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5 novembre 2010
Pachino Promontorio Progetto KM Cubo nel Mare Mediterraneo Portopalo di C.P.




dal Guestbook di pachinoglobale

Il giorno 15-11-2008"Domenico Cambareri" scrisse:

EmailSu segnalazione di mio fratello, il dr. Giuseppe Cambareri, vi invio l'unito articolo sul futuro laboratorio spaziale sottomarino al largo di Capo Pachino. Cordiali saluti. Domenico Cambareri

L’ Europa della Libertà Per aspera ad astra Inserisci una parola e primi INVIO!

Al largo di Pachino, nelle profondità del Mediterraneo sorgerà un osservatorio internazionale per lo studio dei neutrini cosmici Posted Novembre 2nd, 2008 by Domenico Cambareri Domenico Cambareri Coinvolti l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e il MIUR, l’Unione Europea con il Foro Strategico per la Ricerca e l’Innovazione, l’Unione Internazionale dei Fisici Puri ed Applicati”. Il governo italiano deve svolgere un ruolo primario nella realizzazione del progetto sin da adesso: la ricerca ricade nelle scelte strategiche prioritarie Durante una recente conversazione con Marcello Lattuada dell’Istituto di Fisica Nucleare di Catania e responsabile dei laboratori di fisica nucleare dell’Italia meridionale, ho appreso che un progetto su cui avevo sentito parlare molto tempo addietro è stato completato dai suoi colleghi. Esso prevede di realizzare un particolare sistema di rilevazione delle particelle solari da dispiegare al largo di uno dei punti più incantevoli dei mari siciliani, la punta sudorientale della provincia di Siracusa, l’antico Capo Pachino (nei cui pressi oggi sorge l’omonima città di Pachino) e la cui propaggine estrema è conosciuta anche come Portopalo di Capo Passero. Punto geografico che con l’isoletta delle Correnti segna l’incontro del Mar Jonio e del Mediterraneo centrale, il “canale di Sicilia”, geograficamente collocato più a sud di Tunisi, ricchissimo di mitologia, storia, aree protette e turismo, di fronte a cui si specchiano l’arcipelago maltese, a meno di cinquanta miglia, e ad oriente, oltre la linea dell’orizzonte, la penisola greca. Pachino ha anche costituto per anni un centro d’interesse per gli astronomi per la trasparenza del cielo nel dì e nella notte e per l’alta quantità di giornate di piena irradiazione solare nell’arco dell’anno. Il mare scende rapidamente in direzione sud-est sino a toccare le maggiori profondità di tutto il Mediterraneo, in direzione di Creta e dell’Egitto. Questa grande depressione sottomarina costituisce la “fossa” di Messina, ed è a queste profondità che dovrà essere realizzato il nuovo centro di ricerca, il nome del cui progetto è “Nemo”. Con questo nuovo centro di ricerche fisiche, si intende battere un’ulteriore strada nello studio delle particelle, differente dagli studi che vengono condotti al Gran Sasso per rilevare l’interazione tra i raggi cosmici primari ad alta energia e l’atmosfera terrestre, e quindi gli sciami estensivi di particelle; oppure quelli che studiano i neutrini, prodotti soprattutto dal sole e dalle supernove, la loro natura il loro comportamento nell’attraversamento di grandi strati di copertura rocciosa, la ricerca della materia oscura e le implicazioni nucleari ed astrofisiche. Riprendiamo direttamente quanto scrivono gli scienziati nella “Scheda sintetica” di presentazione: “Il progetto NEMO prevede la realizzazione di un osservatorio sottomarino multidisciplinare per la rivelazione di neutrini cosmici di alta energia provenienti dalle sorgenti extragalattiche. Il progetto consiste in una rete di sensori ottici da installare ad elevate profondità marine (circa 3500 metri), che instrumenta un volume di circa 1 km3 di acqua. Il sistema sarà collegato mediante un cavo elettro ottico sottomarino alla stazione di terra per l’acquisizione dei dati rilevati e la gestione della potenza elettrica necessaria per il funzionamento. Un “telescopio” di questo tipo permetterà di rivelare per la prima volta neutrini provenienti dallo spazio. I neutrini sono la sonda più penetrante esistente in natura in quanto interagiscono poco con il mezzo attraversato e pertanto permetteranno di ottenere informazioni sull’Universo più distante, aprendo una finestra di osservazione su fenomeni fino ad ora inesplorati. A livello internazionale lo IUPAP (International Union for Pure and Applied Physics) ha raccomandato la realizzazione al mondo di due osservatori di questo tipo, uno nell’emisfero meridionale e l’altro nell’emisfero boreale da collocare nel Mare Mediterraneo. Gli USA hanno inserito la realizzazione di un telescopio per neutrini astrofisici di alta energ ia nella loro “Road Map to the Future” avviandone la costruzione nell’Antartide. L’ESFRI – European Strategic Forum for Research and Innovation dell’UE ha inserito il telescopio km3 tra i dieci progetti strategici per il 7° Programma Quadro (2007-2013). Infatti nell’ambito del 7° P. Q. è stato recentemente approvato e finanziato un progetto di ricerca internazionale che rappresenta la Fase Preparatoria che precede immediatamente la realizzazione dell’osservatorio, con leadership attribuita alla parte italiana e segnatamente ai Laboratori Nazionali del Sud dell’INFN – Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.” La ricerca dunque si indirizza a livello mondiale anche nello studio di osservatori sottomarini. Il grado di importanza e di sofisticazione del progetto risalterà evidente agli occhi di tutti, anche di noi non esperti in queste discipline. Preferisco lasciar parlare il documento dei fisici che, nella sua scarna precisione, chiarifica senza equivoci ruolo, portata, finalità e sviluppi del progetto “Nemo”, che, se realizzato, confermerà ancora una volta il ruolo svolto a livello internazionale dai fisici italiani, quale è anche il caso del Cern di Ginevra, dove lo staff multinazionale degli scienziati e dei tecnici vede una consistente fetta, non inferiore al 19%, rappresentata dagli italiani. Ecco dunque cosa scrivono: “ Il MIUR, l’INFN e la Comunità Europea hanno finanziato nelle fasi precedenti una parte (diversi milioni di Euro a tutt’oggi) del progetto, in relazione alla fase di studio di fattibilità, di costruzione di prototipi di rivelatori e di ricerca del sito più adatto del Mar Mediterraneo, per la collocazione dell’Osservatorio. Occorre infatti che il luogo in cui verrà installato questo strumento (lo chiamiamo così, ma si tratta in realtà di un insieme di alcune migliaia di rivelatori che verranno collocati in un volume di mare di circa 1 Km3) abbia particolari