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20 luglio 2013
La Sicilia Dopo 20 anni Vendicari, la tartaruga e' tornata.By Cetty Amenta

Vendicari, la tartaruga è tornata

Dopo 20 anni le Caretta caretta hanno nidificato su un tratto di spiaggia della riserva

  • Venerdì 19 Luglio 2013
  • Siracusa,
  • pagina 28

UN SUCCESSO
I volontari: «Ci auguriamo che la riserva di Vendicari possa arricchirsi ancora. ...
Le tartarughe Caretta caretta depongono le uova nella Riserva naturale orientata di Vendicari. Finalmente premiato il lavoro dei volontari dell'Ente Fauna Siciliana, in collaborazione con il Dipartimento azienda regionale foreste demaniali, che da 20 anni con costanza monitorano gli arenili sabbiosi alla ricerca di tracce delle testuggini.
La scoperta delle orme del passaggio della tartaruga marina e il luogo di deposizione delle uova è avvenuta martedì mattina, da parte del segretario regionale di Efs Corrado Bianca che ha immediatamente informato i responsabili dell'Ufficio provinciale del Dipartimento azienda regionale foreste demaniali. Per i volontari, gli appassionati di Vendicari e gli ambientalisti è stata una grande emozione, un sogno che sta per realizzarsi, come traspare dalle parole dello studioso Pino Iuvara, accorso subito per fotografare e documentare l'evento.
Dice Iuvara: «L'anno scorso c'era stato un tentativo, andato in fumo probabilmente perché la Caretta caretta, disturbata da qualcosa, aveva preferito deporre le uova da un'altra parte. Tutto si era risolto con una piccola delusione, ma con la speranza che in futuro sarebbe andata meglio. Cosa che si sta verificando oggi».
Esprime soddisfazione il dirigente generale Pietro Lo Monaco, per il quale l'atteso evento è una conferma dell'efficacia delle azioni di protezione e tutela operate dal Dipartimento "Ente Gestore" della Riserva. Intanto, il dirigente provinciale Carmelo Frittitta e il dirigente Filadelfo Brogna hanno dato disposizioni al personale che opera in riserva di proteggere il luogo della ovideposizione sia da possibili animali predatori sia dalla curiosità, non meno dannosa, dell'uomo.
Il tratto di spiaggia interessato all'evento è da tempo chiuso al pubblico proprio alla luce del progetto di ricerca «ovideposizione Caretta caretta», per dare appunto alle tartarughe marine la possibilità di disporre di luoghi tranquilli per la riproduzione. Vale inoltre la pena ricordare che in questi arenili nidificano anche diverse specie di uccelli particolarmente protetti come il "Fraticello".
Quanto mai attuale l'espressione coniata dallo studioso naturalista Bruno Ragonese, scomparso nel 2004, che definì Vendicari «albergo degli uccelli migratori», a indicare un habitat unico, con un ecosistema rimasto inalterato e, grazie alla cura delle persone di buona volontà, non deteriorato dalla tecnologia e dalle modernità.
Per il "lieto evento", bisognerà aspettare settembre: solo allora si schiuderanno le uova e le tartarughine correranno verso il mare. A tale proposito gli operatori del Dipartimento Azienda Regionale Foreste Demaniali e i volontari dell'Ente Fauna Siciliana sono già in azione, pronti a vigilare affinché tutto vada per il meglio. «Ci auguriamo che la riserva di Vendicari possa arricchirsi ancora. Queste nascite vanno ad aggiungersi ad altri eventi positivi come la nidificazione dell'elegante Avocetta e la conferma per il terzo anno consecutivo della presenza di una colonia di Gabbiano Corso nell'isolotto».
Cetty Amenta


19/07/2013
4 gennaio 2011
Pachino Promontorio La Sicilia Noto Pantano" il Parco degli Iblei straordianria occasione di sviluppo"

noto

Pantano: «Il parco degli Iblei
straordinaria occasione di sviluppo»

