e ricorsi tra il lido «le Dune» di Punto Rio e alcuni residenti della contrada, decisi a impedire l'accesso alla struttura turistica sulla spiaggia. Ieri mattina per riaprire il cancello che i residenti, riuniti in condominio, hanno apposto nel varco di ingresso, sono dovuti intervenire i militari della Guardia di Finanza della brigata di Pachino e i Carabinieri. I residenti non hanno opposto resistenza e hanno aperto il varco ottemperando così ad un nuovo provvedimento giudiziale, il secondo nel giro di appena tre giorni, con cui si concede alla società che gestisce il lido turistico la possibilità di passare sulla proprietà dei condomini della stradina intitolata a Lorena Fronte, una ragazzina morta qualche anno fa dopo una grave malattia. 
Il Tribunale di Siracusa, sezione distaccata di Avola, ha concesso, con un provvedimento d'urgenza, la possibilità di passare al fine di garantire l'accesso al mare. «Ci dovrebbero spiegare, - hanno affermato i residenti - come mai abbiamo impiegato 13 mesi per ottenere un provvedimento che riconosce la nostra proprietà ed inibisce l'accesso agli estranei e ora, nel giro di soli tre giorni, la decisione è stata ribaltata». 
Soddisfazione invece da parte dei dirigenti del lido che hanno affermato: «Giustizia è fatta. Si vuole impedire, per un capriccio di pochi, un diritto di molti ad accedere al mare e a una struttura pubblica che valorizza la zona». Intanto un nuovo esposto è stato presentato a causa dei rumori provenienti da un gruppo elettrogeno che disturberebbe la quiete. 
Salvatore Marziano


25/07/2010


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25 luglio 2010
Pachino promontorio La Sicilia Siracusa Un cunicolo e i resti di un acquedotto

isabella di bartolo
Un cunicolo pieno di vasi smaltati che contenevano acqua da bere e i resti di un acquedotto

  • Sabato 24 Luglio 2010
  • Siracusa,
  • pagina 37

isabella di bartolo
Un cunicolo pieno di vasi smaltati che contenevano acqua da bere e i resti di un acquedotto. È la Siracusa medievale quella che è venuta alla luce nei meandri del lungomare di Levante. Tra le grotte del percorso ipogeico di San Domenico nascosto sotto il belvedere di Ortigia. 
La scoperta è avvenuta durante i lavori di consolidamento dei muraglioni del lungomare, all'altezza di largo Gancia. Qui, sottoterra, sono impegnati i tecnici dell'ufficio speciale a Ortigia, coordinati dall'assessore Ferdinando Messina, e gli archeologi della Soprintendenza diretti da Lorenzo Guzzardi. Ed è proprio lui che sta seguendo le delicate operazioni sotterranee che hanno rinvenuto un cunicolo, in parte naturale e in parte lavorato dall'uomo, databile all'epoca tarda, forse nello stesso periodo in cui vennero costruite le mura spagnole. 
L'ipogeo che si trova sulla fascia costiera era un luogo di accesso e una via di uscita in caso di emergenza. Per il suo consolidamento i tecnici stanno utilizzando pilastri la cui disposizione deve tutelare i resti archeologici, come sta controllando la Soprintendenza. «Nell'ambito di questi lavori - afferma Lorenzo Guzzardi - abbiamo trovato un cunicolo alto 1,80 metri, ma con ancora 30 centimetri interrati, e ampio circa 90 centimetri, pieno di decine di vasi quasi interi e contenitori smaltati in ceramica di produzione siciliana. Si tratta di ceramiche utilizzate per contenere acqua». 
Probabilmente, poichè la zona era accessibile dalla costa questo cunicolo era utilizzato dai pescatori che potevano accedervi per bere acqua potabile. Qui, infatti, è stato anche scoperto un acquedotto di adduzione della falda freatica, cosiddetto di drenaggio, per circa 50 metri che si interrompe all'improvviso per un crollo. «L'acquedotto è ubicato verso il complesso San Domenico - prosegue l'archeologo Guzzardi - e quindi occorrerà definire la pianta per capire la rete dei cunicoli di Ortigia, le caratteristiche tipologiche». Secondo i primi rilevamenti, il cunicolo appartiene all'età medievale (ultima fase del 500 o forse 600), come si evince dai confronti con luoghi per le lucerne rinvenuti in più nicchie. «Le caratteristiche - dice Guzzardi -, dunque la forma e le misure, ci riportano ai Qanat palermitani: quei cunicoli con stessa funzione che sono dislocati sotto tutta la città e risalgono all'età araba».