caratteristiche morfologiche, sismiche, di trasparenza dell’acqua, di alta profondità, di bassa attività biologica, ecc.. In questa fase è stato anche attrezzato un sito di test al largo del porto di Catania, a circa 2000 metri di profondità, dove sono stati installati dei rivelatori di prova e si sono sperimentate le condizioni di lavoro a tali profondità. Il sito è stato utilizzato inoltre per depositare sul fondo del mare una stazione sismica dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), che ha approfittato dell’occasione per estendere la propria rete nazionale di rilevazioni sismiche, dimostrando che la stazione sottomarina riveste un grande interesse anche per attività interdisciplinari, oltre che per la ricerca fondamentale La ricerca del sito definitivo di installazione dell’Osservatorio è stata ed è tuttora condotta anche con la collaborazione di numerosi gruppi europei, cioè francesi, tedeschi, greci, olandesi ecc. ed ha portato alla caratterizzazione di alcune porzioni di mare al largo della costa francese, della costa greca e di quella italiana. I dati acquisiti in tali indagini hanno permesso di concludere che una regione marina al largo di Capo Passero (80-100 Km dalla costa) risulta essere quella ottimale per la collocazione dell’Osservatorio. Sulla base di questi risultati l’INFN ha attribuito ai LNS , Laboratori Nazionali del Sud, un finanziamento di circa 7 milioni di Euro con il quale è stato acquisito un edificio nel porto di Portopalo, attualmente in fase di ristrutturazione come laboratorio di terra dell’Osservatorio ed è stato acquistato e deposto sul fondo del mare il cavo sottomarino elettro-ottico lungo circa 100 Km che assicura il collegamento tra l’Osservatorio e ed il laboratorio, per una somma complessiva. Il cavo rappresenta un elemento cruciale del progetto in quanto ha il compito di portare l’alimentazione elettrica da terra ai rivelatori e di trasferire i segnali dai rivelatori a terra, correndo sul fondo del mare. L’INFN ha inoltre attivato il progetto NEMO, coordinato dai Laboratori Nazionali del Sud, per l’individuazione ed il monitoraggio del sito e per lo sviluppo delle tecnologie necessarie alla rea lizzazione del telescopio. Oltre all’osservatorio per neutrini di alta energia, il progetto NEMO prevede l’integrazione di diversi altri osservatori mirati allo studio di svariati aspetti del sistema marino. In particolare sono previste le seguenti stazioni scientifiche per: ? Monitoraggio sismico ed ambientale. L’INFN e l’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) hanno stipulato un accordo di programma per lo sviluppo di programmi comuni nell’ambito delle applicazioni sottomarine, con particolare riferimento al monitoraggio sismico ad elevate profondità. Nell’ambito di questo accordo è stata depositata sul fondo del mare e connessa con l’infrastruttura sottomarina realizzata dall’INFN al largo delle coste di Catania la stazione SN-1, la prima stazione abissale europea per il monitoraggio sismico on-line. Attività analoghe saranno realizzate nel sito del km3 per il monitoraggio sismico e per la prevenzione/allerta nel caso di eventi potenzialmente catastrofici (tsunami ed altri eventi naturali estremi). Queste avranno una grande importanza dal punto di vista della sicurezza per tutta l’area della Sicilia orientale, ed in genere per le regioni che si affacciano nel bacino del Mediterraneo Orientale; ? Monitoraggio oceanografico; ? Bioacustica e biologia marina, controllo dell’inquinamento ambientale e costiero. Attività in fase di svolgimento: - L’INFN ha avviato da anni una attività di R&S e di sperimentazione per la realizzazione del laboratorio sottomarino NEMO. Le attività condotte attualmente sono: • Realizzazione di prototipi dei principali componenti dell’osservatorio km3 da testare in ambienti marini ad elevate profondità (test site al largo di Catania) • Realizzazione delle infrastrutture principali presso il sito di Capo Passero, candidato dall’INFN per l’installazione del laboratorio.” Spetta ormai alle autorità degli organismi nazionali e internazionali preposte, scientifiche e politiche, passare alla ratifica definitiva del progetto e alla fase realizzativa. Così come in altri importantissimi e qualificatissimi progetti di rilievo internazionale e dalle molteplici ricadute, speriamo che il governo italiano in particolare si faccia promotore e attore sollecito e primario nei fori coinvolti. E nell’attivare le procedure dei finanziamenti, anche con anticipazioni speciali a copertura degli stanziamenti promossi dalle istituzioni internazionali. Siattende una definiva decisione della Regione Sicilia. Ci permettiamo di dire, non solo come impropri “cronisti”, che il governo regionale farebbe bene a partecipare attivamente al finanziamento di un così importante progetto, subito, fino quasi a sgomitare per diventare pure importante “sponsor” dello stesso . Ed affiancare il governo centrale, già parte comprimaria a livello interno e internazionale nella realizzazione del “Nemo” del XXI secolo. Tags: "nemo" del xxi secolo, 7° programma quadro, ambiente, antartide, attività sismica, bioacustica, biologia marina, cambareri, campo imperatore, capo pachino, catania, catastrofi, cern, domenico cambaeri, fisica delle particelle, fisica pura ed applicata, fisici italiani, fossa abissale di messina, geofisica, governo italiano, gran sasso, infn, inquinamento, inquinamento ambientale costiero, inquinamento ambientale marino, istituto nazionale di fisica nucleare, istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, iupap, laboratori di fisica nucleare dell'italia meridionale, laboratori nazionali del sud, laboratorio multidiscipinare marino esteso in un km3 di acqua, laboratorio sttomarino nemo, lattuada, marcello lattuada, mediterraneo orientale, miur, monitoraggio idrografico, monitoraggio oceanografico, monitoraggio sismico, monitoraggio sismico ad alte profondità, neutrini, neutrini di origine extragalattiche, oceanogafia, osservatorio in acque con bassa attività biologica, osservatorio sottomarino, pachino, particelle solari, porto di catania, porto di portopalo di capo passero, portopalo di capo passero, prima stazione abissale per il monitoraggio sismico on-line, progetto nemo, protezione civile, r&s, raggi cosm ici, regione sicilia, ricerca pura ed applicata, road map of the future, sensori ottici nelle profondità marine, sicilia, sicurezza, spazio profondo, stazione sn-1, telescopio sottomarino, tsunami, uefsr, unione eurpea, università di catania, usa, vulcanologia


