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15 maggio 2013
Pachino Promontorio Repertorio feudalità siciliana zona prom 1282-139

Repertorio della feudalità siciliana (1282-1390)

BARUNI (Maroni in ms Bcp e ms Bsp): Barberi, I,107; Barberi,MC, 675 (VN).
Feudo in territorio di Noto, presso i feudi Burgio e Maccari.
Feud.: Bongiovanni Migliotta (ante 1335) > Violante Migliotta + Tommaso
Capichi > Marino Capichi (1375) > Pandolfina Capichi + Bartolomeo Altavilla >
Bartolomeo Altavilla (1393).
BILLUDIA: Barberi, I, 150 (VN). Feudo in territorio di Noto, confinante da una
parte coi feudi Chadedi, Buchalchemi, Sacculino, e dall’altra con i feudi Bufala e
Rachalchechita.
Feud.: Baldassare De Baldo (1335) > Muchio Castellar > Manfredi Alagona
(1363) > Balduccio de Baldo (1392) > Gallardet Monteclup (1392).
BIMENA: (VN). Casale e feudo, in territorio di Noto.
Feud.: Gualtiero Charaviti > Rolando Unda (1288) > Baronessa Unda + Giovannuccio
di San Silvestro (1295) > Soprano di San Silvestro (1334) > Martina
moglie di Soprano > Martina + Facio Anglora (1343) > Martina Truxellis (ante
1373) > Curia > Federico di Orlando di Aragona (1373).
BIMISCA (Bimmisca, Bimiska): Barberi, I, 150 (VN). Feudo, in territorio di
Noto, confinante con il feudo Chadedi.
Feud.: Baronessa Unda + Giovannuccio di San Silvestro (1295) > Soprano di
San Silvestro (1334) > Martina moglie di Soprano > Martina + Facio Anglora
(1343) > Eximen de Lerda (1347) > Martina Truxellis (ante 1373) > Federico di
Orlando Aragona (1373) > Manfredi Alagona (1375).
BINUINO (Binnino in ms Bsp; Binvino): Barberi, I, 128 (VN). Feudo in territorio
di Noto.
Feud.: Corrado Aspello > eredi di Corrado Aspello (1335) > Ermanno Aspello >
Alferio Colomba (1366) > Pietro Capoblanco > Giacomo Aricio (1393).
BINURRATO: (VN). Casale e feudo, in territorio di Noto.
Feud.: Baronessa Unda + Giovannuccio di San Silvestro (1295) > Soprano di
San Silvestro (1334) > Martina moglie di Soprano > Martina + Facio Anglora
(1343) > Martina Truxellis (ante 1373) > Curia > Federico di Orlando di Aragona
(1373).
BISCARI:
BUCHALCHEMI (Bulchachemi) (VN). Feudo presso Marina di Noto, nell’attuale
territorio di Noto.
Feud.: Manfredi Alagona (1375).
BUCHALEF (in ms Bcp; Bucales in ms Bsp, Buhalesi, Ciccalef (1408:
Muscia, 1692, 98): Barberi, I, 266 (VN). Feudo.
Feud.: Ruggero Jaconia (1335) > … > Nucio de Ricca + Artale Pompeio > Rainaldo
de Ricca + Giovanni Nicola de Pompeio (1453).
BUMUSCURU (Bumustuto in ms Bcp, Bumusuni in ms Bsp; Bombiscuro,
Bommurmusino in ms Bcp; Bomburmusino in ms Bsp): Barberi, I, 149 (VN).
Feudo in territorio di Noto. Il feudo Bumuscuru, assieme ai feudi Molisino ed
Alfano, era posseduto nel 1335 per due terze parti dagli eredi di Sancio Dena e per
un terzo dagli eredi di Luca Falixi: tale proporzione, non essendo esplicitamente
indicata nella D. F., si ricava dal reddito in essa segnato.
Feud.: a) Sancio Dena > eredi di Sancio Dena (1335); b) 1/3 Luca Falixi > Giacoma
Falixi + Arnaldo De Biocta > Franca Falixi + Nicolò Cappello (1333) > eredi
di Luca Falixi (1335) > feudo intero: Rainaldo Cappello > Franca Cappello + Nitto
Aricio (1392) > Raimondo Aricio.
BURGIO (in ms Bcp e ms Bsp; Burgitello): Barberi, I, 128, 470 (VN). Casale
e feudo, allora in territorio di Noto, oggi nel territorio del comune di Portopalo.
Feud.: Manfredi Lancia (1293) > Nicola Lancia (1335) > … > Pietro Capoblanco
(ante 1393) > Giovanni Paternione (1393).
CAPO PASSERO: Barberi, I, 128, 132 (VN). Feudo, ora nel comune Porto Palo di
Capo Passero.
Feud.: Guglielmo Aragona (1337) > Giovanni Aragona (1338) > Federico Aragona
(1348).

