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30 dicembre 2010
Pachino promontorio Siracusa La Sicilia Provincia Il caso Bono:subappalti e parentopoli

Inchiesta della Procura. Il presidente della Provincia «congela» il proposito di querelare l'ad di Sai8

Il caso Bono: subappalti e «parentopoli»

  • Mercoledì 29 Dicembre 2010
  • Prima Siracusa,
  • pagina 49

Il presidente della provincia regionale, nicola bono
La notte porta consiglio. Un antico detto che ha indotto il presidente della Provincia, Nicola Bono, a non comportarsi come don Chisciotte, ma di ponderare i pro i contro e di fare opportune riflettessioni prima di avventurarsi in passi azzardati. A 24 ore di distanza dall'annunciata presentazione della querela per calunnia contro l'amministratore delegato di Sai8 Mirko Giorgi, nè il presidente Bono nè il suo difensore di fiducia, avvocato Aldo Ganci, si sono recati a palazzo di giustizia per presentare la denuncia. E' prevalso l'orientamento di attendere ancora qualche giorno in modo da poter verificare quali atti siano finiti nelle mani dei magistrati della Procura, che, a meno di colpi clamorosi, è da pensare abbiano trovato riscontri in relazione a taluni episodi riferiti dall'ad di Sai8, visto che ci sono andati giù duro con Bono, in quanto lo indagano per il reato di concussione diretta, quindi per una fattispecie delittuosa che, se provata, comporta una pena da quattro a dodici anni di carcere.
Attendere e poi, a mente serena, passare al contrattacco. Ma senza dimenticare di difendersi dalla pesantissima accusa di concussione. Negli ambienti vicini agli inquirenti si fa esplicito riferimento a un «comitato d'affari», con il coinvolgimento di esponenti politici sia del centrodestra che del centrosinistra, del ruolo di collante del presidente Bono e della copertura di rappresentanti politici romani. Ma soprattutto si parla esplicitamente di una «parentopoli» siracusana, come quella che sta facendo perdere il sonno al sindaco di Roma, Alemanno, anche lui del Pdl e proveniente da Alleanza Nazionale, come il presidente Bono, ex dirigente provinciale del partito del presidente della Camera, Gianfranco Fini. 
Il richiamo alla «parentopoli» non è gettato a caso sul tavolo, quanto per sottolineare ciò che sta succedendo alla Sai8, nella quale, proprio per le pressioni politiche che sarebbero state subite dall'amministratore delegato Giorgi, sono stati assunti più funzionari e impiegati che operai. E moltissimi degli assunti sono legati da rapporti di parentela, mentre gran parte delle donne entrate in pianta organica della Sai 8, hanno esperienza di capo o componente di segreteria di uomini politici locali sia di destra che di sinistra. Queste sono le accuse più gravi che vengono rivolte al presidente Bono, accuse che peraltro, come viene sussurrato negli ambienti vicini agli investigatori, avrebbero trovato puntuali riscontri, anche grazie alle intercettazioni ambientali disposte nei confronti di alcuni big della politica provinciale.
Ma al vaglio degli inquirenti non ci sono soltanto le assunzioni e le raccomandazioni di parenti, segretarie e amici dei politici di destra e di sinistra, ma anche i subappalti che Sai8 ha dovuto assegnare, suo malgrado, per non lasciare insoddisfatti i suoi partner della classe politica. E in particolar modo quelli del Comune, che non andavano assolutamente contrariati visto che l'Ente del Vermexio detiene nel Consorzio Ato oltre il 20 per cento del capitale.
Come detto Bono si è preso alcuni giorni di pausa. Andrà a trascorrere questi giorni lontano da Siracusa e dalla sua Avola, ma quando farà rientro in sede passerà a difendersi, com'è giusto che sia, e chiederà di essere interrogato per dimostrare che non esiste alcun comitato d'affari, che lui non ha fatto pressioni con l'ad di Sai8 per fare assumere parenti e amici di politici cittadini e segretarie dei big dei partiti, che la concussione che gli viene contestata è inesistente. 
Pino Guastella


29/12/2010
21 dicembre 2010
PACHINO PROM La Sicilia Qual'è il nesso che appare oscuro a una prima lettura tra Archimede e Vitaliano Brancati???