Domemico Cambareri

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2 giugno 2010
Pachino Promontorio Bretella di NotoData: 15-01-2003 02:09:20
LaSicilia.it - *News : Petizione per spostare lo svincolo*
Data: 15-01-2003 02:09:20


*1896* - BASTA PETIZIONI SU IPOTESI DI RETROGUARDIA

L'idea di proporre
una soluzione ? legata alla "scarsa visione" GENERALE che hanno i progetti
presentati per la Bretella in questione. Calabernardo e "Cianata, ri
Maria".
Conosco i progetti, ma non voglio entrare in merito alle scelte
fatte fino ad ora. Conosco molto bene questo territorio e pertanto mi
permetto di proporre un punto di vista diverso di lettura del territorio.
Per individuare una migliore soluzione possibile: Se guardiamo da una
scala differente da quelle che comunemente consultiamo, ci accorgiamo
che l'orientamento prevalente del traffico delle merci e delle persone
che storicamente ? stata sempre orientata a Nord,(Siracusa Catania
Messina)con la costruzione della autostrada,si rafforzeranno
notevolmente i rapporti anche con il ragusano ed il triangolo
caratterizzato da pregio agricolo tra i piu' quotati non solo di europa
,ma di tutto il bacino del mediterraneo si definir? compiutamente nel
suo assetto urbanistico generale. (AREA pACHINO PROMONTORIO)
L'autostrada consentir? alle macchine
di andare a 150 km all'ora. E' dunque le distanze si accorceranno
notevolmente. Ed allora prima di decidere guardiamo bene le carte.
Ma a
scala sub-regionale!!!!!.
ANALISI
1)Aeroporti : Catania urge una
alternativa che ? stata individuata giustamente in Comiso.
2)Si avverte
che l'apertura al ragusano e alla sua cultura porta verso uno sviluppo
di qualit? maggiore.
3)La marginalit? a confine delle due realt?
provinciali di fatto svalorizzano l'assetto del Promontorio.
4)Manca una
struttura di compensazione progettuale a scala intercomunale ed
interprovinciale.
5) Le comunicazioni con Malta sono prevalentemente con
Pozzallo.

SINTESI Da queste considerazioni si evince che l'assetto
strutturale del Promontorio risulterebbe meglio servito se l'asse di
penetrazione, a servizio a Pachino e Portopalo di C.P., fosse
individuato nello svincolo di Rosolini; potenziando la bretella fino a
San Lorenzo, con gli svincoli di raccordo con Pachino e Portopalo di
C.P. PROGETTO
1)L'asse di penetrazione proveniente da Rosolini avrebbe
il pregio di disporsi sulla baricentrica di tutta l'area del
Promontorio;
2)Le bretelle esistenti (Pachino-Noto)sulla costiera ionica
(Pachino-Pozzallo)su quella mediterranea sarebbero a servizio del
traffico locale e turistico;
3)Il territorio, in generale, sarebbe
servito meglio nel suo complesso a livello veicolare e pedonale anche in
considerazione delle antiche strade storiche del Pachino Promontorio.
4)Si avrebbe ,in questo modo, una apertura maggiore con tutto il
territorio interessato a Parchi e Riserve Naturali di cui ancora non si
? capita la enorme importanza: Vendicari a Est e longarini Cuba a Ovest.
5) Le zone residenziali a mare, di cui si auspica un recupero
urgente,sarebbero servite piu' razionalmente;
5) L'area assumerebbe un
assetto piu'conforme agli orientamenti piu' naturali dell'evoluzione
territoriale e urbanistica generale del Promontorio di Pachino.
6)
Nell'area interna al Promontorio, in futuro, potr? essere costruito un
Aeroporto, di cui nel passato abbiamo gi? parlato.(vedi sito).
7) Questa
area risulter? baricentrica rispetto a l'area vasta che ? individuata da
ben 7 Comuni.SR-RG Consorzio Aeroporto piu' le due Provincie. Questa
proposta ? fatta solo per dare un contributo e al fine di un utile e
democratico confronto.

Vi ringrazio per l'attenzione e Saluto TUTTI.
Sar? costruito un sito su questo argomento!!!!! Cordiali Saluti Rosario
Spinello Architetto Firenze
16 maggio 2010
Pachino Promontorio La Sicilia Avola gli agricoltori vogliono stare dentro al Parco degli iblei..intelligenti...

