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15 giugno 2011
Pachino Promontorio PG La fortezza di capo Passero abbandonata senza custodi
www.pachinoglobale.net
PORTOPALO - (Tony Zermo) Portopalo di Capo Passero, come se Portopalo fosse il nome e Capo Passero il cognome (anche per distinguerlo da Portopalo di Menfi). E' un luogo incantato, l'ultima punta dell'Europa che divide i due mari, lo Jonio e il Me
20 ore fa ·  ·  · 
    • Rosario Spinello 
      Protestiamo,protestiamo e protestiamo...Il taglio chirurgico affonda la lama senza tagliare un bel nulla...Per onestà ricordiamo al distratto giornalista, che firma senza controllare, che l'ultimo restauro è stato realizzato con i fondi messi a disposizione dalla comunità europea attraverso la presentazione e finanziamento da parte della provincia regionale di Siracusa, attraverso il Pit9, presieduta da Bruno Marziano. Detto questo lo stesso presidente attraverso il Gal Eloro aveva finanziato un progetto per il trasporto via mare affidando ad una società locale La Caronte per il trasporto dei turisti sull'isola. Passata di mano la presidenza della Provincia per quel che riguarda la programmazione provinciale sull'asse 2007-2013 dei fondi da destinare alla nuova programmazione si è come nel porto delle nebbie perchè allo stato presente nessuna notizia ci arriva su quello che questa provincia ha programmato per i nuovi investimenti pubblici.Ricordiamo che nello stesso progetto Pit 9 è stato realizzato il restauro parziale del palmento di rudini oggi ampollosamente chiamato eco-museo ma di fatto è una sala convegni e di museale ha solo il nome più un'altro progetto che doveva spalmarsi lungo la costa e che per una serie di trazzere carrabili si è perso, per il troppo sballottamento della tina, tutto il mosto che conteneva...Ricordiamo al giornalista che parla di sviluppo turistico che sia i sindaci. ne abbiamo a bizzeffe, e i consorzi qual'è quello del pomodoro nonchè i munifici amministratori di Portopalo da anni, accaniti promotorir di questo territorio si oppongono, a scimitarra sguainata, alla istituzione delle sic e delle zps che tra l'altro,oltre alle zone umide riguarderebbe il suolo dell'intera isola di capo Passero. A questo bisogna aggiungere l'ulteriore finanziamento fatto arrivare dall'ex assessore regionale Fabio Granata, per il parco che ha consacrato alla tomba millenaria e alla sepoltura perpetua la città bizantina non chè i resti dell'antica tonnara della zona Collo-Cicogna mettendoli sotto una colata di terra nera e sul fronte spiaggia cancellando qualsiasi visione della stratigrafia terrena del piazzale della antichissima tonnara. Per quanto riguarda i porti sia quello di levante che pare avviato utilmnete per la comunità locale ,per quello di ponete si frappongono seri problemi dovuti al contrappasso al Piano regionale dei porti e delle marine sempre voluto e varato dal Granata e che detto piano portuale di ponente si pone in contrasto proprio con la istituzione delle sic e zps di cui questo comune non ne vuole sentire parlare. Per quanto riguarda il castello, ora dei Tafuri, ma fatto costruire dai Bruno di Belmonte si era ipotizzata l'idea di acquisirlo al patrimonio pubblico unitamente a tutte le strutture della tonnara di Capo Passero che è di competenza amministrativa dei due comuni...per realizzare, visto che alla tonnara di Marzamemi si è preferito scegliere non si sà per quale opinata proposta di andare a restaurare un opificio, che se pur di un certo interesse culturale, in una zona prevalentemente occupata da opifici industriali, difficilmente riconvertibili a funzioni diverse come si è ventilato per trasformarli in zone A visto che sono elementi architettonici che appartengono a zone D industriali e commerciali..Insomma un conflitto perenne tra vocazioni proprie del territorio e della sua configurazione con lacerazioni profonde dovute a classiche lotte di rendita differenziale e pura che tengono in scacco quasi matto questo territorio. Per ritornare alla fruizione del castello visto che si dichiara che la soprintendenza, che ha in dotazione il manufatto, faccia opera di cessione al comune o a ai comuni e che queste amministrazioni invece di perdere ancora tempo prezioso intraprendano a scala locale iniziative per organizzare i molti giovani competenti in cooperativa che potrebbero avere affidato anche tramite la regione per quello che riguarda i parchi e le riserve queste attrezzature culturali e questi territori ..Infine penso che è sensata l'ipotesi di realizzare una infrastruttura di collegamento pedonale, ma anche veicolare di servizio, che permetta il diretto collegamento della terra ferma con l'isola..già da me,manco a dirlo, ipotizzata in un precedente commento di qualche anno fa... alla notizia del restauro e fruizione di questo preziosissimo e unico bene culturale.... a scala regionale e nazionale...ps mi riservo di allegare i commenti citati...Spiros
      9 ore fa · 
    • Rosario Spinello 
      ?...Rosario Spinello ha scritto: 13-09-2003 23:45:54
      Caronte Caronte dobbiamo fare un ponte???