Polemica continua

  • Martedì 21 Dicembre 2010
  • Siracusa,
  • pagina 36
Non accenna a placarsi la polemica sulla missione in Canada sponsorizzata dal consorzio universitario Archimede. Il consigliere provinciale del Pdl, Giuseppe Bastante, ribatte a quanto evidenziato dal presidente del consorzio, Roberto Meloni (dopo la presentazione di un'interrogazione a firma dello stesso Bastante), giudicando ingiustificato il viaggio effettuato e chiedendo l'invio dei relativi atti alla Corte dei Conti per una verifica sulla legittimità della spesa sostenuta, pagando la trasferta a una compagnia teatrale di Pachino.
«L'ingegnere Meloni - insiste il consigliere provinciale - presidente di un inutile e costoso carrozzone come il consorzio Archimede, parla di trasferta alla luce del sole in riferimento a un viaggio effettuato da una folta delegazione di siracusani in Canada. Mi auguro che risponda per iscritto alla mia interrogazione stavolta fornendo i dettagli dei quali ha dimenticato di fare cenno: particolari che abbisognano di chiarezza».
Bastante pone dunque alcune domande attendendo pubblicamente una risposta: «Quante persone, tra dirigenti del consorzio e accompagnatori vari, hanno partecipato alla trasferta, e soprattutto quale era la loro funzione e quale è stato il costo complessivo? - chiede e poi aggiunge - Poiché sarebbe stata coinvolta l'Università di Catania e in particolare la facoltà di Architettura con sede a Siracusa, quanti studenti della stessa hanno partecipato e con quale finalità? Con quali criteri sono stati scelti gli stessi studenti? Qual è il nesso, che appare oscuro a unaQ prima lettura, tra Archimede e Vitaliano Brancati? Come mai l'Università di Catania non ha pensato di farsi rappresentare da uno specifico docente di letteratura italiana per parlare dei «I sensi della memoria» (l'autobiografismo di Brancati) mentre il compito è stato affidato alla vicepresidente del consorzio, Giuseppina Ignaccolo. E attraverso quali competenze è stata chiamata a rappresentare il ruolo assegnatole?».
Bastante conclude con due inviti, uno per la Corte dei Conti l'altro ai politici locali, dicendosi stanco di questo continuo «poltronificio» e augurandosi di eliminare il consorzio o trovare esperti del settore che possano portare avanti le esigenze dell'università.
«La Corte dei Conti verifichi adesso la legittimità degli atti - conclude il consigliere - perché il consorzio nasce solo per potenziare l'attività dell'università a Siracusa, ma ciò non accade. Mentre in Provincia stiamo sciogliendo i Gal, approfittiamone: è il momento propizio per farlo ed è nostra precisa responsabilità sciogliere un ente così inutile. Altrimenti troviamo manager per l'università, non più soggetti politici».



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21 dicembre 2010
Pachino promontorio La Sicilia Lentini Come supportare le aziende

Come supportare le aziende Lentini.

A confronto gli esponenti delle istituzioni, delle banche e dell'imprenditoria locale