«Vogliamo stare dentro il Parco»

Petizione degli agricoltori della zona sud appoggiati dai Verdi, ma il sindaco ribatte: «È tutto deciso»

  • Domenica 16 Maggio 2010
  • Siracusa,
  • pagina 38

Corrado martorana
Una raccolta di firme per fare inserire i propri terreni ricadano nel Parco nazionale degli Iblei. L'hanno presentata al sindaco Tonino Barbagallo, alcuni imprenditori agricoli della zona sud di Avola.
A farsi portavoce delle loro esigenze è un rappresentante del direttivo provinciale dei Verdi, Corrado Martorana: «È inconcepibile - rimprovera - includere all'interno dell'istituendo parco quelle sole aree già riconosciute ufficialmente come riserve naturali protette, come nel caso di Cavagrande del Cassibile».
Controbatte il sindaco Barbagallo: «Il progetto di delimitazione e la relativa zonizzazione deve ancora essere redatto. Certo è che, a rientrare nella perimetrazione saranno solo le zone agricole altamente produttive del centro-nord di Avola».
Barbagallo ritiene che gli imprenditori delle contrade Bochini, Fiumarella, Palmieri e Piano della Pace che hanno aderito alla raccolta di firme vadano esclusi a priori. Eppure Martorana puntualizza che le zone in questione siano aree di produzione di mandorle, olio di oliva, miele e due aziende vinicole. Non solo: «In questa zona vi sono anche due alberi plurisecolari censiti. Un olivo e un corbezzolo» spiega l'ambientalista.
Tutti requisiti, questi, che hanno spinto i Verdi ad allearsi con i produttori agricoli della zona sud della città e far sentire la loro voce. E, perché no, usando anche toni parecchio provocatori: «A prevalere sulle decisioni dell'amministrazione comunale è la lobby dei cacciatori» afferma Marorana.
Essendo consapevoli del fatto che il valore immobiliare dei manufatti e dei terreni ricadenti all'interno dei parchi già istituiti è cresciuto in maniera considerevole e che i prodotti agricoli che si fregiano del marchio di un parco assistono a un aumentono delle vendite pari al 15-20%, gli imprenditori agricoli chiedono solo «di avere una possibilità di rilancio».
Emanuela Tralongo


16/05/2010
15 maggio 2010
Pachino promontorio Marzamemi Vasche dell'acquario e serata a Marzamemi nel 1999

31 marzo 2010
Pachino Promontorio Dash francamente Ulisses messaggio fuori dal coro...l'ennesimo gruppo su Facebook che invoca sveglia...la veglia al morto che non resusciterà mai
ma cosa vuoi svegliare....hahahahahahahhaha mancu che bummi..è inutile..la inconsistenza si palesa come ostie in sagrestia...che anche se ingoiate non riescono a darvi un briciolo di pace e collaborazione interiore..paese di protagonisti e belli come il sole che spunta ogni mattina e il suo improcastinalibe tramonto...se le stesse persone che dovrebbero svegliarsi condizionano dall'interno il fare quotidiano mi spiegate da cosa e da dove volete partire per cambiare.?..prendi qualcuno che si è scordato chi è stato ed ora si presenta come il nuovo...ma per cortesia... la verità è che siete  tutti, dico tutti ammalati di protagonismo e la voglia di essere sempre e comunque i  capi di questi cabasisi vi condiziona nella vostra palese e fredda esistenza...se non collaborate e se non avete la cultura della collaborazione Pachino cosi è e cosi resterà nei secoli a venire..sia lodato
12 marzo 2010
Pachino Promontorio La Repubblica Palermo se la violenza rompe gli argini Pippo Russo
Se la violenza rompe gli argini del conflitto (Articolo Repubblica-Palermo)
Cari amici, ecco l'articolo che oggi è stato pubblicato da Repubblica-Palermo. Buona lettura.

Forse generalizziamo. E condizionati dall’emotività dell’immediato rischiamo di trarre conclusioni affrettate da fatti siciliani recenti. Eppure l’impressione che ne traiamo merita d’essere esternata, a costo d’incappare in un errore di valutazione e prospettiva. E tale impressione è quella di vivere nell’Isola un tempo improvvisamente incarognito, crudo per regressione dentro i gironi d’una violenza ferina. L’orrenda morte dell’avvocato Enzo Fragalà costituisce l’episodio più eclatante. Ma altri, seppur non tragici, sono avvenuti lasciando il segno. L’aggressione subita da Salvatore Maugeri, il sindaco di Mascalucia, a opera di un concittadino che ha visto non soddisfatta la richiesta di un posto di lavoro per un parente; e l’assalto a un bus dell’Amat a opera di un gruppo di ragazzi intenzionati a dare una lezione a due controllori. Episodi scaturiti in modo diversi (il primo a esprimere una violenza da frustrazione lungamente covata, il secondo segnato da un’esplosione incontrollata d’odio verso figure di pubblici ufficiali). Di sicuro, due circostanze di più facile lettura rispetto a quella di cui è stato vittima Fragalà; la cui interpretazione si era indirizzata dapprima verso la sfera delle questioni personali e professionali, per poi puntare verso gli ambiti della malavita.
Ma al di là della diversità degli accadimenti e della distinta soluzione che a essi sarà possibile dare in termini di repressione del reato, rimane come sfondo comune l’impressione di un mutamento di segno della violenza come codice espressivo nelle cose siciliane. Come se il clima culturale che presiede alla quotidianità minuta avesse segnato un improvviso scarto verso le maniere sanguinarie, trasformate in metodo corrente per risolvere le controversie. E come se l’idea stessa di conflitto sociale fosse diventata un filtro troppo debole per canalizzare l’animosità latente, naturalmente secreta da relazioni sociali che nascono con un segno opposto rispetto a quello del consenso. Il timore sottostante è che stia cedendo una grammatica del conflitto sociale, per effetto di un clima sociale corrosivo mai così prossimo a un’esplosione. Ché, come insegna il pensiero sociologico, il conflitto è già consenso, perché cristallizza l’idea che esso si conduca fra parti strutturate e intenzionate a confrontarsi alla ricerca di uno sbocco, seguendo il metodo di contrapposizione più o meno formalizzato che esse sanno darsi. E alla fine l’esito potrà accontentare tutte le parti in questione o scontentarne alcune a beneficio di altre, ma sarà comunque accettato come l’unico che potesse maturare nelle condizioni date. E invece i fatti citati aprono uno squarcio su uno scenario allarmante, fatto di soluzioni perentorie e cruente a liti che non fanno nemmeno in tempo a diventare conflitto e procedono dritto verso la soluzione immediata. Senza che venga accettato uno sbocco diverso dalla realizzazione dell’interesse egoistico.
Anche i ruoli rivestiti dalle vittime degli episodi sono indicativi del mutato clima culturale. Un avvocato con ampio pedigree politico, un sindaco, due pubblici ufficiali. I primi due rappresentano un’élite di particolare estrazione, in una terra nella quale la struttura del potere sociale non si è mai emancipata dalla matrice notabilare. I terzi incarnano, in qualche misura, l’autorità: normalmente, in Sicilia, oggetto di diffidenza e persino di dileggio laddove possibile, ma comunque qualcosa da tenere a distanza. Laddove la distanza significa anche reciproca preservazione e dunque mutua rassicurazione. L’attacco fisico cruento (e in un caso fatale) a figure di questo genere assume dunque un significato che va oltre i casi personali e le specificità che li hanno portati a maturazione. Ciò che emerge è la cancellazione di una barriera tra forme del potere esercitato (e percepito) in una società notabilare e reazione da esse alimentate. Come se d’un tratto si fosse smarrito il senso che alcune figure siano intoccabili. Quella del professionista che nell’esercizio del proprio ruolo può anche determinare un esito non gradito al committente (ciò che rientra nel ventaglio delle possibilità quando vengono maneggiate controversie dall’incerta conclusione); quella dell’esponente politico locale che gestisce il consenso attraverso il rapporto diretto, credendo che i tempi attuali consentano ancora un esercizio del genere; e quello dei pubblici ufficiali che applicano il loro compito e credono di potere ancora essere percepiti soltanto come “sbirri”, e dunque di potersi avvalere del costume diffuso per cui l’agire dello “sbirro” viene accettato “obtorto collo” come l’ennesima manifestazione di un’autorità ostile, quella dello stato. Tutto ciò pare messo pericolosamente in mora, mentre la Sicilia dei problemi eterni pare scoprire all’improvviso che l’Eternità non le basta più. E’ verso, forse stiamo soltanto dipingendo un quadro impressionistico, cadendo nell’errore di ingigantire nell’attualità cose che in altri tempi sono ugualmente accadute e erano soltanto state accolte da enfasi minore. Siamo i primi a augurarci che le cose stiano davvero così.
8 marzo 2010
Pachino Promontorio La Sicilia Siracusa Scoperta l'autostrada Greca si scava per i marciapiedi e la Soprintendenza trova un'antica strada a più corsie

