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3 febbraio 2011
Pachino promontorio dal sito i Sapori di Pachino Carmelo Giannone, scrittore
Carmelo GiannonePDFStampaE-mail

Carmelo Giannone è nato a Pachino nel 1952.
Vive a Ragusa dal 1996. Svolge la professione di informatore medico scientifico per la PROGE FARM s.r.l. di Novara. Dal 1976 al 1988 ha collaborato con l'emittente privata Radio Audizioni Sicilia Sud come speaker e giornalista. Dal 1989 al 1994 è stato corrispondente del quotidiano La Gazzetta del Sud e dal 1990 al 2000 ha ricoperto il ruolo di giornalista nella emittente privata TELE RAS.

 

Bibliografia

Latru ri tumazzu

Nell'incantevole scenario delle nostre spiagge, all'ombra della famosa residenza del famigerato commissario Montalbano si svolge, tra sollazzi e situazioni a dir poco incresciose, una trama mozzafiato con esito finale, come canonicamente avviene in un simile genere, im-pre-ve-di-bi-le. 

 

 

 

 


Ch'an Rak Khun - Ti amo

E' un romanzo che presenta una storia ambientata all'epoca dello Tsunami del 26 dicembre 2004 con riferimento all'isola Thailandese di Phuket.
Tra scenari di distruzione e disperazione il protagonista sente crescere in se un sentimento più forte e vero della vita e del valore dell'amicizia e della fratellanza fino al colpo di scena finale che tutto spiega e racchiude.

 

 


 
Ti prego, fammi coraggio

Viaggio nell'universo della terza età.
Quello che si fa per gli anziani non è mai sufficiente la semplice solidarietà è inadeguata, l'assistenza materiale ed il sostegno morale forse non bastano.

 

 

 


Nnautru ccì nnè !!

Storie vere, aneddoti, esperienze di un informatore medico-scientifico del farmaco.
......Con tratti essenziali e fluidi, ma realistici, ci mostra il lato più umano di quelle persone da noi medici chiamati collaboratori scientifici, volgarmente denominati commessi dai nostri bravi pazienti.....

 

 

 


BBummi su...nun ti scantari

Vicende e tradizioni popolari del mio paese di origine. 
Il libro si inquadra in quel processo di recupero e valorizzazione delle tradizioni popolari, che è stato messo in atto da poeti e scrittori locali, al fine di salvaguardare dalla furia devastatrice del tempo quelle ricchezze e risorse che fanno parte integrante della nostra cultura e della nostra civiltà.

 

 


 

Innocenti evasioni

Diario intimistico sull'amicizia.
"Gli amici della compagnia TDC ecco come eravamo etichettati da quanti amavano circondarsi della nostra compagnia. Amici. Ed è stato proprio questo sentimento, l'amicizia, a fare di noi un gruppo unico, straordinario ed irripetibile. Vivevamo gli uni per gli altri dividendo quello che la vita ci offriva in quel periodo."




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3 gennaio 2011
Pachino promontorio La Sicilia Ragusa Comiso L'aeroporto...In estate si vola...

l'aeroporto. Soltanto gli intoppi burocratici rallentano ancora la piena operatività della struttura

ll sindaco Alfano conta i decreti firmati e quelli mancanti, l'on. Di Giacomo allerta: «Necessaria chiarezza su tutto»