  • Lunedì 20 Dicembre 2010
  • SR Provincia,
  • pagina 53

Il tavolo dei relatori del convegno
Lentini. «Economia e sviluppo. Quale Futuro per le Imprese del nostro territorio?». Questo il titolo dell'incontro dibattito che si è tenuto ieri mattina al Sant'Alphio Hotel di Lentini organizzato dall'Associazione Jacopo da Lentini che ha inteso riunire esponenti del mondo della politica, delle istituzioni, di istituti bancari e dell'imprenditoria locale. Al tavolo dei relatori l'On. Nicola Bono, presidente della Provincia di Siracusa, l'On. Pippo Gianni, deputato nazionale, Alfio Mangiameli e Giuseppe Castania, rispettivamente sindaci di Lentini e Francofonte, Michele Mangiafico, presidente del consiglio provinciale di Siracusa, Nunzio Dolce, capo gruppo Pid Provincia di Siracusa, Giuseppe Costa, direzione commerciale Unicredit di Siracusa, Pippo Gianninoto, vice presidente Camera di Commercio di Siracusa, Salvo Mancarella, direttore dell'ass. Sviluppo Economico della Provincia Regionale di Siracusa ed Emanuele Sipala, commercialista. «Gli argomenti di oggi - ha introdotto Nunzio Dolce fra gli organizzatori dell'incontro moderato dal giornalista Daniele Carrozza - devono farci capire e comprendere quali possono essere le strategie da adottare per far decollare l'economia del territorio. Una delle armi vincenti è accomunare le istituzioni alle imprese e chi amministra deve mostrare sensibilità verso questi argomenti scommettendo con gli imprenditori senza lascarli soli». A prendere subito dopo la parola il presidente Bono che ha affermato «Abbiamo correttamente definito il Piano di Sviluppo Economico della Provincia di Siracusa in sinergia con diversi partner fra i quali gli enti territoriali e gli istituti di credito con i quali abbiamo avviato un protocollo di intesa per aumentare nella provincia la possibilità di accesso al credito». L'intervento del dottor Giuseppe Costa ha evidenziato come il gruppo Unicredit con il settore Piccole e Medie Imprese supportano le imprese in questo momento di difficoltà con progetti concreti come Impresa Italia, Italia e Turismo, SoS Impresa Italia. «Ci vogliono reti di impresa per superare la crisi - ha infine affermato il dottor Costa -, vi sono normative che permettono di realizzare rete senza perdere la propria individualità ed Unicredit con Confindustria hanno firmato un accordo per supportare la rete». «Esiste una legge che porta il mio nome - ha affermato l'On. Pippo Gianni - che è già passata e che aspetta solo di essere attuata, questa legge è il risultato, la convergenza tra i vari rappresentati quali me stesso, la Confindustria, Abi, imprenditori e sindacato». Unanime la linea dei sindaci Mangiameli e Castania che hanno affermato come solo unendo le forze di tutti si possono ottenere dei risultati validi per supportare una economia che sorregga il paese. Il dibattito è stato animato anche dagli interventi fatti da Santino Ragazzi e Salvatore Brancatelli, rispettivamente direttore e presidente del Consorzio Cosel Asi Lentini, Innocenzo Russo presidente del Cna di Lentini, Mario Bosco, imprenditore agricolo e Alfio Ira.
Angela Rabbito


20/12/2010



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7 dicembre 2010
Pachino Promontorio La Sicilia Granata contro Visentin su PRG e porti turistici

Le nuove squadre di assessori-parlamentari saranno presentate oggi

  • Lunedì 06 Dicembre 2010
  • Siracusa,
  • pagina 44

 
Le nuove squadre di assessori-parlamentari saranno presentate oggi. Alla Provincia, il presidente Nicola Bono farà gli onori di casa alle 10 davanti ai suoi nuovi tre membri dell'esecutivo: Roberto Centaro, Lidia Pannuzzo, Giuseppe Poidomani e Stefano Andolina.
Un'ora dopo, invece, sarà il sindaco Visentin a presentare alla stampa i suoi nuovi assessori: Pippo Gianni, Enzo Vinciullo e Bruno Alicata. In entrambi i casi, come più volte sottolineato dai big del nuovo centrodestra, si tratta di esecutivi pro-tempore. Tuttavia i bene informati parlano di Giunte che dureranno mesi, per traghettare gli enti alle nuove elezioni.
La decisione di nominare nuove rose assessoriali è stata presa dalla nuova coalizione di maggioranza, di cui fanno parte Pdl, Forza del sud e Popolari per l'Italia di domani, dopo la «cacciata» dei futuristi di Granata e degli autonomisti di Lombardo. Ma la scelta del centrodestra ha causato non pochi malumori in questi ultimi due partiti.
Se infatti l'Mpa affila le armi e si prepara a fare una dura opposizione con lo stesso Fli, il nuovo Udc e il Pd, il gruppo di Granata scende subito in campo contro gli ex alleati. «Visentin e Bono non potranno governare - dice Fabio Granata -.Sono commissariati dall'alto e in entrambi i Consigli saranno bloccati su ogni atto».
Con queste parole il finiano Granata commenta la nascita delle nuove Giunte. «In particolare al Comune - aggiunge Granata - sulle varianti al Piano regolatore abbiamo già bloccato, grazie ai nostri consiglieri,ogni possibilità di ulteriori rinvii e si dovrà procedere subito per salvare dal cemento e dalla speculazione alcune delle parti di maggior pregio del nostro territorio».
Granata promette battaglia, dunque. E accenna a un'altra questione sollevata da Futuro e libertà già nelle scorse settimane. «Sul porto e sui progetti in itinere - aggiunge - ,sia nell'aria del Porto grande che in quello piccolo,chiederemo un Consiglio comunale straordinario nel quale si dovrà chiarire alla città non solo tempi e modalità di intervento ma anche informative sui lavori al Foro italico».
Ma il vicepresidente della commissione antimafia non si ferma. «Sembra - conclude Granata - che nei lavori sia interessata una ditta che non può avere la certificazione Antimafia. Il sindaco Visentin chiarisca al Consiglio e all'opinione pubblica la fondatezza di tali notizie e se la stessa ditta sia tutt'ora impegnata in lavori per conto dell'amministrazione cittadina».
La battaglia politica tra ex alleati è così partita. E si giocherà in Consiglio comunale e in quello provinciale a colpi di consiglieri. Le maggioranze, infatti, sono sul filo del rasoio.