      La società "Caronte" di Portopalo di Capo Passero, finanziata con 15 euro dal Gal Eloro: è questa la politica sociale per la fruizione turistica del Promontorio???? I prezzi sono proibitivi per portare la gente nell'isola. Forse è il caso che il Comune di Portopalo se ne prenda cura. O vogliamo che la gente non ritorni??? Cordiali Saluti. Da Pachino per sempre. Spiros....
      9 ore fa · 
    • Rosario Spinello 
      ?,,,
      Il castello aprirà ai turisti

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      Ci sono attualmente N° 2 commenti per questa notizia

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      Rosario Spinello ha scritto: 10-10-2004 12:21:57
      Elemento nodale: Bene.Culturale 

      La notizia è di quelle importanti. Di quelle che a solo sentirle ti fanno aprire il cuore. Il castello fruibile ai visitatori. Finalmente! dopo i restauri del 1984, allora voluti dalla Regione e sotto l'amministrazione del Sindaco Michele Figura. Quando, allora, vennero presentati il progetto e i suoi lavori: contenevano, anche, una idea di ampia massima su quello che doveva accogliere. Si parlava, allora, del Museo del Mare Mediterraneo e delle sue specie ittiche. Progetto che non è andato mai in porto. La riprova storica è questo annuncio del Dott Francesco Troiano, direttore del PIT 9: “Le procedure per fare la gara di appalto dei lavori di Restauro sono pronti”. L'amministrazione comunale ne trae vantaggio e giovamento di immagine di questa importante novità per Portopalo. La cittadina marinara, finalmente, potrà avere una importantissima struttura a base vera della fruizione dei Beni Culturali locali. Si perchè il tutto si gioca sulla possibilità reale di destinare questo immobile ad una precisa destinazione: che lo rendano vivo e attivo e polarizzatore di un interesse culturale ampio e vero di tutta l’area della terza punta della Sicilia. Per fare questo occorre innanzi tutto esplicitare un “progetto culturale” che coinvolga i soggetti e gli enti locali per governare la destinazione globale e finale del Bene Culturale. Cosa, che fino ad ora non risulta essere stata fatta. A mio avviso, una delle ipotesi meglio accreditate, potrebbe essere “l’idea” per la creazione di una “sezione” del “Museo archeologico Paolo Orsi di Siracusa. Che contenesse tutti i reperti terrestri e marini ritrovati nell'ambito del Pachino Promontorio. Nel tentativo reale di rendere fruibile il castello come elemento di attrazione turistica e motore e punto nodale della conoscenza e informazione storica di tutto il Promontorio... In assenza di un progetto si potranno fare tutti i restauri che si vogliono: ma visitare stanze di un castello senza nessuna destinazione, alla fine, sparsa la voce, potrebbe anche non valere la pena di arrivarci. Dunque è essenziale che oltre a questo aspetto progettuale a scala generale e bene che nello stesso tempo ne vengano curati altri. E primo fra tutti: la istituzione di un traghetto a servizio navale capace di trasportare almeno 50 persone. Ma l’ipotesi non scarta a priori l’idea di potere realizzare anche un “ponte” fisso di comunicazione. 