24/07/2010


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20 luglio 2010
prova
La cosa davvero inquietante è che questi articoli li scrive il fratello del sindaco di Portopalo.(.la scusa sarà che l'altro giornalista, tale Marziano, fa il difensore civico del comune di Pachino)....Uno che ha palesato in più occasione la guerra tra (terranobili) Portopalo e Pachino. Lasciatevelo dire..che lo conosco molto meglio di voi, scriveva in anonimo da una suite di New York pensando che non sarebbe stato individuato, questo Taccone invece di fare il giornalista, fa da diversi anni l'addetto stampa del comune di Portopalo...I suoi articoli contengono quasi sempre fiele...e pertanto occhio perchè è un allievo di Betulla ....giornalista di Libero, se ricordate...hahahahahahahahahaha

storia rete locale in ambito globale

dichiarazione di responsabilità...Queste sono le mie memorie, i miei pensieri sulla storia della rete locale

Pachino Promontorio e Pachinoglobale,si incontrano per caso un pomeriggio del marzo del 2001.
L'era internettiana alle porte della city si espande a livello polare ed ogni realtà locale,all'inizio, cerca di vendere le connessioni alle rete...Dada a Firenze, con la intuizione e i soldi per sperimentare una esperienza che farà storia a livello nazionale. La stessa cosa non succede a livello locale poichè la dimensione del progetto rispetto allo stato locale delle connessioni possibili era troppo grande come territorio ma piccolo come numero di utenti.Un tesi che dura poco, infatti in forma non precoce e poteva essere facilmente superato com'è stato dell'ingresso delle rete telefoniche nazionali.
 Avventurasi su questa strada che fin dall'inizio dove  si sarebbe facilmente capire e gestire un qualcosa che fin da subito era un progetto perdente.Se il back ground del sito locale su tutte le altre non aveese quella conoscenza per completare il target di qualsiasi sito voglia interessarsi della informazione e cultura locale...Questa condizione è esplicita nei manuali ma non ancora del tutto recepita per la strategiaca ed unica opportunità di successo passa attraverso una miscelazione di saperi che prima o poi raquista anche sulla piattaforma face la leader ship sul poratle che è il canale principale con il resto del mondo..
.Se digitate su Google Pachino, dopo quello del comune trovate Pachinoglobale e badate che questi risultati non si ottengono per caso...Un sapiente   Con l'amministrazione di Mauro Adamo si cominciò a sapere qualcosa a livello locale...La struttura Polosud  poco dopo fallisce. Non avendo il supporto di programmatori esperti le trasmissioni si interrompono. Poi, come detto, un pomeriggio cercando nella rete e dal supporto di Google trovo questo nuovo sito che tratta notizie locali...Devo dire oggi che quel pomeriggio ebbi un moto di gioia vera, finalmente ero riuscito a trovare un sito con cui si potesse dialogare.
nel frattempo attraverso un programma di realizzazione dei siti sono partito ovviamnete con la elencazioe sitematica di tutti i beni culturali e ambientali.



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20 luglio 2010
Pachino Promontorio La Sicilia Marzamemi 19 Luglio Festa in piazza con proteste..da notare gli intrugli vari del giornalista crociato hahahahahahah

Festa in piazza con proteste Marzamemi.