  • Domenica 02 Gennaio 2011
  • Ragusa,
  • pagina 34

Il 2011 sarà l'anno in cui sarà operativo l'aeroporto di Comiso. Forse. La speranza è che è la struttura aeroportuale possa partire già prima dell'estate, ma le ultime polemiche non lasciano presagire un futuro roseo. 
L'apertura di Comiso è legata ad una serie di decreti che il Governo nazionale dovrà emanare. Inoltre l'Enav ha 180 giorni di tempo (significa che se tutto sarà ok, se ne parlerà a luglio) per pianificare i vari interventi assieme alle forze dell'ordine e agli organismi interessati per la funzionalità dello scalo. Un percorso irto, adesso tratteggiato anche dalla recente sentenza del Tar che riguarda il numero dei componenti del consiglio di amministrazione della Soaco, la società che gestisce l'aeroporto casmeneo. 
Insomma, di tutto un po' per una struttura che è stata inaugurata pur se incompleta. Intanto il sindaco di Comiso, Giuseppe Alfano, chiarisce alcuni aspetti procedurali che porteranno, prima o poi, all'apertura dell'aeroporto. Alfano elenca le fasi burocratiche romane svolte e quelle in itinere. Il primo passaggio si è avuto con la firma del protocollo d'intesa stipulata il 31 agosto scorso. Il secondo passaggio, lo scorso 14 dicembre, ha visto la firma del "primo decreto interministeriale da parte dei Ministri La Russa, Matteoli e Tremonti, con il quale è stato cambiato lo status dell'aeroporto da militare a civile ed è stato trasferito il sedime aeroportuale al Comune di Comiso per il tramite della Regione Siciliana. In questo stesso decreto è previsto che i servizi di navigazione aerea a Comiso verranno svolti dall'Enav, secondo quanto verrà stabilito dallo specifico decreto interministeriale in corso di approvazione". 
C'è poi, ricorda il sindaco di Comiso, il terzo passaggio, ovvero la firma del secondo decreto. "Con questo secondo atto interministeriale verranno attribuiti i servizi di navigazione aerea, specificando quali operazioni dovranno essere supportate dalla base di Sigonella e la copertura dei relativi costi. Tale decreto è in corso di approvazione da parte dei tre ministri interessati. Poi c'è il quarto passaggio: la firma del decreto con il quale il ministro Matteoli autorizzerà l'apertura al traffico aereo e civile dell'aeroporto di Comiso". 
Una vicenda in cui, ha ricordato invece l'on. Pippo Digiacomo, occorre fare chiarezza perché una nota a lui inviata il 14 dicembre dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Gianni Letta, dice testualmente "caro on. Digiacomo, per Comiso, tutto a posto. Ok, i tre ministri hanno firmato il provvedimento". Ma a quale provvedimento Letta si riferisse, se cioè solo al passaggio del sedime o anche alle somme per i servizi di navigazione svolti dall'Enav, non è del tutto chiaro alla luce delle recenti dichiarazioni del presidente dell'Enac, Vito Riggio, che ha detto: "È tutto pronto, si attende di chiarire chi dovrà pagare i servizi, fino ad allora non potremo certificarlo. Se si superasse subito questo ostacolo qualcosa potrebbe cominciare a muoversi già dalla prossima estate". 
Il vero nocciolo della questione è il decreto per i servizi di navigazione. Alcuni rappresentanti istituzionali dicono che è già firmato anche da Tremonti, altri dicono l'esatto contrario. Di sicuro Tremonti ne ha parlato con il presidente della Regione, Lombardo, annunciando la firma. Ma tali decreti non sono ancora nelle mani della Regione. Lo conferma il presidente Lombardo che comunque si dice pronto, se necessario, ad investire nuove risorse economiche. 
M. B.


02/01/2011


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22 ottobre 2010
Pachino promontorio La Sicilia Ragusa Sr-Ragusa Gela Iter al traguardo

Viabilità

Completamento
Sr-Ragusa-Gela
«Iter al traguardo»

  • Venerdì 22 Ottobre 2010
  • Prima Ragusa,
  • pagina 35

Positive novità sul completamento dell'autostrada Siracusa-Ragusa-Gela. Le fornisce l'on. Roberto Ammatuna, deputato regionale del Pd: "In IV commissione all'Ars, della quale sono vice presidente, si sono succedute in passato diverse audizioni sullo stato dell'arte dei progetti per i lotti Rosolini-Modica e Modica-Scicli dell'autostrada Siracusa-Gela. Si trattava di progetti frammentati che sono stati unificati in un lotto unico e finanziati per un importo complessivo di 339 milioni di euro. Oggi sono stato informato dal commissario del Cas, Boringhieri, che è stata completata l'istruttoria nella sottocommissione del Ministero per l'Ambiente. Il progetto dovrebbe passare alla commissione per la valutazione per l'impatto ambientale, organo sempre del Ministero per l'Ambiente, il 29 ottobre prossimo. Dato che il progetto fa parte della legge obiettivo, il successivo decreto dovrà essere emanato dal Ministero per le Infrastrutture, presumibilmente entro 45 giorni, dopo di che sarà inviato all'Anas per l'approvazione definitiva e quindi per l'indizione della gara d'appalto. E' stato superato dunque un ostacolo, ma occorre seguire passo dopo passo l'iter e saremo sicuramente vigili". E sull'argomento interviene anche il vicepresidente del Consiglio provinciale, Sebastiano Failla: "Entro l'anno l'appalto dei lotti da Rosolini sino a Modica. Il via libera della commissione tecnica sblocca di fatto la spesa dei 300 milioni di euro già stanziati per la realizzazione del prolungamento autostradale. Siamo soddisfatti, vigileremo il futuro iter".
M. B