LONGARINO: (VN). Feudo, ora contrada Pantano nel territorio di Ispica.
Feud.: Nicola Lancia (1335) > … > Mainitto Sortino (1408: Muscia, 1692, 99).
LONGI: Barberi, MC, 714-718 (VD). Casale, attuale comune di Longi.
Feud.: Aidone de Parma (c. 1250) > Curia > Isolda de Parma + Bernardino de
Enrico (Bernard de la Grange) (1276) > Riccardo di Santa Sofia (dopo 1282) > Riccardo
Loria (1291) > Blasco Lancia (1335) > Blaschello Lancia (1345-57) > Nicola
Lancia (c. 1374) > Valore Lancia > Blasco Lancia (1404)
MACCARI (Li Maccari): Barberi, I, 150, 154 (VN). Casale, in territorio di Noto,
confinante a nord col feudo Buscalchemi, a est col mare, a sud con feudo S. Lorenzo
Vilibiscari, e ad ovest con i feudi Vinosa e Chadedi.
Feud.: Giacoma … + Giovanni de Ferula (ante 1292) > Giacoma Ferula (1292)
> Baronessa Unda + Giovannuccio di San Silvestro (1295) > Soprano di San Silvestro
(1334) > Martina moglie di Soprano > Martina + Facio Anglora (1343) > Martina
Truxellis > Manfredi Alagona (1373) > Curia > Federico Aragona (1373).
NOTO: (VN). Terra, oggi comune di Noto. Dell’antico territorio di Noto facevano
parte il feudo Scibini, ora facente parte del territorio dell’attuale comune di
Pachino, e i feudi Maucini e Burgio, ora facenti parte del territorio dell’attuale
comune di Portopalo di Capopassero.
Feud.: Ugolino Callaro (ante 1296) > Regina Eleonora > Guglielmo Aragona
(1337) > Giovanni Aragona (1338) > Federico Aragona (1348).
PANTANO (La Salina, Pantanum Ruvecti?): Barberi, I, 157 (VN). Feudo in
territorio del comune di Noto.
Feud.: eredi di Accardo Barba (1335).
RACALCHICHIRA (Carchichira; Racharchitira in ms Bcp; Rachalcitira in
ms Bsp): Barberi, I, 450 (VN). Feudo nel territorio di Noto.
Feud.: Pietro Monachella (1335-45) > Giovanni Landolina (ante 1358) > Vassallo
Landolina > Giovanni e Muchio Landolina (1408).
ROVETTO (Rivetto o Ruvettu, Roetto): Barberi, I, 150, 155. Feudo in territorio
di Noto.
Feud.: Martina Truxellis > Manfredi Alagona (1373) > Federico Aragona (1373)
> Manfredo Aragona > Mainitto Sortino (1408: Muscia, 1692, 96).
RACALCHICHIRA (Carchichira; Racharchitira in ms Bcp; Rachalcitira in
ms Bsp): Barberi, I, 450 (VN). Feudo nel territorio di Noto.
Feud.: Pietro Monachella (1335-45) > Giovanni Landolina (ante 1358) > Vassallo
Landolina > Giovanni e Muchio Landolina (1408).

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10 marzo 2013
la Sicilia la foto inquadra aree che non sono di riserva...hahahahah

Pantani, Legambiente esulta Sentenza del Tar.

«Con l'istituzione della riserva scelte le ragioni della natura»

  • Venerdì 08 Marzo 2013
  • Siracusa,
  • pagina 35

la riserva pantani
Legambiente Sicilia plaude alle sentenze del Tar di Catania sull'istituzione della riserva Pantani della Sicilia Sud Orientale.
«Si tratta di una grande giornata nella quale sono prevalse le ragioni della Natura rispetto agli interessi settoriali -ha dichiarato Angelo Dimarca, responsabile regionale conservazione natura di Legambiente Sicilia. E' così salva un'area di interesse internazionale per la presenza di specie di uccelli rare e minacciate, come dimostrato dai provvedimenti di tutela dell'Unione Europea e dagli autorevoli studi dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale del Ministero dell'Ambiente. Ma vi è di più: le articolate e motivate sentenze del Tar Catania rappresentano una svolta nel consolidamento delle azioni a tutela delle aree naturali protette, perché sono state smontate una per una argomentazioni, da noi ritenute strumentali e suggestive, finalizzate esclusivamente a rendere prive di vincoli aree di grandissimo interesse naturalistico».
Per quanto riguarda la parte di rinvio alla Corte Costituzionale sul rapporto tra legge regionale e legge nazionale circa le modalità di consultazione dei comuni, cosa che potrebbe rimettere in discussione non solo la riserva Pantani della Sicilia sud Orientale ma anche altre aree protette il responsabile di Legambiente ha affermato: «Bene ha fatto il Tar a porre il problema, senza peraltro intaccare i vincoli ed il funzionamento della riserva. Se la Corte dovesse propendere per la prevalenza della legge quadro dello Stato rispetto a quella regionale, ciò varrà anche per i profili di maggiore rigore previsti dalla normativa nazionale rispetto a quella regionale».
Sa. Mar.