06/12/2010

 


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7 dicembre 2010
Pachino promontorio La Sicilia Siracusa Gela Dopo la Procura della Repubblica

Siracusa-Gela. Dopo la Procura della Repubblica ecco le prime reazioni. Parla l'on. Vinciullo «A 18, adesso si cambi rotta»

  • Lunedì 06 Dicembre 2010
  • Prima Siracusa,
  • pagina 43

l´on. enzo vinciullo
«Non si ripetano più danni all'autostrada Siracusa-Gela: se si seguono le prescrizioni dei consulenti della Procura della Repubblica, il percorso non dovrà più presentare queste problematiche».
Lo afferma senza mezzi termini il vicepresidente della Commissione Affari istituzionali dell'Assemblea regionale, Enzo Vinciullo.
La cronistoria della A18 Siracusa Gela è lunga e piena, anch'essa, di avvallamenti e improvvisi crolli.
Nel quadro d'insieme, probabilmente, non ha giovato neppure il continuo cambio ai vertici del Consorzio autostrade siciliane che ha creato non poca confusione, soprattutto nella fase operativa. Adesso i clamorosi sviluppi del sequestro preventivo di azioni, da parte della Procura della Repubblica aretusea, alla Baldassini-Tognozzi, che nel frattempo starebbe producendo, come dichiarato da un suo amministratore indagato, i relativi atti di studio per la difesa. In mezzo, restano gli utenti, costretti a insidiosi sobbalzi.
«Il Consorzio autostrade siciliane aveva, a suo tempo avvertito la necessità di eseguire dei lavori per il completamento dell'autostrada e per il tappetino di usura, consentendo un perfetto esercizio del percorso, ancora con la segnaletica di cantiere - premette Vinciullo, che poi sottolinea - Ricordo che quando vennero aperti i lotti in questione, ciò fu fatto per esigenze di sicurezza e perché gli assessori alla Protezione civile dei vari comuni motivarono l'apertura spinti da esigenze sociali del territorio: si era pressati dalla gente. Fu un fatto estremamente significativo per la nostra provincia».
«I lavori che furono portati a termine - prosegue ancora l'on. Vinciullo - non tennero in considerazione delle conclusioni cui è giunta adesso la Procura della Repubblica. Se essa ha anche quantificato il danno subito, è chiaro che nella esecuzione di tali lavori occorre avere la certezza che le parti «ammalorate», non ripropongano le stesse difficoltà in futuro: si sostituiscano integralmente le sezioni sotto accusa».
«Sono personalmente convinto - conclude Enzo Vinciullo - che il Cas, a suo tempo, avrà operato in questo senso. Ma facciamo attenzione: il Cas aveva già operato su perizie e su proposte da parte di consulenti che avevano collaudato l'opera. Adesso è stato messo in discussione anche quel collaudo, quindi invito il Consorzio autostrade siciliane, nella esecuzione di questi lavori, ad attenersi scrupolosamente alle prescrizioni della Procura, scongiurando che ulteriori costi ricadano sulla collettività».
Roberto Rubino


06/12/2010

 

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