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16 febbraio 2011
Pachino promontorio La Sicilia Siracusa Salvo Baio si fa apprezzare per l'equilibrio delle sue analisi ragionate

le sfide

  • Martedì 15 Febbraio 2011
  • Siracusa,
  • pagina 30


Salvo Baio si fa apprezzare per l'equilibrio delle sue analisi ragionate

  • Martedì 15 Febbraio 2011
  • Siracusa,
  • pagina 30

Salvo Baio si fa apprezzare per l'equilibrio delle sue analisi ragionate. Autorevole esponente della sinistra, per anni nel Comitato di gestione dell'ex Usl (oggi Asp), Baio interviene nella polemica sulle recenti nomine dei direttori di Dipartimento dell'Azienda sanitaria provinciale.
Il deputato regionale Titti Bufardeci e il presidente della Regione, Lombardo, si sono scambiati roventi accuse sulle recenti nomine all'Asp. Chi ha ragione?
«Nessuno dei due è convincente - osserva Salvo Baio - . Non lo è Bufardeci perché fino a quando è stato componente della giunta Lombardo ha dato copertura politica a tutte le scelte fatte dal manager dell'Asp, del quale peraltro ne rivendica la designazione. Quando si è compiacenti con le nomine perché si è nella stanza dei bottoni e dissidenti se se ne è fuori, le tesi sostenute finiscono per perdere credibilità». Ma non è convincente neppure Lombardo, secondo Salvo Baio, quando dà assicurazione sulla correttezza delle nomine presentandole come «libere e serie, tutte costruite sul merito».
«Non so se le cose stanno proprio così, ma in ogni caso il metodo seguito lascia a dir poco perplessi. Ai partecipanti alla selezione per gli incarichi di direttore di dipartimento sono stati infatti richiesti i curricula professionali, ma il direttore sanitario dell'Asp, che avrebbe dovuto valutarli, non ha votato la delibera di nomina forse perché non ha condiviso i criteri seguiti dal manager. Sorge spontanea una domanda: perché si richiedono i curricula se poi non se ne tiene conto e si sceglie su base fiduciaria? Nasce da qui l'esigenza, che vale per tutti, di un codice di comportamento idoneo a garantire che tra la professionalità senza casacca politica e quella con la casacca a prevalere non sia sempre quest'ultima. A me sembra questo il punto cruciale della discussione. Da qui a qualche settimana ci sarà un nuovo banco di prova: il rinnovo delle commissioni mediche per gli invalidi civili. Con quali criteri si procederà?».
I «diktat di Lombardo» sulle nomine denunciati da Bufardeci provocano la reazione anche di Enzo Vaccaro, segretario generale funzione pubblica della Cgil. «Capiamo e comprendiamo lo "scorno" dell'onorevole Bufardeci abituato, quando era assessore regionale e quindi sodale di Lombardo, con il quale ha condiviso il varo della Riforma sanitaria regionale, di non essere interpellato sulle nomine così come succedeva da un decennio a questa parte. Ci rendiamo conto che vedere oggi "premiati" gli amici del deputato Gennuso e del presidente Lombardo crea più di un problema "politico" al nostro siracusano deputato regionale. Quello però che non comprendiamo è il fatto che a quasi due anni dalla riforma sanitaria ( legge regionale 5 maggio 2009) la sanità siracusana aspetta ancora di vedere realizzati gli obiettivi che la legge si era prefissati: abbattimento del disavanzo economico, riqualificazione del sistema con conseguente miglioramento dell'assistenza e potenziamento dell'assistenza territoriale».


15/02/2011

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permalink | inviato da Pachinos il 16/2/2011 alle 16:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
14 gennaio 2010
Pachino Promontorio Il Pd non sostenga il governo Lombardo
http://www.firmiamo.it/ilpdnonsostengalagiuntalombardo
Nei giorni scorsi, il presidente Lombardo ha varato il suo terzo governo in diciotto mesi, autocertificando in questo modo il fallimento suo e del centrodestra.

Il governo Lombardo non ha risolto alcuno dei problemi che affliggono la Sicilia. Inoltre, la sua elezione a presidente è stata un’elezione diretta, legata ad un programma di governo e a una maggioranza politica, che è andata in pezzi non sulle ricette per risolvere i problemi, ma sulle formule per spartirsi il potere.

Adesso Lombardo, avendo formato un governo di minoranza – tanto privo di elementi di novità da riconfermare persino Armao, assessore colto in flagrante conflitto di interesse – è costretto a cercare in aula i voti per l’approvazione dei suoi provvedimenti. E li chiede al PD.

La terza Giunta Lombardo non ha la fiducia del parlamento siciliano. Affrontare le sfide che attendono la Sicilia senza una struttura politica adeguata è da irresponsabili. I due alleati con cui Lombardo si è presentato e ha ottenuto il consenso, hanno ritirato il loro sostegno.

Il Pd, nel confermare la disponibilità a valutare singole iniziative legislative volte ad affrontare le emergenze, ha espresso l’indisponibilità a sostenere, anche dall’esterno, il nuovo governo.

E’ contro la logica del sistema bipolare la navigazione a vista (“governerò con chi ci sta”) che Lombardo cerca faticosamente di percorrere.

E’ contro l’interesse dei siciliani sostenere un governo inadeguato alla complessità delle questioni che la Sicilia deve affrontare.

E’ contro l’interesse del PD fare da stampella al cammino avventuristico della giunta Lombardo.

Quella di Lombardo è una proposta indecente che, se accolta, nuocerebbe al PD e alla Sicilia. Il PD, di fronte al fallimento del centrodestra, ha l’obbligo di garantire una rigorosa opposizione in Parlamento e di costruire un’alternativa ad una Giunta alleata del governo Berlusconi.

Per una forza come il PD il confronto parlamentare su riforme strutturali rientra in una naturale cultura di responsabilità che vede il perseguimento dell’interesse generale, mentre un sostegno a questo governo, a qualunque titolo e sotto qualunque ipocrita veste, sarebbe un atto politico incomprensibile, dannoso e inaccettabile.

Ricordiamo che il segretario regionale del PD Lupo, cui confermiamo la nostra stima e il nostro apprezzamento, è stato eletto su una precisa linea politica: lavorare alla costruzione di un’alleanza democratica alternativa alla destra in grado di realizzare le riforme di cui la Regione ha bisogno; archiviare l’idea secondo cui sarebbe possibile realizzare un progetto riformista e innovatore con il centrodestra di Lombardo, Miccichè e Dell’Utri.

In Sicilia il PD deve saper coniugare l’opposizione con un’azione propositiva che consenta di candidarsi a governare la Sicilia , non passando dalla porta di servizio.

Chiediamo a tutti i parlamentari, i consiglieri, i rappresentanti istituzionali, i dirigenti, gli iscritti, i simpatizzanti e gli elettori del PD che ne condividono le ragioni di far pervenire la loro adesione a questo appello. 

Enzo Bianco e Rita Borsellino


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