1 luglio 2010
Pachino promontorio La Sicilia Noto Svincolo di Noto e Sp 19 via alla bretella di collegamento

Svincolo Lido di Noto e Sp 19
via alla bretella di collegamento

  • Giovedì 01 Luglio 2010
  • Siracusa,
  • pagina 37

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il termine per la partecipazione alla gara, che si svolgerà il 13 settembre, per la realizzazione della bretella di collegamento tra lo svincolo autostradale del Lido di Noto e la Strada provinciale 19 per Pachino e Portopalo di Capo Passero. Il parlamentare regionale Vincenzo Vinciullo, che segue sin dall'inizio l'iter burocratico, parla di «un'altra pagina inerente la provincia di Siracusa che si conclude positivamente». A quasi un anno dal finanziamento concesso dall'Anas, il Consorzio autostrade siciliane ha potuto fissare il termine per la presentazione dei lavori. «È dal 2002 che seguo questa vicenda, - ha dichiarato il parlamentare del Pdl - dal momento in cui ci siamo resi conto che l'autostrada Siracusa-Gela, anziché essere stata fatta per servire la nostra provincia e i nostri comuni, la attraversava solamente, tant'è vero che, non solo i comuni della zona montana ma anche Pachino e Portopalo erano esclusi dalla possibilità di accedere diversamente all'autostrada. Allora ci ponemmo il problema del collegamento all'Autostrada di Pachino e Portopalo. La soluzione più immediata ci sembrò quella dello svincolo sulla Sp 19, all'altezza del punto comunemente conosciuto come salita di Maria. Insormontabili ostacoli di natura tecnica e di vincoli già esistenti, spinsero i tecnici a fornire un'altra soluzione: la realizzazione di una bretella di collegamento che, partendo dallo svincolo autostradale di Noto e correndo parallelamente all'Autostrada, si congiungesse poi con lo svincolo di San Paolo, appena prima del ponte sul fiume Tellaro». L'intervento così progettato fu giudicato più economico, meno invasivo e più funzionale alle esigenze dei comuni di Pachino e Portopalo. «Per questo l'ho sempre sostenuto, per dare risposte concrete alle esigenze del territorio. Oggi, - conclude Vinciullo - prendiamo atto con grande soddisfazione che questo lungo percorso, irto di difficoltà e di imboscate, è finalmente giunto alla conclusione e possiamo vedere la meta tanto sperata e desiderata». Soddisfazione è stata espressa dall'amministrazione comunale di Portopalo dal momento che la bretella viene considerata molto utile per le esigenze del territorio della zona sud. 
SERGIO TACCONE


01/07/2010


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1 luglio 2010
Pachino Promontorio La Sicilia Il Sindaco si autosospende dal Pdl

Il sindaco si autosospende dal Pdl

Paolo Bonaiuto chiede chiarezza sui rapporti fra la Provincia regionale e i Comuni della zona sud