  • Lunedì 03 Gennaio 2011
  • SR Provincia,
  • pagina 33

Noto. Parco degli Iblei, interviene Paolo Pantano rappresentante del comitato promotore: «Il parco rappresenta una straordinaria occasione di sviluppo per il nostro territorio e ormai si può dire che siamo arrivati alle battute finali».
Per questo Pantano ci tiene a dare qualche numero sulle ricadute positive che i parchi nazionali hanno avuto sul territorio e la loro economia. «Nei Parchi già istituiti il valore immobiliare dei manufatti e terreni è cresciuto in maniera considerevole e vi è stato un incremento del turismo del 20-30% e nel Parco delle Cinque Terre il reddito dei residenti si è quadruplicato. I Comuni che in un primo momento non sono entrati nella zona individuata dei Parchi, ora pressano per farne parte, poiché ne hanno costatato i benefici economici, agricoli e turistici».
A questi dati se ne aggiungono altri. 99,1 milioni di presenze nelle attività ricettive ed un fatturato di 10,7 miliardi di euro. Questi i numeri del 2009 registrati all'interno delle aree protette italiane. A conti fatti le uniche zone rimaste indenni dalla crisi che, nel 2009, ha colpito il settore turistico in Italia, nell'isola ed in città. I dati sono contenuti nel «Rapporto Ecotur sul Turismo Natura», elaborato da Istat, Enit Università dell'Aquila e Regione Abruzzo e presentato lo scorso aprile a Chieti nell'ambito di Ecotur, la borsa sul turismo «verde». Il rapporto contiene molti dati interessanti. Ad esempio, si scopre che tra i parchi più visitati c'è quello dell'Etna. E poi che tra le attività preferite dai turisti ci sono quelle sportive: mountain bike, trekking, escursionismo.
giuseppe fianchino


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permalink | inviato da Pachinos il 4/1/2011 alle 0:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
7 febbraio 2010
Pachino Promontorio Parco degli Iblei La Sicilia Siracusa
Un Parco che molti non vogliono

Un Parco che molti non vogliono
Desideriamo, attraverso il vostro giornale, rivolgerci al ministro dell'Ambiente con la seguente lettera.
Signora Bellucci, nella sua prestigiosa veste di ministro dell'Ambiente è obbligata dal suo codice d'onore a rispettare i diritti di tutti i cittadini della nostra Repubblica, poiché in essa vige la democrazia e tutti abbiamo pari dignità e diritti. Le chiedo di non firmare l'atto del costituendo Parco degli Iblei che si estende nelle province di Catania, Siracusa e Ragusa, voluto solo da poche persone che vogliono imporre alla stragrande maggioranza delle persone che vivono in esse, sovvertendo così il valore della democrazia in cui tutti ci riconosciamo. Prima di avviare l'iter burocratico, perché non hanno chiesto che fosse fatto un referendum? Semplicemente perché sapevano che avrebbero fatto una meschina figura, iniziando dal presidente della Provincia, Nicola Bono e finendo al sindaco, Roberto Visentin, hanno forse sentito il parere degli agricoltori e degli allevatori? E di tutte quelle altre categorie di persone che vivono quotidianamente il nostro territorio, compresi pure i cacciatori, veri cultori dell'ambiente. Sappiamo benissimo cosa comporta un Parco di quelle dimensioni, l'assoluta imbalsamazione del territorio, gli agricoltori per variare le loro coltivazioni dovranno chiedere l'autorizzazione all'ente gestore. E' democrazia questa? Quali sono le reali motivazioni? Non certamente per proteggere le piante e gli animali, in quanto da millenni la natura protegge se stessa e le specie cacciabili durante il prelievo venatorio sono poca cosa nella quantità di specie che vivono nella nostra Sicilia, inoltre l'ambiente e le altre speie sono protetti dalle leggi in vigore in tutta Italia, dagli uomini del Corpo forestale, dalle Guardie venatorie e ambientali. Poi esistono già le riserve, le oasi, gli Zps che occupano oltre il 25 % consentito, siamo certamente al 40 %, che bisogno c'era, dunque, di questo cataclisma? Ministro Prestigiacomo, questo è un parco che non lo vuole la stragrande maggioranza delle persone che vivono in questo lembo di terra siciliana, senza se e senza ma. In parole povere diciamo no all'istituzione del Parco degli Iblei, ci rivolgiamo a Lei per porre fine a quest'incubo.
Roberto Giuffrida
La Destra - Alleanza Siciliana
Un Parco che tanti sostengono
Sul Parco degli Iblei sono state date informazioni sbagliate. Non è stata fatta la delimitazione e la zonizzazione che verrà definita dalle Istituzioni. E' stato dato l'incarico di redigerle, da parte del ministero dell'Ambiente, alla Regione che ha 2 mesi di tempo. La vera ragione della inconsistente opposizione, è strumentale, e potrebbe essere un alibi per coprire intenti speculativi sul suolo agricolo che quindi vanno in direzione opposta all'agricoltura e al turismo. Il sito ha una rilevanza dal punto di vista biologico ed etnoantropologico. L'idea del Parco nasce parecchi anni fa e dopo una serie riunioni in comuni e provincie. Nel 2004 fu costituito un comitato promotore che stilò una proposta corredata da 39 elaborati scientifici, con cartografie e una proposta di delimitazione e di zonizzazione, tutte consegnate al ministero dell'Ambiente e all'assessorato Regionale. La proposta del Comitato deve essere ora definita dalle Istituzioni. Il Parco degli Iblei è una grande opportunità per l'agricoltura, il turismo e per la tutela e salvaguardia della biodiversità che insiste nell'area. La stratificazione di beni storici, archeologici ed etnoantropologici è di importanza fondamentale. Probabilmente è una delle più alte concentrazioni al mondo di beni culturali (naturalistici, archeologici, storici). Nell'area individuata dal Comitato Promotore ricadono ben 16 siti di interesse comunitario, 9 siti archeologici, 5 riserve naturali. Vi sono inoltre circa 21.000 ettari di boschi demaniali e privati. Nell'area, infine, insiste la più grande densità d'Europa di biodiversità per cui, oltre alla tutela degli stessi, con l'istituzione del Parco, ci saranno grandi vantaggi e benefici economici per poter attuare uno sviluppo armonico, compatibile e durevole.
Paolo Pantano