08/03/2013

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7 dicembre 2010
Pachino promontorio La Sicilia Siracusa Gela Dopo la Procura della Repubblica

Siracusa-Gela. Dopo la Procura della Repubblica ecco le prime reazioni. Parla l'on. Vinciullo «A 18, adesso si cambi rotta»

  • Lunedì 06 Dicembre 2010
  • Prima Siracusa,
  • pagina 43

l´on. enzo vinciullo
«Non si ripetano più danni all'autostrada Siracusa-Gela: se si seguono le prescrizioni dei consulenti della Procura della Repubblica, il percorso non dovrà più presentare queste problematiche».
Lo afferma senza mezzi termini il vicepresidente della Commissione Affari istituzionali dell'Assemblea regionale, Enzo Vinciullo.
La cronistoria della A18 Siracusa Gela è lunga e piena, anch'essa, di avvallamenti e improvvisi crolli.
Nel quadro d'insieme, probabilmente, non ha giovato neppure il continuo cambio ai vertici del Consorzio autostrade siciliane che ha creato non poca confusione, soprattutto nella fase operativa. Adesso i clamorosi sviluppi del sequestro preventivo di azioni, da parte della Procura della Repubblica aretusea, alla Baldassini-Tognozzi, che nel frattempo starebbe producendo, come dichiarato da un suo amministratore indagato, i relativi atti di studio per la difesa. In mezzo, restano gli utenti, costretti a insidiosi sobbalzi.
«Il Consorzio autostrade siciliane aveva, a suo tempo avvertito la necessità di eseguire dei lavori per il completamento dell'autostrada e per il tappetino di usura, consentendo un perfetto esercizio del percorso, ancora con la segnaletica di cantiere - premette Vinciullo, che poi sottolinea - Ricordo che quando vennero aperti i lotti in questione, ciò fu fatto per esigenze di sicurezza e perché gli assessori alla Protezione civile dei vari comuni motivarono l'apertura spinti da esigenze sociali del territorio: si era pressati dalla gente. Fu un fatto estremamente significativo per la nostra provincia».
«I lavori che furono portati a termine - prosegue ancora l'on. Vinciullo - non tennero in considerazione delle conclusioni cui è giunta adesso la Procura della Repubblica. Se essa ha anche quantificato il danno subito, è chiaro che nella esecuzione di tali lavori occorre avere la certezza che le parti «ammalorate», non ripropongano le stesse difficoltà in futuro: si sostituiscano integralmente le sezioni sotto accusa».
«Sono personalmente convinto - conclude Enzo Vinciullo - che il Cas, a suo tempo, avrà operato in questo senso. Ma facciamo attenzione: il Cas aveva già operato su perizie e su proposte da parte di consulenti che avevano collaudato l'opera. Adesso è stato messo in discussione anche quel collaudo, quindi invito il Consorzio autostrade siciliane, nella esecuzione di questi lavori, ad attenersi scrupolosamente alle prescrizioni della Procura, scongiurando che ulteriori costi ricadano sulla collettività».
Roberto Rubino


06/12/2010

 

8 novembre 2010
Pachino Promontorio La Sicilia Rosolini sulla bonifica di Bommiscuro

sulla bonifica di Bommiscuro»

  • Domenica 07 Novembre 2010
  • Siracusa,
  • pagina 46

il sindaco savarino
Polemica tra Provincia regionale e Comune sulla bonifica della discarica di Bommiscuro. Il sindaco Savarino aveva indirizzato una nota al presidente Nicola Bono per sollecitarlo a emanare un'ordinanza nei confronti del responsabile della potenziale contaminazione ambientale (la ditta Sbi) affinché esegua gli interventi in tempi celeri.
La nota non è stata per nulla gradita dagli assessori provinciali Enzo Reale e Silvio Di Pietro, i quali hanno asserito che l'ente di via Malta ha già avviato tutti gli adempimenti necessari per giungere alla bonifica della discarica di Bommiscuro, accusando Savarino di «far finta di non conoscere la procedura» e di «attribuire inesistenti carenze alla Provincia».
«È veramente desolante la risposta degli assessori Di Pietro e Reale - replica il primo cittadino rosolinese - che dimostrano di non aver bene compreso né il tenore né le richieste della mia lettera inviata al presidente Bono (peraltro elogiato per il lavoro svolto proprio nell'ambito della tutela ambientale). Parlano di una conferenza dei servizi svoltasi a Palermo nel gennaio del 2009, ma fanno finta di non sapere che il Comune di Noto, sotto la cui giurisdizione ricade la discarica, a seguito del sopralluogo effettuato il 12 ottobre, ha espressamente chiesto alla Provincia di emanare l'ordinanza prevista dal 2° comma dell'articolo 244 del decreto legislativo 152/2006. Con la mia lettera ho voluto conoscere a che punto si era, a distanza di 20 giorni, con riferimento proprio a quella ordinanza che è preliminare a qualsiasi intervento, anche sostitutivo, di messa in sicurezza della discarica. Di fronte al problema Bommiscuro - prosegue il sindaco- che rappresenta un capitolo nero nella storia della nostra città e di molti rosolinesi, l'atteggiamento della Provincia dovrebbe essere di assoluta collaborazione e non invece occasione di inutile contrasto politico, a che serve? Da parte mia andrò avanti, senza allentare l'attenzione, fino a quando non si giungerà alla bonifica di quella discarica. E in questa battaglia, lo sappiano gli assessori Reale e Di Pietro, la città è unita».
Ce.Gal.