  • Giovedì 01 Luglio 2010
  • Siracusa,
  • pagina 37

il sindaco paolo bonaiuto
Il sindaco si autosospende dal Pdl e lancia mire autonomiste nei confronti della provincia regionale di Siracusa per la mancata approvazione, da parte del consiglio provinciale aretuseo di due rotatorie di vitale importanza per la circolazione e l'incolumità pubblica.
«Pachino, -ha affermato il sindaco Paolo Bonaiuto- si autosospende dal partito e dalla maggioranza di centrodestra fino a quando non sarà fatta chiarezza sui rapporti tra la provincia regionale di Siracusa ed i comuni della zona sud ed in particolare di Pachino, vittima di un ente inutile e che finisce per costituire una zavorra per una delle città più produttive della zona sud della Sicilia».
Il primo cittadino è furibondo di fronte alla mancata approvazione, da parte del consiglio provinciale, delle due rotatorie sulla Pachino-Noto e sulla Pachino-Ispica, punti nevralgici non solo per la circolazione viaria ma anche per l'incolumità pubblica. «Se potessi, farei annettere subito il comune di Pachino nella provincia di Ragusa. Siracusa infatti si dimostra ancora una volta matrigna nei nostri confronti, ed invece di redistribuire risorse, vessa oltremodo i cittadini togliendo delle opere sacrosante per la città». Bonaiuto ha ringraziato poi il consigliere Iacono per l'interesse dimostrato proponendo gli emendamenti poi silurati in consiglio, ed il Pd, che «con grande senso di responsabilità ha votato favorevolmente all'emendamento che prevedeva l'istituzione delle rotatorie».
«Tutto ciò dimostra che aderire al piano turistico ibleo piuttosto che da quello siracusano, aveva un fondamento. Fino a quando la politica non farà chiarezza sui rapporti tra la provincia ed il comune di Pachino, noi resteremo sull'aventino». A dare manforte al consigliere provinciale Iacono è stato anche il deputato Mpa Pippo Gennusoche ha affermato: «In provincia usano due pesi e due misure. Ci si accanisce contro un territorio, quello della zona sud, da sempre trascurato. Ci troviamo di fronte a persone che votano contro gli interessi del territorio. Apprezzo gli sforzi di Iacono che si spende per il territorio. Chiederemo conto di quanto è stato fatto in consiglio provinciale». Ad intervenire è stata anche Giuseppina Ignaccolo che da consigliere provinciale e poi da assessore ha seguito l'iter della progettazione delle rotatorie oggi bocciate. «Le opere bocciate avevano priorità assoluta su tutto ,-ha affermato la Ignaccolo- tanto da poter beneficiare dei fondi Fas. L'amministrazione provinciale si impegni a trovare i fondi per realizzare le opere». 
Salvatore Marziano


01/07/2010


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1 luglio 2010
Pachino Promontorio La Sicilia Ma davvero la cacciata dei Goti migliorò in qualche misura la condizione della provincia siciliana

Ma davvero la cacciata dei Goti migliorò in qualche misura la condizione della provincia siciliana? Arrivarono gli imperatori Bisantini e non fu un bel vivere, al punto che, come scrive Privitera, la Sicilia «cangiò padroni, ma dovette ricordarsi dei Goti e sospirarne il mite governo