 http://giornale.lasicilia.it/giornale/0602/SR0602/SR/SR02/08.html
Per tracciare il perimetro del Parco degli Iblei, autentico laboratorio dello sviluppo sostenibile, ieri, alla Provincia, si è insediato il Comitato istruttore. A giorni, i soggetti coinvolti nel comitato, cioè Comuni, associazioni ambientaliste e di categoria, sindacati, ordini professionali competenti, designeranno i rappresentanti in seno all'organismo, che potrà così mettersi al lavoro. I componenti dovranno avanzare proposte per giungere alla stesura di un documento unico, da inviare entro il 30 aprile al ministero dell'Ambiente. Il comitato istruttore, coordinato da Enzo Reale, si riunirà due volte la settimana. Il presidente della Provincia, Bono, ha definito anomala la legge istitutiva del parco, che ne ha stabilito la nascita, rimandando a epoca successiva sia la delineazione del perimetro che le modalità di gestione. «La legge - ha precisato - va, comunque, rispettata».

Per tracciare il perimetro del Parco degli Iblei, autentico laboratorio dello sviluppo sostenibile, ieri, alla Provincia, si è insediato il Comitato istruttore. A giorni, i soggetti coinvolti nel comitato, cioè Comuni, associazioni ambientaliste e di categoria, sindacati, ordini professionali competenti, designeranno i rappresentanti in seno all'organismo, che potrà così mettersi al lavoro. I componenti dovranno avanzare proposte per giungere alla stesura di un documento unico, da inviare entro il 30 aprile al ministero dell'Ambiente. Il comitato istruttore, coordinato da Enzo Reale, si riunirà due volte la settimana. Il presidente della Provincia, Bono, ha definito anomala la legge istitutiva del parco, che ne ha stabilito la nascita, rimandando a epoca successiva sia la delineazione del perimetro che le modalità di gestione. «La legge - ha precisato - va, comunque, rispettata».
Il sindaco Visentin ha specificato che il perimetro definitivo lo traccerà il ministero dell'Ambiente. Il presidente provinciale di Federcaccia, Giuseppe Impallomeni, ha detto che «la normativa vigente, non consentendo lo svolgimento di molte attività, di fatto, ingessa, il territorio».
Il dirigente dell'Ente Fauna siciliana, Paolo Uccello, si è soffermato sui vantaggi del parco, che, pur coinvolgendo le province di Ragusa e Catania al 60%, ricadrà nel territorio siracusano. «Il Parco sarà una formidabile occasione per ricostruire un'identità culturale nuova - ha detto - e sarà un toccasana per le risorse naturali. Salvaguardando le sorgenti, metterà al riparo la qualità dell'acqua da qualsiasi contaminazione. Ne beneficerà anche l'aria, grazie ai boschi. Mettendo fine all'incuria e all'abbandono delle campagne, si potrà rimediare al dissesto idrogeologico, tutelando, dunque, il suolo».
La vicepresidente di Italia Nostra, Liliana Gissara, si è detta entusiasta, garantendo la presenza dell'associazione nel comitato. L'ambientalista, Paolo Pantano, del comitato promotore del parco degli Iblei ha sottolineato gli innumerevoli vantaggi per l'agricoltura. Secondo qualche agronomo, invece, il parco darebbe il colpo di grazia al comparto agricolo, accelerando il processo di antropizzazione.
Nel parco dovrebbero essere previste 4 zone. La zona A, sottoposta totalmente a vincoli; la zona B, nel cui ambito sarà possibile l'esercizio di attività compatibili con l'ambiente; la zona C, inclusiva, tra l'altro, di grotte e boschi; la zona D, comprendente le aree antropizzate.
Lucia Corsale



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permalink | inviato da Pachinos il 7/2/2010 alle 0:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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