07/11/2010
30 luglio 2010
Pachino promontorio La Sicilia Rosolini L'associazione dei commercianti si confronta sul nuovo centro

L'associazione dei commercianti
si confronta sul nuovo Centro

  • Venerdì 30 Luglio 2010
  • Siracusa,
  • pagina 38

incontro fra commercianti e amministrazione
Continua a far discutere il progetto di apertura di un nuovo centro commerciale a Rosolini. L'associazione dei commercianti chiede un incontro con il comitato per l'occupazione, per poter confrontare le reciproche posizioni riguardo il progetto del nuovo centro. La richiesta arriva in seguito alla sollecitazione del comitato all'amministrazione comunale, per realizzare il parco commerciale «La Carrua». «La delegazione tiene a precisare - dice uno dei rappresentanti - che i commercianti non oppongono un no secco al nuovo centro commerciale. Riteniamo però che si debbano valutare i pro e i contro che una tale attività comporterebbe per la cittadinanza». 
In un precedente incontro, a cui hanno partecipato la delegazione dei commercianti, la presidente del consiglio comunale Patrizia Calvo e i capigruppo di alcuni partiti quali Giuseppe Incatasciato per l'Mpa, Franco Arangio per il Pdl e Corrado Vaccaro per Insieme per Servire, è stata decisa la realizzazione, a partire da settembre, di uno studio dell'impatto economico sul territorio; questo prenderà in considerazione il progetto in tutti i suoi aspetti, per capire quali conseguenze potrebbe comportare un centro commerciale nella nostra città e in tutto il territorio circostante.
Secondo la delegazione «è necessario valutare le conseguenze a medio e lungo termine; se si pensa solo ai risultati immediati è normale immaginare una grandissima affluenza di persone a Rosolini, richiamate dall'apertura del nuovo centro commerciale. Si deve invece pensare a lungo termine: si può parlare di vantaggi solo nel momento in cui si creano nuovi posti di lavoro senza provocare la chiusura delle piccole aziende locali e si investono i guadagni nel nostro stesso territorio».
Secondo il comitato dei commercianti la nostra zona può ricevere vantaggi dall'apertura del centro commerciale, ma perché ciò avvenga si deve impiegare la forza lavoro locale; inoltre, i guadagni devono essere reinvestiti nel territorio, altrimenti diventa solo sfruttamento delle nostre risorse. 
Santina Giannone
30 luglio 2010
Pachino Promontorio Noto "Restauri eseguiti male" l'analisi di Alberto Brasca

«Restauri eseguiti male»

L'analisi negativa dell'ex sindaco Alberto Frasca, cultore della «netinità»

  • Venerdì 30 Luglio 2010
  • Siracusa,
  • pagina 37

Alberto Frasca ex sindaco, politico e cultore della Netinità, ideatore di un «Simposio» nel quale ...
Sindaco solo pochi mesi, negli anni fra il 1977 ed il '78 , ma rimasto celebre per la dinamicità e la forza delle sue idee, chiare ed innovative, nella ricerca di un'inversione di tendenza in una Noto decadente ed abbandonata ad un fatale declino. Parliamo di Alberto Frasca, politico e cultore della «Netinità», ideatore di un «Simposio» nel quale riuscì a fare intervenire ed a fare interessare della città barocca, i più rinomati luminari della cultura mondiale. Frasca ha seguito nel corso degli anni, in silenzio ma con trepidazione, le varie fasi dei restauri e delle ricostruzioni. Ma ora, alla luce di alcune conclusioni di opere, non riesce a frenare la sua rabbia. «Basta dare uno sguardo in giro e si resta esterrefatti nel vedere che su tutti gli edifici, dopo pochissime settimane dalla fine dei lavori di restauro, appaiono enormi macchie di umidità, estesi rigonfiamenti degli intonaci e poi le immancabili screpolature. Tale inaccettabile situazione si riscontra puntualmente sia negli edifici pubblici sia in quelli privati, sia nei palazzi e nelle chiese monumentali che nelle meno appariscenti abitazioni private. Questo fatto fa capire che non si tratta di disattenzione e di inefficienza nei controlli durante l'esecuzione dei lavori da imputare alle pubbliche istituzioni, perché è impensabile attribuire ai privati analoghi comportamenti con l'assurda conseguenza di auto danneggiarsi. Tutto si riduce dunque ai materiali usati ed alle modalità di lavoro».
Certamente la scelta dei materiali e dei metodi di ricostruzione sarebbe difficile se si dovesse inventare qualcosa di sana pianta nuova. «Ma se siamo in presenza di antichi edifici - evidenzia l'ex sindaco - che hanno conservato perfettamente per oltre due secoli gli intonaci iniziali, non sarebbe stato meglio non mettere mano, piuttosto che subire una simile beffa?». E' pensiero abbastanza diffuso fra i tecnici locali che una ricerca chimica più approfondita dei materiali con cui gli antichi artigiani lavoravano, avrebbe potuto aiutare ad individuare cosa servirebbe ora per i restauri, evitando di fare ricorso a materiali nuovi che si dimostrano assolutamente inadatti. «Parlare di turismo e non preoccuparsi poi di offrire l'aspetto migliore di se stessa costituirebbe la più inaccettabile contraddizione. Vantare Noto come centro di cultura e poi non cercare di trovare nelle antiche radici culturali, proprio le ragioni più credibili per tale vanto, e non lasciare spazio alle dicerie che ci definiscono "pallosi", sarebbe ancora un'altra contraddizione. Ripensando alle conclusioni del famoso "simposio" del '77, occorre far cenno alle esortazioni di Cesare Brandi sul prendere coscienza dei valori di questa Città, ed all'invito di Corrado Sofia ad essere gli umili ma coscienti artefici della sua rinascita». 
Roberto Nastasi


