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20 luglio 2013
La Sicilia Goletta verde senza pieta' Isola delle correnti,,un vero far west

Goletta verde senza pietà: «Isola delle Correnti? Un vero Far West»

  • Venerdì 19 Luglio 2013
  • Siracusa,
  • pagina 32

Portopalo. «Benvenuti nel Far West di Isola delle correnti, tra rifiuti, parcheggi selvaggi e recinzioni sospette sulle dune naturali. Uno dei paradisi della Sicilia orientale rischia di soccombere sotto il peso dell'incuria e della mancata tutela da parte della Regione e degli altri enti preposti al controllo. Un'area dichiarata ‘riserva naturalè per ora solo sulla carta, dove si sta tentando l'ennesimo assalto speculativo che rischia di deturpare la straordinaria bellezza naturalistica della zona».
È la denuncia di Goletta Verde che ha effettuato un blitz al largo del litorale compreso tra Carratois e l'Isola delle Correnti, per ribadire la necessità di tutelare questo immenso patrimonio. L'Isola delle Correnti, spiegano gli ambientalisti, è un'area destinata sin dal 1991 a riserva naturale e dal 2003 è vincolata anche dall'Unione europea a Sito di importanza comunitaria e Zona di protezione speciale per gli esclusivi aspetti naturalistici.
«Secondo la normativa - lamentano gli ambientalisti - nell'istituenda riserva dovrebbero essere consentiti solo la manutenzione ordinaria e straordinaria degli immobili esistenti e la prosecuzione delle normali attività agro-silvo-pastorali. Invece, nonostante questi rigorosi regimi di tutela, lungo la fascia demaniale marittima che da Punta delle Formiche risale fino a Calafarina - proseguono - sono stati autorizzati almeno sette stabilimenti balneari, molti dei quali con annessi servizi bar e ristorazione e di cui uno proprio sulla battigia di fronte all'Isola. In altre aree, alle spalle della linea demaniale, sono stati realizzati consistenti livellamenti del terreno con asportazione della vegetazione. Ma in tutta l'area lo stato di degrado e abbandono è allarmante, complice anche l'inciviltà di chi pensa bene ogni mattina di parcheggiare la propria autovettura sulle dune o abbandonare rifiuti di ogni tipo, finanche tubi di amianto, sulla spiaggia».


19/07/2013

6 aprile 2011
Pachino promontorio La Sicilia Portopalo Porto,pareri da rivisitare

portopalo

Porto, pareri
da rivisitare

  • Martedì 05 Aprile 2011
  • Siracusa,
  • pagina 37

il porto di portopalo
PORTOPALO. La Soprintendenza di Siracusa ha inviato al responsabile della società incaricata della realizzazione del porto turistico portopalese, la comunicazione riguardante il ritiro del parere positivo in sede di conferenza di servizi per le infrastrutture portuali dove insistono realizzazioni di alberghi, centri commerciali e strutture ricettive con parcheggi. Una questione che si è già riverberata in modo negativo per «Marina di Archimede» e «Approdo Spero» di Siracusa. Il riferimento normativo è l'art.15 della legge regionale 78/1976 nella parte in cui prescrive che in tutte le zone omogenee (degli strumenti urbanistici generali comunali) ad eccezione delle zone A e B, le costruzioni debbono arretrarsi di metri 150 dalla battigia. Possono essere concesse deroghe a quanto previsto dalla lettera a del primo comma dell'articolo 15 della suddetta legge regionale limitatamente ad: opere pubbliche o dichiarate di preminente interesse pubblico, opere di urbanizzazione primaria e secondaria connesse ad impianti turistici e ricettivi esistenti e ad ammodernamenti strettamente necessari alla funzionalità degli stessi complessi. La nota in questione è stata inviata dalla Soprintendenza aretusea anche al comune di Portopalo affinchè si proceda nei modi di legge alla rivisitazione dei pareri in qualunque sede e con qualunque modalità espressi in ordine ai porti turistici in oggetto, limitatamente alle previsioni nell'ambito dei progetti stessi di nuovi impianti turistico ricettivi. L'iter registrerà un rallentamento almeno fino a inizio maggio «Stiamo verificando le conseguenze per l'iter del porto turistico di Portopalo dopo questa comunicazione, - afferma il sindaco di Portopalo - sottolineando che nel nostro caso non sono previste strutture ricettive ma solo opere collegate alla cantieristica. Quindi, dovremmo essere fuori da rischi di blocco». 
SERGIO TACCONE