Applausi al sindaco per aver persuaso i poliziotti a non spegnere la musica

  • Lunedì 19 Luglio 2010
  • SR Provincia,
  • pagina 39

Piazza Regina Margherita di Marzamemi
Pachino. Musica all'aperto in piazza Regina Margherita di Marzamemi, arrivano alcuni agenti di polizia intorno alle 1 ma l'intervento del sindaco Bonaiuto fa proseguire la serata fino alle ore 3, limite massimo previsto da un provvedimento del primo cittadino pachinese. L'annoso dilemma tra la tutela della quiete e lo sfruttamento delle serate estive per finalità di divertimento, che per i locali pubblici significa un innalzamento delle entrate, soprattutto da bevande ed intrugli vari, alcolici e non, ha registrato un altro episodio sabato sera. Anzi, nelle prime ore di domenica mattina, visto che l'episodio si è verificato dopo l'una. All'arrivo degli agenti, intenti a far sospendere o abbassare il volume degli altoparlanti, c'è stato chi ha fatto partire una telefonata al primo cittadino che, come ogni sabato, si trovava al centro della movida del borgo marinaro. L'arrivo del primo cittadino nella zona dove si stava svolgendo la festa ha determinato l'assenso a proseguire la serata fino all'orario massimo previsto da un provvedimento sindacale, che estende fino alle ore 3 la possibilità di diffondere musica. I partecipanti alla festa, che faceva riferimento ad un piccolo locale di piazza Regina Margherita che ieri avrebbe fatto «affari d'oro» con le consumazioni, hanno tributato a Bonaiuto un'ovazione da stadio, di quelle che viene riservata a Messi quando realizza un gol spettacolare al Nou Camp di Barcellona, mentre gli agenti di polizia battevano in ritirata. Applausi a scena aperta per il sindaco, per aver consentito, come ordinanza prevede, la continuazione della festa che vedeva la partecipazione di diverse centinaia di persone. E i residenti? Qui la musica cambia, in tutti i sensi. «E' impossibile dormire nei fine settimana - afferma un residente del centro di Marzamemi - poiché alla fine della musica comincia lo scorrazzamento dei motorini e degli scooter che prosegue fino alle 5 del mattino». Qualcuno, nelle scorse settimane ha definito Marzamemi un "suk", facendo riferimento alla spazzatura che si troverebbe in ogni dove. Ed anche in questo week-end non sono mancate le lamentele per la presenza di cassonetti spostati nei pressi della diga e di altre situazioni che da anni costituiscono non una delizia ma una croce per la tranquillità del borgo marinaro. Questa volte si parla di quiete pubblica. La scelta, almeno qui, è stata di allungare fino alle 3 l'orario. Nella vicina Portopalo, che si fregia come Marzamemi dell'appellativo di "località turististica", la musica per ordinanza del sindaco deve fermarsi alle ore 1. Una decisione fatta per accontentare sia i gestori dei locali sia i cittadini che ad un certo orario chiedono silenzio. Anche a Portopalo, negli anni scorsi, non sono mancate le situazioni di lamentele degli esercenti che avrebbero voluto prolungare le serate di musica live. Così, nel comune più a sud di Tunisi musica e divertimento deve fermarsi, almeno all'aperto, all'una di notte. E lo stesso dicasi per le serate in piazza Terrazza dei due mari, dove nelle vicinanze insistono strutture ricettive ed abitazioni private. 
SERGIO TACCONE


19/07/2010


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19 luglio 2010
Pachino promontorio Siracusa De Benedictis Il sacco della città Fingono di litigare o non capire-dice il d regionale- ma hanno un preciso scopo

De Benedictis: «Il sacco della città»

«Fingono di litigare o non capire - dice il deputato regionale del Pd - ma hanno un preciso scopo»