30/07/2010
2 giugno 2010
Pachino Promontorio Bretella di NotoData: 15-01-2003 02:09:20
LaSicilia.it - *News : Petizione per spostare lo svincolo*
Data: 15-01-2003 02:09:20


*1896* - BASTA PETIZIONI SU IPOTESI DI RETROGUARDIA

L'idea di proporre
una soluzione ? legata alla "scarsa visione" GENERALE che hanno i progetti
presentati per la Bretella in questione. Calabernardo e "Cianata, ri
Maria".
Conosco i progetti, ma non voglio entrare in merito alle scelte
fatte fino ad ora. Conosco molto bene questo territorio e pertanto mi
permetto di proporre un punto di vista diverso di lettura del territorio.
Per individuare una migliore soluzione possibile: Se guardiamo da una
scala differente da quelle che comunemente consultiamo, ci accorgiamo
che l'orientamento prevalente del traffico delle merci e delle persone
che storicamente ? stata sempre orientata a Nord,(Siracusa Catania
Messina)con la costruzione della autostrada,si rafforzeranno
notevolmente i rapporti anche con il ragusano ed il triangolo
caratterizzato da pregio agricolo tra i piu' quotati non solo di europa
,ma di tutto il bacino del mediterraneo si definir? compiutamente nel
suo assetto urbanistico generale. (AREA pACHINO PROMONTORIO)
L'autostrada consentir? alle macchine
di andare a 150 km all'ora. E' dunque le distanze si accorceranno
notevolmente. Ed allora prima di decidere guardiamo bene le carte.
Ma a
scala sub-regionale!!!!!.
ANALISI
1)Aeroporti : Catania urge una
alternativa che ? stata individuata giustamente in Comiso.
2)Si avverte
che l'apertura al ragusano e alla sua cultura porta verso uno sviluppo
di qualit? maggiore.
3)La marginalit? a confine delle due realt?
provinciali di fatto svalorizzano l'assetto del Promontorio.
4)Manca una
struttura di compensazione progettuale a scala intercomunale ed
interprovinciale.
5) Le comunicazioni con Malta sono prevalentemente con
Pozzallo.

SINTESI Da queste considerazioni si evince che l'assetto
strutturale del Promontorio risulterebbe meglio servito se l'asse di
penetrazione, a servizio a Pachino e Portopalo di C.P., fosse
individuato nello svincolo di Rosolini; potenziando la bretella fino a
San Lorenzo, con gli svincoli di raccordo con Pachino e Portopalo di
C.P. PROGETTO
1)L'asse di penetrazione proveniente da Rosolini avrebbe
il pregio di disporsi sulla baricentrica di tutta l'area del
Promontorio;
2)Le bretelle esistenti (Pachino-Noto)sulla costiera ionica
(Pachino-Pozzallo)su quella mediterranea sarebbero a servizio del
traffico locale e turistico;
3)Il territorio, in generale, sarebbe
servito meglio nel suo complesso a livello veicolare e pedonale anche in
considerazione delle antiche strade storiche del Pachino Promontorio.
4)Si avrebbe ,in questo modo, una apertura maggiore con tutto il
territorio interessato a Parchi e Riserve Naturali di cui ancora non si
? capita la enorme importanza: Vendicari a Est e longarini Cuba a Ovest.
5) Le zone residenziali a mare, di cui si auspica un recupero
urgente,sarebbero servite piu' razionalmente;
5) L'area assumerebbe un
assetto piu'conforme agli orientamenti piu' naturali dell'evoluzione
territoriale e urbanistica generale del Promontorio di Pachino.
6)
Nell'area interna al Promontorio, in futuro, potr? essere costruito un
Aeroporto, di cui nel passato abbiamo gi? parlato.(vedi sito).
7) Questa
area risulter? baricentrica rispetto a l'area vasta che ? individuata da
ben 7 Comuni.SR-RG Consorzio Aeroporto piu' le due Provincie. Questa
proposta ? fatta solo per dare un contributo e al fine di un utile e
democratico confronto.