  • Giovedì 01 Luglio 2010
  • Siracusa,
  • pagina 32

Ma davvero la cacciata dei Goti migliorò in qualche misura la condizione della provincia siciliana? Arrivarono gli imperatori Bisantini e non fu un bel vivere, al punto che, come scrive Privitera, la Sicilia «cangiò padroni, ma dovette ricordarsi dei Goti e sospirarne il mite governo. Dipendente da una corte lontana, era caduta in servitù di principi la più parte infingardi o dissoluti e crudeli, o imbecilli, i quali, accerchiati da eunuchi e da cortigiane che li dominavano (ma allora il sesso corruttore dei politici non è una jattura esclusiva dei giorni nostri!), si assopivano in mezzo al bagliore di un fasto e di un lusso immoderatissimo e lasciavan neglette le province sotto il governo di prefetti nequitosi, intenti solamente a smungerle e a vessarle, lasciando che pur divenissero preda di barbari invasori».
Eppure non c'era da dolersi eccessivamente di questa situazione. Infatti, le altre province italiane, a partire dal nord, erano tormentate da sciagurati regimi, per cui in realtà la Sicilia poteva considerarsi la più tranquilla provincia dell'impero. E in essa era da salvare in qualche misura anche la condizione di Siracusa che conservava il suo ruolo preminente vantato da sempre nell'isola, oltre che le sue benemerenze per i commerci con i Greci.
In quest'epoca, anche se sono rimaste poche tracce storiche, la Chiesa fu nobilitata dalla fioritura di personaggi di spicco. E risale proprio a quei tempi, per iniziativa del clero, ma anche per pressione popolare, che l'antico tempio di Minerva venne trasformato in Duomo. Il tempio pagano convertito in chiesa cristiana fu nel settimo secolo riccamente ornato dal vescovo Zisimo il quale organizzò un rito solenne per consacrare il Duomo al Salvatore e alla Madonna.
Va pure ricordato che Siracusa ospitò Papa Vigilio, che dopo avere sofferto le prepotenze di Giustiniano, affetto da grave malattia, partì da Costantinopoli e arrivò in Siracusa dove fu amorevolmente curato, anche se senza esito in quanto il sant'uomo spirò il 10 gennaio del 555 tra la commozione e le lacrime dei fedeli siracusani, che gli tributarono solenni esequie. La salma fu poi trasferita a Roma. In sostanza, la Chiesa produsse a Siracusa un'epoca d'oro che le consentì di mantenere alto il livello di civiltà e dei valori sociali fondamentali. Inoltre, per volontà del sommo pontefice S. Gregorio il Grande, furono costruiti in Sicilia sei tra monasteri e abbazie, due dei quali a Siracusa, precisamente al sepolcro di Santa Lucia e a Tremilia (S. Pietro ad Bayas). In questi monasteri, definiti veri e propri seminari di sapienza e di disciplina, si insegnavano le arti vitali dell'epoca con particolare interesse per l'insegnamento, la coltivazione dei campi, lo studio della filosofia e delle lettere classiche, nonché l'arte del disegno, della pittura, della miniatura dei libri e dei sacri ornamenti dei templi.
Non c'è quindi da stupirsi che da simili attrezzati istituti siano usciti eccellenti studiosi e insigni prelati come san Zisimo, sant'Elia, san Clemente, san Roberto. Particolare rilievo assunse, fra gli altri, l'abate Teofane, il quale fu convocato da Papa Agatone ai concili di Roma e di Costantinopoli, dove sostenne con grande gagliardia oratoria la dottrina cattolica contro le eresie dei Monoteliti, che vennero spazzate e Macario, patriarca di Antiochia, che era stato il più tenace sostenitore dell'eresia, venne deposto e poi sostituito dallo stesso Teofane. Sempre dalle benemerite abazie siracusane sortirono figure eccelse come quelle di Trajano, che andò a occupare la sede vescovile di Malta, san Giuseppe Innografo, san Metodio divenuto patriarca di Costantinopoli, lo storico Teodosio e tantissimi altri che diedero lustro particolare all'ex metropoli siciliana. Inoltre, a Siracusa come nelle altre città dell'isola, sorsero i monasteri delle vergini claustrali dove si aveva cura dell'educazione morale e religiosa delle fanciulle. Significativo al riguardo il commento del nostro storico: «Così, mentre nelle nostre province, e più che altrove in Italia, le inondazioni barbariche, le guerre desolatrici, lo sperpero di ogni cosa gentile, avean fatto attutire gl'ingegni, abbandonare gli studi, e cessare da ogni opera bella di genio e di arte, qui tra noi la religione, gli onesti costumi, le scienze, le lettere, le arti, l'agricoltura, il traffico si tenevano in fiore massimo per questi benemeriti istituti».


01/07/2010


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27 giugno 2010
Pachino promontorio La Sicilia Allarme dei piccoli serricoltori "la resa è sempre più vicina"

agricoltura in crisi

Allarme dei piccoli serricoltori
«La resa è sempre più vicina»

  • Domenica 27 Giugno 2010
  • Siracusa,
  • pagina 47

L'associazione dei piccoli sericoltori Asser Pachino-Portopalo ha discusso nei giorni scorsi sull'andamento dell'annata agraria, delineando un quadro negativo, determinato essenzialmente dalla bassa remunerazione della produzione ortofrutticola, sullo stesso trend degli ultimi cinque anni, e dall'incapacità di programmare la produzione agricola sulla base delle richieste della grande distribuzione e dei mercati all'ingrosso.
«La piccola proprietà contadina a conduzione familiare incontra enormi difficoltà nell'affrontare la prossima campagna agraria - affermano - tutto ciò a causa del venir meno della liquidità necessaria e della forte esposizione debitoria nei confronti delle banche. Difficilmente Pachino e Portopalo riusciranno a garantire per il prossimo anno gli stessi volumi di produzione agricola poiché tante piccole imprese hanno chiuso i battenti e tanti agricoltori specializzati hanno preso la via del Nord nella speranza di un'alternativa lavorativa».
Nello stesso incontro si è posto l'accento sulla qualità, sull'aggregazione e sul dialogo tra tutti gli attori della filiera. «La qualità che si produce qui rappresenta l'unica arma per affrontare il calo dei prezz».
SER.TAC


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2 giugno 2010
Pachino Promontorio Bretella di NotoData: 15-01-2003 02:09:20
LaSicilia.it - *News : Petizione per spostare lo svincolo*
Data: 15-01-2003 02:09:20