  • Domenica 18 Luglio 2010
  • Siracusa,
  • pagina 35

roberto De Benedictis, deputato regionale pd
La guerra tra titani nella maggioranza non lascia indifferenti i big della coalizione che fanno appello al buonsenso degli amici. Ma nemmeno l'opposizione che, seppur impegnata a ritrovare l'armonia in casa propria, fa sentire la sua voce. E torna a parlare di cementificazione, stavolta con chiaro accenno alle parole dei leader del Pdl che appella come «ripetitive». A intervenire è il deputato regionale del Pd, Roberto De Benedictis all'indomani del botta e risposta tra Fabio Granata e Roberto Centaro. 
«Le parole di Granata di questi giorni, contro l'assalto al territorio, avranno commosso persino molti ambientalisti di bocca buona - dice il parlamentare regionale - così come quelle di Centaro avranno creato indignazione opposta. Eppure sono le stesse parole di sempre. Centaro, con cieca ostinazione, offre come può i suoi poveri argomenti, gli stessi da anni: più cemento uguale più turismo, il territorio non si può ingessare, qualcuno fa terrorismo, sono solo mistificazioni, eccetera eccetera. Granata, dal canto suo, minaccia rotture se non arrivano chiarimenti. Ma cosa non è chiaro a Granata?» 
De Benedictis ricorda come gli attacchi al territorio e alle coste passino tutti dal Piano regolatore generale e dal Porto. 
«Il Prg - dice De Benedictis - è quello imposto alla città dalla coalizione di cui fa parte e i progetti dei porti turistici sono fin troppo chiari: centomila metri quadrati di nuovo terreno a mare per costruirvi sopra nuovi palazzi, dentro il Porto grande, dove oggi c'è acqua. I posti barca sono lo specchietto per le allodole, così come il Parco delle mura dionigiane lo fu per il Prg». 
Motivi per i quali il deputato del Pd, con i colleghi Cracolici e Marziano ha presentato un'interrogazione all'Ars sulla vicenda dei porti a Siracusa. De Benedictis illustra i particolari del primo porto turistico, quello targato Caltagirone per intenderci. Che prevede la costruzione di uffici, negozi, ristoranti e molto altro: fra cui un albergo lungo 140 metri. 
«E che è stato approvato - puntualizza - dal Consiglio comunale il 18 gennaio 2007, dunque con Granata vicesindaco, carica che ha ricoperto dall'agosto 2006 al febbraio 2008. Un progetto che non interagisce fisicamente con la città e non lo farà nemmeno economicamente: commercianti, ristoratori e albergatori ne vedranno le briciole perché è concepito come un villaggio turistico chiuso, isolato dalla città». 
De Benedictis non si ferma a queste affermazioni: «Informo altresì Granata - aggiunge - che in questi mesi è stato all'estero, che il secondo porto turistico, ha così tanti edifici da determinare una densità fondiaria di 1 mc/mq, come un pezzo di città, e il sindaco Visentin ha detto testualmente, in conferenza dei servizi, che l'Amministrazione comunale è interessata alla realizzazione dell'opera. Che altri chiarimenti chiede Granata per uscire, dice lui, dall'Amministrazione? Insomma, in questo scontro fra giganti il premio per la coerenza va a Centaro, cementificatore convinto e fiero, testa d'ariete di questo centrodestra che ci distrae con le polemiche, ma poi fa i fatti: il sacco della città».
I.D.B.


18/07/2010




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6 luglio 2010
pachino promontorio La sicilia Siracusa Noto Muti Valvo .botta e risposta nel segno del paesaggio

Piano paesistico. La soprintendente replica alle accuse del sindaco di Noto sulla mancata redazione dello strumento di tutela