      Io, il castello, dopo avere guadato a nuoto l'istmo sabbioso a forma di semicerchio, o in barca, l'ho visitato in molte e diverse occasioni: con regolare permesso di transito ; in escursione organizzata con L'Ente Fauna Siciliana, con la guida delle sezioni dell'Ente Fauna di Portopalo e di Pachino. E' stata in questa occasione storica -se vogliamo- che Bruno Ragonese ha preso a cuore il problema della salvaguardia ambientale della Isola di Capo Passero e della istituzione della riserva. Dopo qualche tempo e con l'ausilio di geologi, storici, botanici è stato realizzato un volumetto che ne traccia i connotati geologici morfologici e ambientali e storici che confermano e documentano l'importanza biologica e ambientale e ne hanno veicolato le informazioni per potere insistere per la sua salvaguardia e restauro. Dopo avere raggiunto la costa dell'Isola nelle immediate vicinanze dei fabbricati della tonnara( marfaraggio) dove c'è una discreta balata, dove sono poggiate decine di ancore del pedale e delle camere della tonnara a a mare si diparte un sentiero in mezzo alle palme nane e alle piattaforme di calcare che ne formano la superficie. Percorsi pochi metri si arriva ad un basso pozzetto con abbeveratoio laterale in pietra semidistrutto. In terra disseminate varie pietre calcaree con le formme più variegate. Mentre gli spunzoni delle palme nane cingono come grossi vasi le radure. Salendo si incontra,quasi a metà strada, una struttura completamente diruta: ma visibile nell'impostazione della fondazione. Percorsi gli ultimi metri, prima di arrivare al castello, si trova una costruzione in muratura di un non meglio specificato periodo storico. Per salire nel castello bisogna arrivare alla scala in pietra arenaria,costruita quando il Castello doveva avere delle diverse funzioni e destinazioni e sicuramente libero dal pericolo di incursioni dei pirati di Dragut o di qualche suo luogotenete. La scala, dunque, è postuma al ponte elevatoio mobile che prima era la sola via di accesso a questa enorme struttura quadrata. Disposta sul lato est verso il mare aperto. Si sale sulla scala a forma di “L” rovesciata. La scala permette di raggiungere la porta di ingresso che si poggia su un alta parete che compone la base del castello e disposta a 60 gradi sulla verticale. Le due strutture, inferiore e superiore, sono divise da una mensola perimetrale arrotondata che ne suddivide e scandisce i due corpi grossi di fabbrica. Percorso un tratto archivoltato, sulla destra dipartono le anguste scale, si entra nella corticina del castello. Dove al centro si trova la bocca quadrata di una cisterna d’acqua interrata che era alimentata attraverso canali in cotto dalle rade acque piovane provenienti dall’ampia terrazza. Sulla corte si aprono le porticine dei vari ambienti. La scala arriva al piano superiore e si accede su un balcone che cinge l'intero perimetro della corte: disimpegnando le vari porte che danno su vari locali. La scala conduce, salendo di livello, fino alla terrazza del corpo quadrato del castello. Dove il lato nord-est è occupato dalle “superfetazione” –aggiuntiva e successiva- necessaria per aggregare e formare i locali del faro di posizione dell’isola. Gli altri lati sono liberi sui vari fronti. E una particolare e suggestiva visione della costa ti si apre di fronte se si guarda verso la spiaggia della punta del "collo". E nelle ore pomeridiane quando sull’isola domina il silenzio incantato del frignare lieve e delicato di cicale: una leggera brezza fa vibrare e scuotere le foglie crespe della palma nana e le lucertole festanti inseguono piccole farfalle che in volo radente svolazzano sotto i caldi raggi del sole di Luglio. Dove, dalla terrazza, in profondità sopra il caldo calcare, all’orizzonte, vedi fisicamente l’aria ribollire. Cordiali Saluti
      Spiros...
      9 ore fa · 
    • Rosario Spinello cosi, per sport...cordiali saluti
      9 ore fa · 
6 aprile 2011
Pachino promontorio La Sicilia Portopalo Porto,pareri da rivisitare

portopalo

Porto, pareri
da rivisitare

  • Martedì 05 Aprile 2011
  • Siracusa,
  • pagina 37

il porto di portopalo
PORTOPALO. La Soprintendenza di Siracusa ha inviato al responsabile della società incaricata della realizzazione del porto turistico portopalese, la comunicazione riguardante il ritiro del parere positivo in sede di conferenza di servizi per le infrastrutture portuali dove insistono realizzazioni di alberghi, centri commerciali e strutture ricettive con parcheggi. Una questione che si è già riverberata in modo negativo per «Marina di Archimede» e «Approdo Spero» di Siracusa. Il riferimento normativo è l'art.15 della legge regionale 78/1976 nella parte in cui prescrive che in tutte le zone omogenee (degli strumenti urbanistici generali comunali) ad eccezione delle zone A e B, le costruzioni debbono arretrarsi di metri 150 dalla battigia. Possono essere concesse deroghe a quanto previsto dalla lettera a del primo comma dell'articolo 15 della suddetta legge regionale limitatamente ad: opere pubbliche o dichiarate di preminente interesse pubblico, opere di urbanizzazione primaria e secondaria connesse ad impianti turistici e ricettivi esistenti e ad ammodernamenti strettamente necessari alla funzionalità degli stessi complessi. La nota in questione è stata inviata dalla Soprintendenza aretusea anche al comune di Portopalo affinchè si proceda nei modi di legge alla rivisitazione dei pareri in qualunque sede e con qualunque modalità espressi in ordine ai porti turistici in oggetto, limitatamente alle previsioni nell'ambito dei progetti stessi di nuovi impianti turistico ricettivi. L'iter registrerà un rallentamento almeno fino a inizio maggio «Stiamo verificando le conseguenze per l'iter del porto turistico di Portopalo dopo questa comunicazione, - afferma il sindaco di Portopalo - sottolineando che nel nostro caso non sono previste strutture ricettive ma solo opere collegate alla cantieristica. Quindi, dovremmo essere fuori da rischi di blocco». 
SERGIO TACCONE


05/04/2011
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