05/04/2011
3 febbraio 2011
Pachino Promontorio La Sicilia Siracusa porto turistico Il sindaco Visentin risponde alla Regione che dice Noall'albergo dei Caltagirone

porto turistico. Il sindaco Visentin risponde alla Regione che dice «no» all'albergo dei Caltagirone

«Questo clima di panico non mi piace»

  • Mercoledì 02 Febbraio 2011
  • Prima Siracusa,
  • pagina 29

visentin
Il clima di terrorismo che sta invadendo la città non piace al sindaco Roberto Visentin. Che interviene all'indomani delle dichiarazioni del dirigente del dipartimento Beni culturali della Regione, Gesualdo Campo, sulla «illegittimità» dell'autorizzazione concessa alla società Acqua Marcia per l'edificazione di un albergo nell'ambito del porto turistico in fieri. Campo, di fronte al presidente Raffaele Lombardo durante il convegno dell'Mpa di domenica scorsa a Siracusa, ha contestato la struttura che sorgerà all'interno del porto Grande. 
«Non si può dichiarare che sia illegittima un'autorizzazione concessa dopo tutti i passaggi burocratici - dice il sindaco - relativa a lavori in corso da tre anni. Sulla base della legge Burlando, l'iter è stato concluso con una conferenza dei servizi e un accordo di programma firmato dallo stesso presidente della Regione che dava il benestare all'opera. Oggi non si può improvvisamente fare dichiarazioni che creano panico con ovvie conseguenze per il territorio».
Il primo cittadino, infatti, paventa una retromarcia da parte degli imprenditori così come una scarsa attrazione di nuovi investimenti per lo sviluppo della città. «Lo stesso organo che ha dato il suo placet al progetto - prosegue Visentin - dopo anni dice che non va bene senza alcuna spiegazione. Inoltre, semmai vi fossero osservazioni da fare di certo non vanno esposti all'improvviso durante un convegno solo per compiacere l'uditorio, proprio davanti alle parti politiche che avevano plaudito all'opera, ma nelle sedi opportune, con i corretti interlocutori».
Visentin evidenzia l'importanza di rispettare le regole, nel bene e nel male, e l'opportunità di cambiarle nei modi e nei tempi corretti. L'accenno è anche ai recenti lavori per la redazione del Piano paesistico e alle discussioni per la revisione del Piano regolare. «Così invece - dice il primo cittadino - si rischia di creare panico non solo su chi deve investire, ma anche sugli stessi siracusani che sperano nel futuro della città».
Visentin accenna poi all'argomento specifico contestato da Campo: l'albergo realizzato a 150 metri dal mare. «Un porto turistico - dice - può esistere solo se corredato dai servizi a terra, altrimenti sarebbe solo un approdo. Questo è quanto descritto nell'opera che ha ottenuto tutte le autorizzazioni in materia».
Inoltre, il sindaco ribadisce che un contratto in quanto tale deve essere rispettato. «Prima di parlare - dice ancora Visentin - è giusto informarsi. I lavori del porto turistico sono iniziati 3 anni fa, dopo le varie conferenze dei servizi a cui hanno preso parte rappresentanti dei vari assessorati regionali sino alla firma di un accordo di programma. In questa città non si può sparare a zero senza tener conto della certezza del diritto. Così invece si alimenta un clima di incertezza che nuoce al nostro territorio». 
Isabella di bartolo


02/02/2011
1 febbraio 2011
Pachino promontorio La Sicilia Siracusa Porto Turistico La Regione dice NO al progetto Caltagirone in corso al molo Sant'Antonio Quell'albergo non si farà

Porto turistico. La Regione dice «no» al progetto dei Caltagirone in corso al molo Sant'Antonio «Quell'albergo non si farà»