Vi ringrazio per l'attenzione e Saluto TUTTI.
Sar? costruito un sito su questo argomento!!!!! Cordiali Saluti Rosario
Spinello Architetto Firenze
2 giugno 2010
Pachino Promontorio da Pachino globale il mio primo commento Data: 14-01-2003 01:26:34
LaSicilia.it - *News : Avvio super del ?Teatro Giovane?*

Data: 14-01-2003 01:26:34


*1897* - Teatro Giovane per dire.Ha almeno 30 anni. Si puo' dire che da
sempre, il mio carissimo amico, Sebastiano Cimino ? stato ed ? IL
TEATRO. Mi ricordo ancora oggi, con emozione, quando preparavamo le
quinte per le prime commedie.(1972-73)Era straordinario il modo ed il
tempo delle battute delle canzonature simpatica di una compagnia di cui
per un breve periodo mi sono sentito parte integrate. Mi dava l'emozione
di essere stato davvero una comparsa in mezzo a persone come
Sebastiano,Zino, ecc, ch? esprimevano nella gestualit? nella mimica e
nell'azione teatrale dei veri attori. Sebastiano l'ho ? sempre stato. Si
? consacrato nella definizione piu' vasta colui che ha reso
materialmente possibile la formazione del teatro Piccolo di Pachino.
Tutto, secondo me, nasce e si sviluppa, anche dalla grande apertura
mentale culturale di Padre Paolino dei Canossiani di Pachino.Un grande
Padre per Pachino,un vero educatore. Ora a sentire questa notizia mi
sono detto!! A che meraviglia Sebastiano e Peppe Drago sono impegnati in
questa stagione di Teatro a Pachino. Poi ho pensato? La stessa sala di
un tempo!???????!!!!.Pare di si!!!!! Pachino, a parte San Corrado, non
ha adeguate attrezzature teatrali. Insomma un Teatro a Pachino ci
vorrebbe. Sarebbe una opera di enorme importanza culturale. Chissa se ci
sara' a Pachino qualcuno che vorr? farsi carico della richiesta per
sollecitare o quantomeno a fare presente il problema. Ed eventualmente
in che tempi si possa definire tale attrezzatura. Per quanto riguarda
Peppe Drago ? da considerare il massimo conoscitore della storia
Ufficiale della citt? di Pachino. Lo dimostra il suo bellissimo libro, e
male ha fatto il webmaster del Comune di Pachino a non adottare quanto
scritto sulla fondazione di Pachino.Invece di inserirne un'altro che
tratta della storia di Pachino vista da Noto. Io credo che, quella di
Giuseppe, sia l'opera piu' idonea a rappresentare e presentare
ufficilmente la citt? di Pachino al mondo attraverso internet. Speriamo
che anche su questo si prenda atto della realt? che circonda coloro che
materialmente stanno pensando alla progettazione e realizzazione del
sito. Comunque l'impressione ? quella di un Comune che non ha una sua
politica identificabile e di apertura verso tutto il territorio
culturale ed economico. E' questo ? fattore determinante. Diamo un
giudizio di incoraggiamento a fare di piu', al Comune di Comune di
Pachino e preghiamo il Sindaco di farsi carico della risoluzione del
problema. Nei giusti termini di reciproco cordiale rapporto e stima
anche per il Sindaco che non puo' avere la bacchetta magica per
risolvere tutte le annose questioni che ci sono a Pachino. Cordiali
Saluti Rosario Spinello Firenze
25 febbraio 2010
Pachino Promontorio Pachino promontorio raitre a sud di Tunisi anno 94 parte 2
10 febbraio 2010
Pachino Promontorio La Città di Apolline Porto Ulisse Ispica Pachino Prof. Bellisario

Città di Apolline.

E-mailStampaPDF
Porto Ulisse e Punta Castellazzo (Ragusa) Il lavoro del Prof. Bellisario, insigne studioso della città di Ispica (prov. Ragusa), è una miniera di notizie storiche ed archeologiche sulla parte della fascia costiera ispicese (sud orientale) che ha presentato e presenta ancora giacimenti archeologici di grandissima importanza. Questa parte della Sicilia Sud Orientale, compresa tra il promontorio di Pachino e Punta Castellazzo, fu sempre ambita dai vari popoli che, dai tempi immemorabili, si sono insediati in questi luoghi ameni.
 
Le fonti storiche, che qui testimoniano presenze di gente in ogni epoca, sono moltissime e tutte concordano nell’ammettere l’esistenza fin dai tempi più remoti di un funzionale ed attivo scalo marittimo (Porto Ulisse), di una città antichissima lungo il perimetro portuale (Apolline), e di una grande fortezza eretta sul promontorio di (Castellazzo), a difesa dell’entroterra e del porto. 
 
Subito dopo la grande spiaggia di Santa Maria del Focallo, oltrepassati gli scogli di Punta Cirica e gli stupendi faraglioni poco distanti, s’incontra una lingua di terra che si proietta sul mare verso Mezzogiorno e delimita la parte occidentale della baia di Porto Ulisse. E’ Punta Castellazzo. 
 