Scoperta l'«autostrada» greca   
Si scava per i marciapiedi e la Soprintendenza trova un'antica strada a più corsie   

Si potrebbe definire l'autostrada della Siracusa greco-ellenistica quella venuta alla luce lungo viale Scala Greca. Ancora una volta i lavori per la realizzazione di opere pubbliche sono divenuti occasione di scoperte archeologiche grazie alla presenza degli esperti della Soprintendenza.
Il rinvenimento di ieri è quello avvenuto durante le operazioni per la realizzazione dei marciapiedi di viale Scala Greca a cura del Comune, diretti dall'architetto Trigilia dell'ufficio tecnico di via Brenta. A fare la scoperta sono stati gli archeologi della squadra diretta da Lorenzo Guzzardi, responsabile del servizio Beni archeologici della Soprintendenza che, ancora una volta, ha portato alla luce un pezzo della Siracusa antica sconosciuta sebbene pochi metri sotto il livello del manto stradale.
«Si tratta di tratti ampi di carraie di epoca greca – spiega l'archeologo Guzzardi – ovvero strade percorse dai carri che ne hanno lasciato tracce scavando sulla roccia. La scoperta è avvenuta a est del viale Scala Greca, in una zona mai stata protagonista di indagini archeologiche». Il punto esatto è immediatamente dopo la rotatoria che dal viale Teracati immette in viale Scala Greca, all'altezza della casa Conigliaro, dove sono impegnati i tecnici della ditta che si occupa dei lavori per i marciapiedi.
«A ovest di questo tratto – prosegue Guzzardi – avevano eseguito alcuni saggi archeologici sia Paolo Orsi che, negli anni '70, Giuseppe Voza, portando alla luce resti di tombe a fossa e tracce di carraie. Negli anni '90, poi, io stesso ho diretto uno scavo archeologico scoprendo, lungo la corsia est dunque la stessa di quella oggi protagonista dei lavori del Comune ma nel tratto oggi occupato dal manto stradale, alcuni resti di necropoli. Tombe di età ellenistica con piccole latomie». Un quadro archeologico in cui si inserisce anche la tomba oggi custodita all'interno dell'hotel che sorge all'angolo con viale Necropoli Grotticelle.
«La scoperta di questi giorni – prosegue Lorenzo Guzzardi – fa pensare a una sorta di autostrada antica che dal centro abitato portava all'esterno della città, secondo lo stesso tracciato di viale Scala Greca dunque. Moderno come antico. La carraia che abbiamo scoperto è del V secolo a.C., e fu utilizzata sino all'epoca romana. Inoltre, questa era intercettata da altre strade in senso obliquo come i moderni incroci».
Le strade rinvenute saranno rilevate e studiate dagli archeologi. I lavori per i marciapiedi proseguiranno tutelando le aree antiche, grazie alla sinergia tra Comune e Soprintendenza che ancora una volta coniuga salvaguardia e sviluppo urbano.
isabella di bartolo


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permalink | inviato da Pachinos il 8/3/2010 alle 11:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
8 marzo 2010
Pachino Promontorio La sicilia Università,l'addio di Salvo Baio il presidente del consorzio Archimede...si può anche criticare il centro sinistra ma alla fine bisogna dare a ciascuno il suo...Ciao Salvo