*1896* - BASTA PETIZIONI SU IPOTESI DI RETROGUARDIA

L'idea di proporre
una soluzione ? legata alla "scarsa visione" GENERALE che hanno i progetti
presentati per la Bretella in questione. Calabernardo e "Cianata, ri
Maria".
Conosco i progetti, ma non voglio entrare in merito alle scelte
fatte fino ad ora. Conosco molto bene questo territorio e pertanto mi
permetto di proporre un punto di vista diverso di lettura del territorio.
Per individuare una migliore soluzione possibile: Se guardiamo da una
scala differente da quelle che comunemente consultiamo, ci accorgiamo
che l'orientamento prevalente del traffico delle merci e delle persone
che storicamente ? stata sempre orientata a Nord,(Siracusa Catania
Messina)con la costruzione della autostrada,si rafforzeranno
notevolmente i rapporti anche con il ragusano ed il triangolo
caratterizzato da pregio agricolo tra i piu' quotati non solo di europa
,ma di tutto il bacino del mediterraneo si definir? compiutamente nel
suo assetto urbanistico generale. (AREA pACHINO PROMONTORIO)
L'autostrada consentir? alle macchine
di andare a 150 km all'ora. E' dunque le distanze si accorceranno
notevolmente. Ed allora prima di decidere guardiamo bene le carte.
Ma a
scala sub-regionale!!!!!.
ANALISI
1)Aeroporti : Catania urge una
alternativa che ? stata individuata giustamente in Comiso.
2)Si avverte
che l'apertura al ragusano e alla sua cultura porta verso uno sviluppo
di qualit? maggiore.
3)La marginalit? a confine delle due realt?
provinciali di fatto svalorizzano l'assetto del Promontorio.
4)Manca una
struttura di compensazione progettuale a scala intercomunale ed
interprovinciale.
5) Le comunicazioni con Malta sono prevalentemente con
Pozzallo.

SINTESI Da queste considerazioni si evince che l'assetto
strutturale del Promontorio risulterebbe meglio servito se l'asse di
penetrazione, a servizio a Pachino e Portopalo di C.P., fosse
individuato nello svincolo di Rosolini; potenziando la bretella fino a
San Lorenzo, con gli svincoli di raccordo con Pachino e Portopalo di
C.P. PROGETTO
1)L'asse di penetrazione proveniente da Rosolini avrebbe
il pregio di disporsi sulla baricentrica di tutta l'area del
Promontorio;
2)Le bretelle esistenti (Pachino-Noto)sulla costiera ionica
(Pachino-Pozzallo)su quella mediterranea sarebbero a servizio del
traffico locale e turistico;
3)Il territorio, in generale, sarebbe
servito meglio nel suo complesso a livello veicolare e pedonale anche in
considerazione delle antiche strade storiche del Pachino Promontorio.
4)Si avrebbe ,in questo modo, una apertura maggiore con tutto il
territorio interessato a Parchi e Riserve Naturali di cui ancora non si
? capita la enorme importanza: Vendicari a Est e longarini Cuba a Ovest.
5) Le zone residenziali a mare, di cui si auspica un recupero
urgente,sarebbero servite piu' razionalmente;
5) L'area assumerebbe un
assetto piu'conforme agli orientamenti piu' naturali dell'evoluzione
territoriale e urbanistica generale del Promontorio di Pachino.
6)
Nell'area interna al Promontorio, in futuro, potr? essere costruito un
Aeroporto, di cui nel passato abbiamo gi? parlato.(vedi sito).
7) Questa
area risulter? baricentrica rispetto a l'area vasta che ? individuata da
ben 7 Comuni.SR-RG Consorzio Aeroporto piu' le due Provincie. Questa
proposta ? fatta solo per dare un contributo e al fine di un utile e
democratico confronto.

Vi ringrazio per l'attenzione e Saluto TUTTI.
Sar? costruito un sito su questo argomento!!!!! Cordiali Saluti Rosario
Spinello Architetto Firenze
16 maggio 2010
Pachino Promontorio La Sicilia Avola gli agricoltori vogliono stare dentro al Parco degli iblei..intelligenti...