Muti-Valvo, botta e risposta nel segno del paesaggio

  • Lunedì 05 Luglio 2010
  • Siracusa,
  • pagina 42

mariella muti e corrado valvo
«Nessun ritardo sul Piano paesistico della Provincia». Replica così la soprintendente ai Beni culturali, Mariella Muti alle affermazioni del sindaco di Noto, Corrado Valvo, sulla mancata applicazione del Piano necessario a salvaguardare il paesaggio aretuseo. 
«A Ragusa - aveva detto Valvo - la Soprintendenza coordinata da Vera Greco sta lavorando per lo strumento di tutela del paesaggio, chiedo dunque agli enti di Siracusa di accelerare l'iter di redazione del nostro Piano paesaggistico regionale». 
«Il sindaco Valvo non sa che abbiamo consegnato all'assessorato regionale ai Beni culturali - risponde Mariella Muti - il Piano paesistico da due anni, anche in anticipo rispetto alla Soprintendenza di Ragusa. Dunque non dipende più da noi, ma attendiamo direttive da Palermo che sta seguendo un suo crono-programma» 
Ma cos'è il Piano paesistivo? Si tratta di uno strumento che raccoglie tutte le norme da applicare nel territorio sulla base delle varie peculiarità in termini di tutela. Il suo iter di approvazione è simile a quello del Piano regolatore di una città, e dunque richiede una serie di passaggi burocratici. Proprio su questo insisteva il sindaco di Noto, Corrado Valvo, evidenziando l'urgenza di redigere «uno strumento capace di difendere il territorio da aggressioni da parte di imprese che, per propri interessi economici, non hanno a cuore le sorti della provincia». 
La prima bozza del Piano paesistico di Siracusa, come spiega la soprintendente Muti, è stata redatta insieme con la facoltà di Architettura. Alla sua elaborazione sono stati impegnati i docenti che sono oggi al lavoro per la realizzazione del «Piano territoriale del coordinamento della Provincia». 
Dunque, i due strumenti di tutela non sono contrastanti bensì nati da una «sensibilità», come sottolinea la soprintendente ai Beni culturali.
«Una volta approvato - prosegue Mariella Muti - tutti i Comuni dovranno adeguarsi alle direttive del Piano paesistico. Secondo quanto comunicato dalla Regione, l'assessorato ha approvato prima quelli di Messina e Caltanissetta, poi tutti gli altri. Entro dicembre è prevista la fine dei lavori e dunque l'approvazione anche del Piano aretuseo». Ciò significherà che, rispetto alla situazione attuale, vi saranno regole più ferree in termini di tutela del paesaggio e dunque di stop alla cementificazione selvaggia che connota alcune aree della provincia. Mentre oggi, infatti, i vincoli paesaggistici della Soprintendenza non impongono l'assoluta inedificabilità, il Piano paesistico imporrà norme precise, regole. E bloccherà, laddove vi siano condizioni peculiari, il lavoro delle ruspe. nel nome del paesaggio, appunto.
isabella di bartolo


05/07/2010

1 luglio 2010
Pachino promontorio La Sicilia Noto Svincolo di Noto e Sp 19 via alla bretella di collegamento

Svincolo Lido di Noto e Sp 19
via alla bretella di collegamento

  • Giovedì 01 Luglio 2010
  • Siracusa,
  • pagina 37

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il termine per la partecipazione alla gara, che si svolgerà il 13 settembre, per la realizzazione della bretella di collegamento tra lo svincolo autostradale del Lido di Noto e la Strada provinciale 19 per Pachino e Portopalo di Capo Passero. Il parlamentare regionale Vincenzo Vinciullo, che segue sin dall'inizio l'iter burocratico, parla di «un'altra pagina inerente la provincia di Siracusa che si conclude positivamente». A quasi un anno dal finanziamento concesso dall'Anas, il Consorzio autostrade siciliane ha potuto fissare il termine per la presentazione dei lavori. «È dal 2002 che seguo questa vicenda, - ha dichiarato il parlamentare del Pdl - dal momento in cui ci siamo resi conto che l'autostrada Siracusa-Gela, anziché essere stata fatta per servire la nostra provincia e i nostri comuni, la attraversava solamente, tant'è vero che, non solo i comuni della zona montana ma anche Pachino e Portopalo erano esclusi dalla possibilità di accedere diversamente all'autostrada. Allora ci ponemmo il problema del collegamento all'Autostrada di Pachino e Portopalo. La soluzione più immediata ci sembrò quella dello svincolo sulla Sp 19, all'altezza del punto comunemente conosciuto come salita di Maria. Insormontabili ostacoli di natura tecnica e di vincoli già esistenti, spinsero i tecnici a fornire un'altra soluzione: la realizzazione di una bretella di collegamento che, partendo dallo svincolo autostradale di Noto e correndo parallelamente all'Autostrada, si congiungesse poi con lo svincolo di San Paolo, appena prima del ponte sul fiume Tellaro». L'intervento così progettato fu giudicato più economico, meno invasivo e più funzionale alle esigenze dei comuni di Pachino e Portopalo. «Per questo l'ho sempre sostenuto, per dare risposte concrete alle esigenze del territorio. Oggi, - conclude Vinciullo - prendiamo atto con grande soddisfazione che questo lungo percorso, irto di difficoltà e di imboscate, è finalmente giunto alla conclusione e possiamo vedere la meta tanto sperata e desiderata». Soddisfazione è stata espressa dall'amministrazione comunale di Portopalo dal momento che la bretella viene considerata molto utile per le esigenze del territorio della zona sud. 
SERGIO TACCONE


01/07/2010


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