Sabato 6 Marzo edizione di Siracusa

Università, l'addio di Baio   
Il presidente del consorzio Archimede traccia il bilancio della sua esperienza   

isabella di bartolo
L'avventura Università a Siracusa è legata a tanti nomi, tra cui quello di Mario Cavallaro che per primo ha creduto in questa scommessa negli anni '90. Ma soprattutto, in questi ultimi anni, l'Università aretusea ha avuto il volto di Salvo Baio che ha tenuto in mano le redini del consorzio Archimede dalla sua nascita, nel luglio del 2005, sino a oggi.
Presidente, la fine di un'esperienza diviene occasione di bilanci. Il suo com'è?
«Durante gli anni della mia gestione Siracusa vantava otto corsi di laurea: cinque in Bene culturali e tre nell'ambito della facoltà di Architettura; oltre alla scuola di Specializzazione in Archeologia riaperta dopo otto anni di abbandono e allestita nel rinato palazzo Chiaramonte; poi tre master, di cui uno in lingua inglese. Inoltre, avevamo avviato progetti di grande levatura internazionale, come quello per il restauro di monumenti in Marocco, gemellaggi e stages. Il consorzio ha avuto un ruolo di primo piano nella nascita della Scuola di economia del turismo culturale della fondazione Garrone, è stato promotore di numerosi convegni, parte attiva nella Scuola euromediterranea per la riabilitazione, e motore di grandi iniziative culturali soprattutto legate alla cultura classica e dunque alle radici di Siracusa. Oggi di tutto questo è rimasto solo il corso quinquennale in Architettura, il resto è stato soppresso per decisione del sindaco Roberto Visentin, del presidente della Provincia Nicola Bono e del rettore Recca firmatari di un documento il 15 settembre del 2009. Mentre il taglio dei corsi di laurea in Architettura è stato deciso dal Senato accademico. Aggiungo che l'Università oggi ha sciolto i rapporti con Siracusa e che la Provincia si è rivolta a un legale in polemica con i comportamenti del rettore. Insomma, il bilancio è amaro».
Di chi è stata la colpa della crisi dell'Università a Siracusa?
«Indubbiamente con Bufardeci e Marziano alla guida di Comune e Provincia il consorzio navigava a gonfie vele. C'era un clima solidale di condivisione e crescita. Purtroppo, e lo dico a prescindere dalle persone, il cambiamento dei due vertici non è certo stato positivo per la crescita universitari».
Che ruolo ha avuto in questa situazione il centrosinistra di cui lei è esponente?
«Durante la presidenza di Marziano l'opposizione attuale si identificava nelle sue scelte, dunque non aveva ragione di intervenire criticamente. Oggi, a parte qualche eccezione, il centrosinistra ha seguito la vicenda Università, così come altre questioni tutte legate alla cultura, in maniera del tutto disinteressata. Non è stato reattivo, è rimasto a guardare. Un errore, certo».
Il futuro dell'Università a Siracusa è il quarto Polo?
«Un'iniziativa che vede direttamente in campo un ministro, due assessori regionali, due sindaci e due presidenti della Provincia, e mi riferisco a quelli di Siracusa e Ragusa, ha una sua forza e credibilità. Mi auguro che abbia anche concreto successo, anche perchè, modestamente, c'è un pezzo del mio impegno. Tuttavia, senza polemica, trovo insolito che la nascita di un Ateneo pubblico avvenga al ministero dell'Ambiente e non in quello dell'Università. Inoltre, per chi comprende l'importanza dei dettagli, c'è un riferimento all'Università di Kore che va spiegato, così come quale sarà l'offerta formativa della nuova realtà accademica, visto che Siracusa e Ragusa dipendono da Catania. Infine pone dubbi la Fondazione che sarà la cassaforte del quarto Polo, e in questo senso io purtroppo non ho avuto la stessa fortuna che, come mi auguro, avrà il mio successore visti i personaggi politici di primo piano impegnati. Se busseranno alle banche, alle industrie, alla Regione e allo Stato, probabilmente riusciranno ad avere finanziamenti che io non ho avuto. Il quarto Polo al momento è un'iniziativa tutta interna al Pdl: se la gestiranno in questo modo e ci riusciranno il merito sarà tutto loro. Altrimenti sapremo di chi saranno le colpe».
Che testimone lascia al suo successore Roberto Meloni?
«Stimo e sono amico di Roberto, gli auguro sinceramente di avere successo e sarò a disposizione per qualsiasi sua necessità, per il bene dell'Università. Mi dispiace solo che nessuno del vecchio ottimo consorzio sia stato confermato in quello nuovo.


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28 gennaio 2010
Pachino Promontorio Palmento dei Pazzi Noto,Pachino

27 gennaio 2010
Pachino Promontorio Nasce il Parco degli Iblei nel sud est,a Roma posto il primo mattone,ad aprile la definizione delle aree...mentre il parco dei pantani della Sicilia sud orientale non ne parla nessuno...
Incontro al Ministero dell'Ambiente per l'istituzione in Sicilia di 4 Parchi Nazionali

Nasce il Parco degli Iblei nel Sud Est, a Roma posto
il primo mattone. Ad aprile la definizione delle aree

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di Gaetano Guzzardo   
Mercoledì 27 Gennaio 2010 - 01:00

Roma – Saranno definite entro il prossimo 30 aprile le aree interessate all’istituzione del Parco degli Iblei, che si svilupperà in tre province, Siracusa, Catania, Ragusa, quel Sud Est siciliano su cui, negli ultimi anni, si è incentrato l’interesse della politica locale e delle imprese che hanno scommesso per quest’area, uno sviluppo sostenibile legato al suo straordinario territorio. Questa la decisione assunta nella serata di ieri al Ministero dell’Ambiente, nell’incontro alla quale hanno partecipato, tra gli altri, il ministro Stefania Prestigiacomo, l'assessore ai Beni Culturali della Regione Siciliana, Gaetano Armao, i sindaci e dei presidenti di Provincia di Siracusa, Ragusa e Catania, e i colleghi delle altre città e province interessate all’istituzione dei nuovi 4 Parchi nazionali: Pantelleria, Egadi, isole Eolie, e Iblei.