«Vogliamo stare dentro il Parco»

Petizione degli agricoltori della zona sud appoggiati dai Verdi, ma il sindaco ribatte: «È tutto deciso»

  • Domenica 16 Maggio 2010
  • Siracusa,
  • pagina 38

Corrado martorana
Una raccolta di firme per fare inserire i propri terreni ricadano nel Parco nazionale degli Iblei. L'hanno presentata al sindaco Tonino Barbagallo, alcuni imprenditori agricoli della zona sud di Avola.
A farsi portavoce delle loro esigenze è un rappresentante del direttivo provinciale dei Verdi, Corrado Martorana: «È inconcepibile - rimprovera - includere all'interno dell'istituendo parco quelle sole aree già riconosciute ufficialmente come riserve naturali protette, come nel caso di Cavagrande del Cassibile».
Controbatte il sindaco Barbagallo: «Il progetto di delimitazione e la relativa zonizzazione deve ancora essere redatto. Certo è che, a rientrare nella perimetrazione saranno solo le zone agricole altamente produttive del centro-nord di Avola».
Barbagallo ritiene che gli imprenditori delle contrade Bochini, Fiumarella, Palmieri e Piano della Pace che hanno aderito alla raccolta di firme vadano esclusi a priori. Eppure Martorana puntualizza che le zone in questione siano aree di produzione di mandorle, olio di oliva, miele e due aziende vinicole. Non solo: «In questa zona vi sono anche due alberi plurisecolari censiti. Un olivo e un corbezzolo» spiega l'ambientalista.
Tutti requisiti, questi, che hanno spinto i Verdi ad allearsi con i produttori agricoli della zona sud della città e far sentire la loro voce. E, perché no, usando anche toni parecchio provocatori: «A prevalere sulle decisioni dell'amministrazione comunale è la lobby dei cacciatori» afferma Marorana.
Essendo consapevoli del fatto che il valore immobiliare dei manufatti e dei terreni ricadenti all'interno dei parchi già istituiti è cresciuto in maniera considerevole e che i prodotti agricoli che si fregiano del marchio di un parco assistono a un aumentono delle vendite pari al 15-20%, gli imprenditori agricoli chiedono solo «di avere una possibilità di rilancio».
Emanuela Tralongo


16/05/2010
15 maggio 2010
Pachino promontorio Marzamemi Vasche dell'acquario e serata a Marzamemi nel 1999

31 marzo 2010
Pachino Promontorio Dash francamente Ulisses messaggio fuori dal coro...l'ennesimo gruppo su Facebook che invoca sveglia...la veglia al morto che non resusciterà mai
ma cosa vuoi svegliare....hahahahahahahhaha mancu che bummi..è inutile..la inconsistenza si palesa come ostie in sagrestia...che anche se ingoiate non riescono a darvi un briciolo di pace e collaborazione interiore..paese di protagonisti e belli come il sole che spunta ogni mattina e il suo improcastinalibe tramonto...se le stesse persone che dovrebbero svegliarsi condizionano dall'interno il fare quotidiano mi spiegate da cosa e da dove volete partire per cambiare.?..prendi qualcuno che si è scordato chi è stato ed ora si presenta come il nuovo...ma per cortesia... la verità è che siete  tutti, dico tutti ammalati di protagonismo e la voglia di essere sempre e comunque i  capi di questi cabasisi vi condiziona nella vostra palese e fredda esistenza...se non collaborate e se non avete la cultura della collaborazione Pachino cosi è e cosi resterà nei secoli a venire..sia lodato
12 marzo 2010
Pachino Promontorio La Repubblica Palermo se la violenza rompe gli argini Pippo Russo
Se la violenza rompe gli argini del conflitto (Articolo Repubblica-Palermo)
Cari amici, ecco l'articolo che oggi è stato pubblicato da Repubblica-Palermo. Buona lettura.