Anticamente la sua estensione doveva essere molto superiore all’attuale, sia in lunghezza che in larghezza. Probabilmente si allungava sul mare 300-350 metri ed era larga quasi 120 metri. Oggi, secondo la mappa catastale, misura circa 250 metri di lunghezza ed 80 di larghezza massima.  
 
Durante la dominazione romana qui esistette un’importantissima “statio”, cioè un luogo di sosta e un “refugium”, un approdo per le navi, come attesta l’Itinerarium Antonimi. Nel periodo medioevale qui fu costruito un imponente castello, probabilmente su una preesistente costruzione. Dopo i Romani, molti altri popoli hanno posseduto questo posto ambito: i Vandali, i Goti, gli Arabi, i Normanni, gli Spagnoli, i Francesi, che in tempi storici diversi si stabilirono in questa penisoletta, la quale ad un tempo assicurava protezione e rifugio. 

Sicuramente qui, dunque, sorse una città di origini antichissime. Molto importante e strategicamente ben ubicata, atteso che si trovava a gestire uno dei più grandi porti della Sicilia Sud-Orientale, appunto Porto Ulisse, e su una delle rotte più battute dell’antichità per i commerci tra la Grecia, Malta ed i paesi dell’Oriente e dell’Africa. Ma qual'era questa città “famosa e bella” di cui parla Fazello? Qual’era il suo nome? Tutti gli studiosi sono concordi nell’identificare tale città con “Apolline”. 
 
Porto Ulisse, chiamato da Cicerone Odysseae Portus.  Una zona altamente commerciale, visto che quì confluivano tutti i prodotti dell’entroterra, vino, pellami, carne, frumento, ecc., che venivano caricati sulle navi per essere venduti a Roma o in Oriente. Una città ricca protesa verso i mercati africani, italici ed orientali. La Sicilia centro meridionale, infatti, tra il II ed il IV secolo d.C., fu prescelta dai Romani come terra di delizie e di sfruttamento terriero
 
A questo si deve aggiungere che sicuramente l’antica Spaccaforno (l’insediamento di Cava d’Ispica), distante dal Porto Ulisse e da Apolline meno di dieci chilometri, già al tempo della venuta dei Greci, e durante la dominazione romana, era certamente molto abitata, come attestano i resti degli insediamenti rupestri tuttora esistenti, per cui c’è da pensare ad un intenso traffico commerciale tra gli abitanti dell’interno verso la cittadina costiera il cui porto rimase attivo fino ai primi dell’Ottocento.
  
Le prime comunità che si insediarono a Punta Castellazzo e usarono Il porto erano sicuramente dedite alla pesca, ma prevalentemente praticavano un intenso commercio con i popoli dell’entroterra e quelli di tutto il Mediterraneo. E infatti fu attivo lo scambio di merce pregiata proveniente dai mercati orientali e africani, come stoffe, armi, profumi, manufatti di ceramica, che veniva barattata con le materie prime, come cuoi, pellame, frumento, vino, olio, ecc…, prodotti di cui era ricca la Sicilia. 
 
I Greci, successivamente, oltre che a dedicarsi ai commerci, praticarono con perizia non solo la pesca d’altura dei tonni e dei pesci spada, ma anche l’arte della conservazione del pesce che esportavano in tutto il Mediterraneo. In tutta la Sicilia c’erano industrie artigianali per la salatura del pescato già dal tempo dei Fenici. E sicuramente a Pachino e Marzamemi esistette fin dai  più remoti tempi una costruzione per la conservazione del pesce. A Portopalo, dove esiste un’antica tonnara di proprietà Belmonte che viene ancora attivata periodicamente, anche se i tonni sembrano scomparsi da alcuni decenni, è tutt’oggi viva la tradizione marinara della conservazione artigianale del pesce.
 
Successivamente, nel periodo romano, ebbe grande successo un preparato a base di pesce, il Garum, alla cui preparazione e commercializzazione sicuramente la popolazione di Apolline si dedicò attivamente, come facevano le comunità marinare di Marzamemi, Pachino e Portopaleo, oltre che di tutto il bacino del Mediterraneo. Il Garum ebbe una fondamentale importanza economica nell’antichità perché considerato una prelibatezza molto ricercata ma costosa. Era una specie di salsa ottenuta facendo macerare col sale in apposite vasche intestini di sgombri o di tonni, a volta mescolati con altri piccoli pesci. Nel periodo romano veniva usato come salsa da condimento, talvolta miscelato con vino, olio, aceto, acqua.  
 
Tutto il preparato veniva fatto ammollare nella salamoia per almeno due mesi al calore del sole, quindi veniva filtrato, ottenendo una parte pregiata e il “liquamen” di minor pregio. Questi contenitori, di forma rotonda e quadrata, ancora oggi possono ammirarsi, ma sono mal conservati in mezzo a sterpaglie che rischiano di far perdere questi antichissimi reperti. 
 