Per gli altri tre Parchi, la data per la definizione delle ipotesi di perimetrazione, contrariamente a quello degli Iblei, è stata invece stabilita per il 31 marzo prossimo. In particolare per il parco di Pantelleria si è registrato il pieno consenso del territorio per l'istituzione del parco e dell'area marina protetta. Per quanto riguarda il parco delle Egadi tutti i soggetti intervenuti, compreso il sindaco di Favignana, hanno manifestato l'intesa e la necessità di dare immediata attuazione alla legge istitutiva del parco. Per le Eolie è stato inoltre sottolineato che l'ente parco sarà anche l'ente gestore del sito Unesco.

Storia diversa per il Parco degli Iblei, per cui è stato ribadito che la definizione della perimetrazione e tutte le procedure relative al costituendo parco avverranno in modo concordato dalle istituzioni locali e nazionali, "e che quindi non hanno valore le ipotesi di perimetrazione, prodotte da una associazione che non ha alcun collegamento con il ministero dell'Ambiente e che sono circolate recentemente sul territorio", ha spiegato il ministero in una nota. Sulla nascita e l’istituzione del Parco, hanno lavorato in questi anni, mettendo insieme gli enti, le realtà produttive e il territorio interessato, l’Ente Fauna Siciliana, e le altre associazioni ambientaliste siracusane, così come quelle ragusane e catanesi, disegnando un progetto di grande valore ambientale, culturale ed economico. La concertazione con gli enti e le realtà territoriali, anche quelle che da sempre hanno espresso parere favorevole, come il comune di Noto e l’Unione dei Comuni “Valle degli Iblei”, che però oggi non erano invitate all’incontro romano, non parte  quindi da zero. Un percorso è già stato tracciato così come le sensibilità.

 "E stato avviato un percorso positivo - ha commentato il ministro Prestigiacomo - che si basa sulla interlocuzione forte tra il ministero dell'ambiente e le istituzioni locali in vista della creazione dei 4 Parchi nazionali siciliani. Ritengo che questo metodo sia essenziale per giungere a scelte condivise e capaci di coniugare le istanze del territorio con le complessive esigenze di tutela del patrimonio ambientale nazionale. Quanto infine al costituendo parco degli Iblei credo che si siano finalmente poste le basi per una ipotesi credibile di parco dopo le molte e spesso confuse proposte che si sono susseguite nell'ultimo periodo – ha aggiunto -. E' interesse di tutti che la Sicilia arricchisca il proprio patrimonio di aree protette con progetti seri scientificamente inattaccabili e in clima di coesione fra tutte le istituzioni. Su questa strada proseguiremo con il massimo impegno".
E le condivisioni alla nascita del parco degli Iblei, non sono mancate da parte dei parlamentari siracusani, come Fabio Granata, ex assessore regionale ai Beni Culturali e al Turismo, che sul parco ha creduto da sempre. "Esprimo pieno sostegno alla immediata istituzione del Parco degli Iblei – ha detto l’esponente politico siracusano - individuandolo quale strumento straordinario per lo sviluppo sostenibile del Sudest siciliano". Una piena e convinta adesione al progetto, ed un invito alle istituzioni affinchè avviino ogni utile procedura per arrivare al più presto alla conclusione dell'iter amministrativo, al fine di dotare il territorio di questo strumento di tutela e salvaguardia.
Sono certo che tale attività positiva – ha concluso Granata - provocherà il plauso incondizionato del mondo della cultura e dell'impresa dei territori interessati, per una realizzazione memorabile ed innovativa”.

Insomma, si scrive una nuova pagina di sviluppo sostenibile nel territorio del Sud Est, una certezza di salvaguardia e promozione del territorio, una speranza per i tanti giovani che qui, nella loro terra, vorranno spendersi.

11 novembre 2009
Pachino Promontorio Attrezzature militari amenicane tra Portoulisse e scaro chiappa...ricordi..e memorie


Pubblico queste mie parole sulle basi e praticamente sto sperimentando,per accellerate la conoscenza del mio inglese di usar i traduttori di google..Naturalmente il testo in questo caso deve essere perfetto e per tanto uso laa traduzione per confrontare le parole d avere nello stesso tempo un uso più sicuro e avanzato della scrittura...

 target Pachino

What have the Americans ever did decide to break down completely Sigonella equipment they built on the Amber Coast??. The reasons for this act should be framed in a perspective of military rules that perhaps may have been an integral part of post-war agreements or simply the maintenance of office Sigonella, given the non-use of these structures, considered advantageous for the administration to propose the scrapping of military infrastructure on Scaro Chiappa and on the spur of clay PortoUlisse ...
They are practically one site and the site of two radio triangulation which controlled the targets of American fighters on the target place is still at sea .. Ever since I was a kid ... watched the shooting practice ... the U.S. military, both the morning and early afternoon ...