Forse generalizziamo. E condizionati dall’emotività dell’immediato rischiamo di trarre conclusioni affrettate da fatti siciliani recenti. Eppure l’impressione che ne traiamo merita d’essere esternata, a costo d’incappare in un errore di valutazione e prospettiva. E tale impressione è quella di vivere nell’Isola un tempo improvvisamente incarognito, crudo per regressione dentro i gironi d’una violenza ferina. L’orrenda morte dell’avvocato Enzo Fragalà costituisce l’episodio più eclatante. Ma altri, seppur non tragici, sono avvenuti lasciando il segno. L’aggressione subita da Salvatore Maugeri, il sindaco di Mascalucia, a opera di un concittadino che ha visto non soddisfatta la richiesta di un posto di lavoro per un parente; e l’assalto a un bus dell’Amat a opera di un gruppo di ragazzi intenzionati a dare una lezione a due controllori. Episodi scaturiti in modo diversi (il primo a esprimere una violenza da frustrazione lungamente covata, il secondo segnato da un’esplosione incontrollata d’odio verso figure di pubblici ufficiali). Di sicuro, due circostanze di più facile lettura rispetto a quella di cui è stato vittima Fragalà; la cui interpretazione si era indirizzata dapprima verso la sfera delle questioni personali e professionali, per poi puntare verso gli ambiti della malavita.
Ma al di là della diversità degli accadimenti e della distinta soluzione che a essi sarà possibile dare in termini di repressione del reato, rimane come sfondo comune l’impressione di un mutamento di segno della violenza come codice espressivo nelle cose siciliane. Come se il clima culturale che presiede alla quotidianità minuta avesse segnato un improvviso scarto verso le maniere sanguinarie, trasformate in metodo corrente per risolvere le controversie. E come se l’idea stessa di conflitto sociale fosse diventata un filtro troppo debole per canalizzare l’animosità latente, naturalmente secreta da relazioni sociali che nascono con un segno opposto rispetto a quello del consenso. Il timore sottostante è che stia cedendo una grammatica del conflitto sociale, per effetto di un clima sociale corrosivo mai così prossimo a un’esplosione. Ché, come insegna il pensiero sociologico, il conflitto è già consenso, perché cristallizza l’idea che esso si conduca fra parti strutturate e intenzionate a confrontarsi alla ricerca di uno sbocco, seguendo il metodo di contrapposizione più o meno formalizzato che esse sanno darsi. E alla fine l’esito potrà accontentare tutte le parti in questione o scontentarne alcune a beneficio di altre, ma sarà comunque accettato come l’unico che potesse maturare nelle condizioni date. E invece i fatti citati aprono uno squarcio su uno scenario allarmante, fatto di soluzioni perentorie e cruente a liti che non fanno nemmeno in tempo a diventare conflitto e procedono dritto verso la soluzione immediata. Senza che venga accettato uno sbocco diverso dalla realizzazione dell’interesse egoistico.
Anche i ruoli rivestiti dalle vittime degli episodi sono indicativi del mutato clima culturale. Un avvocato con ampio pedigree politico, un sindaco, due pubblici ufficiali. I primi due rappresentano un’élite di particolare estrazione, in una terra nella quale la struttura del potere sociale non si è mai emancipata dalla matrice notabilare. I terzi incarnano, in qualche misura, l’autorità: normalmente, in Sicilia, oggetto di diffidenza e persino di dileggio laddove possibile, ma comunque qualcosa da tenere a distanza. Laddove la distanza significa anche reciproca preservazione e dunque mutua rassicurazione. L’attacco fisico cruento (e in un caso fatale) a figure di questo genere assume dunque un significato che va oltre i casi personali e le specificità che li hanno portati a maturazione. Ciò che emerge è la cancellazione di una barriera tra forme del potere esercitato (e percepito) in una società notabilare e reazione da esse alimentate. Come se d’un tratto si fosse smarrito il senso che alcune figure siano intoccabili. Quella del professionista che nell’esercizio del proprio ruolo può anche determinare un esito non gradito al committente (ciò che rientra nel ventaglio delle possibilità quando vengono maneggiate controversie dall’incerta conclusione); quella dell’esponente politico locale che gestisce il consenso attraverso il rapporto diretto, credendo che i tempi attuali consentano ancora un esercizio del genere; e quello dei pubblici ufficiali che applicano il loro compito e credono di potere ancora essere percepiti soltanto come “sbirri”, e dunque di potersi avvalere del costume diffuso per cui l’agire dello “sbirro” viene accettato “obtorto collo” come l’ennesima manifestazione di un’autorità ostile, quella dello stato. Tutto ciò pare messo pericolosamente in mora, mentre la Sicilia dei problemi eterni pare scoprire all’improvviso che l’Eternità non le basta più. E’ verso, forse stiamo soltanto dipingendo un quadro impressionistico, cadendo nell’errore di ingigantire nell’attualità cose che in altri tempi sono ugualmente accadute e erano soltanto state accolte da enfasi minore. Siamo i primi a augurarci che le cose stiano davvero così.
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