  • Lunedì 31 Gennaio 2011
  • Prima Siracusa,
  • pagina 43

il progetto virtuale del porto turistico «marina di archimede»
La Regione dice «no» all'albergo deluxe che la famiglia Caltagirone sta costruendo al molo Sant'Antonio. E dichiara «illegittima» l'autorizzazione concessa dalla Soprintendenza per la realizzazione della struttura alberghiera a ridosso del nuovo porto turistico. 
Si tratta, dunque, del progetto della società Acqua Marcia relativo all'edificazione del porto turistico «Marina di Archimede» che è in corso dal 2008 nell'area del Porto Grande insieme con la riqualificazione della banchina della Marina, bloccata dalla questione «cassoni».
Il «veto» all'albergo è stato avanzato ieri mattina dal presidente della Regione, Raffaele Lombardo, durante i lavori del congresso promosso dall'Mpa in città. La Regione siciliana ritiene nulla l'autorizzazione data dalla Soprintendenza anni addietro per la realizzazione di un grande hotel da parte della famiglia dei Caltagirone. Il governatore Raffaele Lombardo ha ricordato il disastro provocato dall'alluvione dell'ottobre 2009 nel Messinese: «Senza quell'ammasso di cemento - ha ricordato - si sarebbe evitato il sacrificio umano e lo scempio del territorio».
E Gesualdo Campo, direttore del dipartimento regionale Beni culturali, a proposito dell'albergo ha detto che «noi siamo certi che non si può fare. È forse anche illecita l'approvazione del progetto. Siamo stati investiti da un'interrogazione parlamentare, abbiamo chiesto le controdeduzioni alla Soprintendenza e trovato conferma che si è permessa di autorizzare illegittimamente questo albergo in conferenza dei servizi. Quegli atti per noi sono nulli e illegittimi».
Intanto, Lombardo ha ribadito il no all'eolico: «Sapete tutti - ha detto - delle infiltrazioni mafiose e non vogliamo più altre pale eoliche. Per quanto riguarda il fotovoltaico la giunta ha approvato un piano che snellisce l'iter burocratico, ma le regole vanno rispettate. Le multinazionali non possono certo venire nel nostro territorio per saccheggiarlo».
isabella di bartolo


31/01/2011

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permalink | inviato da Pachinos il 1/2/2011 alle 18:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
12 marzo 2008
Pachino Promontorio Video Google la necropoli bizantina di scalo mandre Portopalo di c.p isola capo Passero, barche...anno 1999
11 marzo 2008
La Sicilia Portopalo. Mancanza di acqua e luce al porto, stato fatiscente della banchina del molo di Levante,
Pachino promontorio


Portopalo.   Mancanza di acqua e luce al porto, stato fatiscente della banchina del molo di Levante, la questione del mercato ittico, delle barche che hanno trasportato i clandestini e dell'area portuale immersa nella sporcizia e nella scarsa sensibilità ambientale che vi si riscontra.
A formulare il j'accuse è l'Associazione pescatori «San Francesco di Paola» che presenta lo stato di salute dell'area portuale che dall'analisi appare in coma profondo. Per il presidente di Assopesca, Attilio Nardo, il porto è all'abbandono totale.
«Per la mancanza di acqua e luce, servizi che intendiamo pagare, - afferma Nardo – il sindaco aveva dato come termine il 30 maggio 2007. La banchina del molo di Levante è danneggiata dall'inverno 2003».
Assopesca parla di incuria delle Autorità, Comune compreso, chiamando in causa, dunque, anche l'autorità marittima. «Questa incuria – si legge nella nota dell'Associazione pescatori – ha consentito che danni lievi si trasformassero nel corso degli anni in danni che hanno reso inagibile la banchina. Come è stato dichiarato dalla Capitaneria di Porto». Nardo critica il sindaco, accusandolo di attuare una politica di annunci priva di risultati. «Visto il perdurare della inefficienza delle istituzioni – rileva Assopesca Portopalo – la nostra associazione è disposta a farsi carico in proprio degli interventi provvisori per porre fine a questa situazione vergognosa e insostenibile». Altri strali verso l'Amministrazione comunale arrivano sul mercato ittico, chiuso per lavori di ristrutturazione dallo scorso novembre. «Una decisione che obbliga gli operatori a svolgere la loro attività di commercializzazione sulla banchina, tornando paurosamente indietro nel tempo. L'assessore alla pesca, pressato da noi, convocò una riunione a novembre dell'anno scorso impegnandosi pubblicamente, davanti alla marineria, di elaborare in tempi brevi un progetto di rilancio del mercato. Sono passati tre mesi e stiamo ancora aspettando. Per i falsi impegni e le false promesse che ci stanno raccontando e con il tempo che passa rischiamo di chiudere definitivamente il mercato. E non ci possiamo permettere questo». Infine la problematica delle barche sotto sequestro per trasporto di clandestini, ormeggiate al porto.
«Al problema dell'insabbiamento si è aggiunto questo. Sindaco e assessore alla pesca non possono chiamarsi fuori: vogliamo sapere se sono intervenuti e in quali sedi per evitare che il porto diventi rimessaggio permanente di queste barche. Sindaco e assessore alla pesca solo a parole dicono di voler risolvere i problemi».
SerTac




chi comanda al porto???

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a cura del  Nostromo....

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Naturalmente dalla rada di portopalo...

hahahahahahahahahahaha......

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