Viewed from a distance is certainly a liberating gesture ... But I tell you once that I think only destroys the soul ... Landscapes consolidated those facilities are lacking for ever .. a powerful point of view and visual center for the entire coast from the tanneries and arrives to the Port of Ulysses ...
This coastline is in the mind almost as a way of making tourism the second floor and least glamorous of the Ionian coast which obviously we can not bestow the power of our primal sea ... These are two different seas ... And 'This is the ancient link I have found widespread extensively on numerous occasions ... How many times since Burgio remaining knight of the two seas would decide on which costs will drop depending on how the wind ... We pulled from the center of gravity and Burgio had enjoyed on both coast ... we know the secret things ...
From Burgio ese barco not where apart of Portopalo, another strategic point high above the Mediterranean coast ... We could see the ships passing on the high skyline that looked like watching TV ... How many times dedicated to observation of the transition ship, my environmental observation tower was a tower that I built .. In the evening at dusk I sat on those boards from my plants were long half hours watching the sea and the ships on the horizon ... But I had built that tower because in the yellow morning in June and July .. and low on the horizon of the sea, the U.S. Sixth Fleet aircraft were conducted with a pontoon landing craft that had been targeted STta anchored off the coast ... that dell'Ambra refers to the wide sea, with a rope about 11 km that goes from Punta Portoulisse of ants on ...
This is the Amber Coast ... Its location environment, open to the west has conditioned much the shop for tourism in the area ... A first allocation is the action quite wrong to have broken the barrier of juniper that was and is the 'only real barrier and medicine for the Protection of the coast ... The Mediterranean coastline of juniper, which crowns the front of the Amber Coast beach is formed by a barrier .. juniper plant a plant that has a vital role on the estate of environmental system between the sea and the land ....
The Amber Coast enters the story through the words of a famous Roman writer will come when describing the return of the Roman fleet in 70 returning from a battle against Carthage, the Roman fleet winner of the battle was caught from behind by a powerful sea from the west dispersed and that scuppered the majority of vessels that made up the Roman fleet ... most likely their remains were scattered mainly in the large bay of Amber Coast ... and then while the situation on the coast and the morphological relationship the inland lagoon would be quite different ... the marshes were partially navigable. As evidence of this in 1964 during work to create SAIE Longarini was found in the structure of a ship, probably of Byzantine origin ...




Ricordi da Cozzo Bonpalazzo

Cosa ha mai fatto decidere agli americani di Sigonella di abbattere completamente le attrezzature da loro costruite sulla costa dell'Ambra..???.I motivi di tale gesto vanno inquadrati in un ottica di regole militari che magari possono essere stati parte integrante di accordi..post bellici, o più semplicemente l'ufficio manutenzione di Sigonella, visto il non uso di queste strutture, ha ritenuto vantaggioso per l'amministrazione di  proporre la demolizione delle infrastrutture militari su scaro chiappa e sullo sperone argilloso di Portoulisse...
Sono praticamente il site one e il site two della triangolazione radio che controllava i bersagli dei caccia americani sul target posto e ancora in mare..fin da quando ero un ragazzo...assistevo alle esercitazioni di tiro...sia in mattinata che nel primo pomeriggio...
Visto da lontano è sicuramente un gesto liberatorio...Ma vi dico subito che al solo pensarlo mi distrugge l'anima...Paesaggi consolidati da quelle attrezzature vengonoa amancare per sempre..Un potentissiso punto di vista e polo visivo per tutta la costa che dalle concerie arriva fino al Porto di Ulisse...Questa costa che è nella percecione turistica messa quasi come scelta di secondo piano e meno glamour della costa Ionica a cui ovviamenete non possiamo non tributare la primigenia forza del nstro mare ...Sono due mari diversi...E'  questo il nesso antico che ho scoperto frequentandoli ampiamente in più occasioni...Quante volte dal Burgio che rimane cavaliere dei due mari si decideva su quale costa scendere a secondo da come tirava il vento...Noi dal Burgio eravamo baricentrici e godevamo dell'una e dell'altra costa...ne conosciamo le segrete cose...
Dal Burgio ese non da dove a parte barco di Portopalo, altro punto strategico alto sulla costa mediterranea...Vedevamo passare le navi sull'alto profilo che sembrava come vedere la televisione...Quanti momenti dedicati all'osservazione del passagggio delle navi,la mia torretta di osservazione ambientale era una torre che avevo costruito io..La sera al tramonto assiso su quegli assi da me impantati passavo lunghe mezzore a guardare il mare e le navi all'orizzonte...Ma avevo costruito quella torretta perchè nelle mattine gialle di giugno e luglio..all'orizzonte e bassi sul mare ,aerei della sesta flotta americana facevano esercitazione con un pontone da sbarco rimasto come bersaglio che era sttao ancorato al largo della costa dell'Ambra...che si intende la vasta costa con una corda di circa 11 km che va da Punta delle Formiche a Portoulisse...
Questa è la costa dell'ambra...La sua collocazione ambientale, aperta al ponente ha condizionato molto lo svilluppo turistico della zona...Una prima imputazione è l'azione abbastanza sbagliata di avere infranto la barriera di ginepro che era ed è l'unica vera barriera e medicina per la salvaguardia delle coste...La fascia mediterranea di ginepro che corona il fronte della spiaggia di costa dell'ambra è formato da una barriera vegerale di ginepro..una pianta che ha  una funzione fonfdamentale sulla tenuta del sistema ambientale fra il mare e l'entroterra....
La costa dell'ambra entra nella storia attraverso le parole di un noto scrittore romano Verre quando descrive il ritorno della flotta romana che nel 70  di ritorno da una battaglia contro Cartagine la flotta romana vincitrice della battaglia venne sorpresa alle spalle da una potentissima ponenetata che disperse e fece naufragare la maggior parte delle navi che componevano la flotta romana ...i loro resti molto probabilmente si dispersero  sopratutto nella vasta baia di costa dell'ambra...Successivamente  e nel contempo la situazione morfologica della costa ed il rapporto con l'entroterra lagunare doveva essere abbastanza diverso...le paludi erano in parte navigabili. A ripova di ciò nel 1964 durante i lavori per creare delle SAIE a longarini venne ritrovata la struttura di una nave di probabile origine bizantina...

10 novembre 2009
La Sicilia catania Siracusa apertura dell'autostrada il 3 Dicembre...
Il 3 dicembre l'apertura dell'ultimo tratto della sr-ct   

Tutto pronto per l'inaugurazione dell'ultimo tratto dell'autostrada Siracusa-Catania. Il taglio del nastro previsto per il 3 dicembre. E si aprono grandi prospettive per l'economia di una vasta zona. Spiega il sindaco di Augusta, Massimo Carrubba: «Con questa autostrada, con l'Hub portuale e con la riqualificazione della zona industriale, si aprono scenari molto incoraggianti. Ci sono già imprenditori pronti ad investire nel turismo, per realizzare porticcioli turistici e strutture ricettive».
Andrea Lodato 3


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