 
 
 
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Incontro al Ministero dell'Ambiente per l'istituzione in Sicilia di 4 Parchi Nazionali

Nasce il Parco degli Iblei nel Sud Est, a Roma posto
il primo mattone. Ad aprile la definizione delle aree

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di Gaetano Guzzardo   
Mercoledì 27 Gennaio 2010 - 01:00

Roma – Saranno definite entro il prossimo 30 aprile le aree interessate all’istituzione del Parco degli Iblei, che si svilupperà in tre province, Siracusa, Catania, Ragusa, quel Sud Est siciliano su cui, negli ultimi anni, si è incentrato l’interesse della politica locale e delle imprese che hanno scommesso per quest’area, uno sviluppo sostenibile legato al suo straordinario territorio. Questa la decisione assunta nella serata di ieri al Ministero dell’Ambiente, nell’incontro alla quale hanno partecipato, tra gli altri, il ministro Stefania Prestigiacomo, l'assessore ai Beni Culturali della Regione Siciliana, Gaetano Armao, i sindaci e dei presidenti di Provincia di Siracusa, Ragusa e Catania, e i colleghi delle altre città e province interessate all’istituzione dei nuovi 4 Parchi nazionali: Pantelleria, Egadi, isole Eolie, e Iblei.

Per gli altri tre Parchi, la data per la definizione delle ipotesi di perimetrazione, contrariamente a quello degli Iblei, è stata invece stabilita per il 31 marzo prossimo. In particolare per il parco di Pantelleria si è registrato il pieno consenso del territorio per l'istituzione del parco e dell'area marina protetta. Per quanto riguarda il parco delle Egadi tutti i soggetti intervenuti, compreso il sindaco di Favignana, hanno manifestato l'intesa e la necessità di dare immediata attuazione alla legge istitutiva del parco. Per le Eolie è stato inoltre sottolineato che l'ente parco sarà anche l'ente gestore del sito Unesco.

Storia diversa per il Parco degli Iblei, per cui è stato ribadito che la definizione della perimetrazione e tutte le procedure relative al costituendo parco avverranno in modo concordato dalle istituzioni locali e nazionali, "e che quindi non hanno valore le ipotesi di perimetrazione, prodotte da una associazione che non ha alcun collegamento con il ministero dell'Ambiente e che sono circolate recentemente sul territorio", ha spiegato il ministero in una nota. Sulla nascita e l’istituzione del Parco, hanno lavorato in questi anni, mettendo insieme gli enti, le realtà produttive e il territorio interessato, l’Ente Fauna Siciliana, e le altre associazioni ambientaliste siracusane, così come quelle ragusane e catanesi, disegnando un progetto di grande valore ambientale, culturale ed economico. La concertazione con gli enti e le realtà territoriali, anche quelle che da sempre hanno espresso parere favorevole, come il comune di Noto e l’Unione dei Comuni “Valle degli Iblei”, che però oggi non erano invitate all’incontro romano, non parte  quindi da zero. Un percorso è già stato tracciato così come le sensibilità.

 "E stato avviato un percorso positivo - ha commentato il ministro Prestigiacomo - che si basa sulla interlocuzione forte tra il ministero dell'ambiente e le istituzioni locali in vista della creazione dei 4 Parchi nazionali siciliani. Ritengo che questo metodo sia essenziale per giungere a scelte condivise e capaci di coniugare le istanze del territorio con le complessive esigenze di tutela del patrimonio ambientale nazionale. Quanto infine al costituendo parco degli Iblei credo che si siano finalmente poste le basi per una ipotesi credibile di parco dopo le molte e spesso confuse proposte che si sono susseguite nell'ultimo periodo – ha aggiunto -. E' interesse di tutti che la Sicilia arricchisca il proprio patrimonio di aree protette con progetti seri scientificamente inattaccabili e in clima di coesione fra tutte le istituzioni. Su questa strada proseguiremo con il massimo impegno".
E le condivisioni alla nascita del parco degli Iblei, non sono mancate da parte dei parlamentari siracusani, come Fabio Granata, ex assessore regionale ai Beni Culturali e al Turismo, che sul parco ha creduto da sempre. "Esprimo pieno sostegno alla immediata istituzione del Parco degli Iblei – ha detto l’esponente politico siracusano - individuandolo quale strumento straordinario per lo sviluppo sostenibile del Sudest siciliano". Una piena e convinta adesione al progetto, ed un invito alle istituzioni affinchè avviino ogni utile procedura per arrivare al più presto alla conclusione dell'iter amministrativo, al fine di dotare il territorio di questo strumento di tutela e salvaguardia.
Sono certo che tale attività positiva – ha concluso Granata - provocherà il plauso incondizionato del mondo della cultura e dell'impresa dei territori interessati, per una realizzazione memorabile ed innovativa”.

Insomma, si scrive una nuova pagina di sviluppo sostenibile nel territorio del Sud Est, una certezza di salvaguardia e promozione del territorio, una speranza per i tanti giovani che qui, nella loro terra, vorranno spendersi.

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