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4 gennaio 2011
Pachino Promontorio La Sicilia inchiesta ato idrico Il presidente Bono incassa la solidarietà di 13 sindaci

'inchiesta sull'ato idrico

Il presidente Bono incassa la solidarietà di 13 sindaci

  • Lunedì 03 Gennaio 2011
  • Prima Siracusa,
  • pagina 29

la gestione idrica al centro del confronto
«In relazione all'indagine che ha coinvolto il presidente dell'Ato Idrico e che riguarda i rapporti tra l'Ato e Sai8, i sottoscritti sindaci dei Comuni della provincia di Siracusa, componenti dell'assemblea dell'Ato Idrico, esprimono al prewsidente Nicola Bono la loro più ampia solidarietà per la linearità e trasparenza con cui quest'ultimo ha sempre portato avanti i numerosi e prestigiosi incarichi pubblici ricoperti in 36 anni di onorata carriera politica».
Parole chiare, sottoscritte da Tonino Barbagallo (Avola), Massimo Carrubba (Augusta), Gaetano Pavano (Buccheri), Giuseppe Giansiracusa (Buscemi), Paolo Amenta (Canicattini), Nello Pisasale (Cassaro), Arturo Spadaro (Floridia), Corrado Valvo (Noto), Carlo Scibetta (Palazzolo), Michele Taccone (Portopalo), Antonello Rizza (Priolo), Nino Savarino (Rosolini) e Pietro Mangiafico (Solarino) a cuio si aggiungono quelle dei rappresentanti nell'Ato di Ferla e Sortino, entrambi commissariati, mentre nei giorni scorsi aveva espresso la propria vicinanza a Bono anche il sindaco di Siracusa, Roberto Visentin.
I sindaci «nel confermare la convinzione sulla correttezza della strada intrapresa dall'Ato idrico e dal suo presidente Bono circa i rapporti con Sai8, manifestiamo - inoltre - piena fiducia nella magistratura, tenuta alla verifica di ogni ipotesi prospettata, ed auspichiamo che possa presto essere messa la parola fine a questa vicenda».
«Bono - confermano i rappresentanti dei qundici Comuni - ha agito su mandato dell'assemblea dei sindaci, atteso che non è consentito a nessuno chiedere ai cittadini il pagamento di esose tariffe a fronte di conclamati e ripetuti disservizi nei comuni che hanno già ceduto gli impianti e le reti al gestore».
paolo mangiafico


03/01/2011

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30 dicembre 2010
Pachino promontorio Siracusa La Sicilia Provincia Il caso Bono:subappalti e parentopoli

Inchiesta della Procura. Il presidente della Provincia «congela» il proposito di querelare l'ad di Sai8

Il caso Bono: subappalti e «parentopoli»

  • Mercoledì 29 Dicembre 2010
  • Prima Siracusa,
  • pagina 49

Il presidente della provincia regionale, nicola bono
La notte porta consiglio. Un antico detto che ha indotto il presidente della Provincia, Nicola Bono, a non comportarsi come don Chisciotte, ma di ponderare i pro i contro e di fare opportune riflettessioni prima di avventurarsi in passi azzardati. A 24 ore di distanza dall'annunciata presentazione della querela per calunnia contro l'amministratore delegato di Sai8 Mirko Giorgi, nè il presidente Bono nè il suo difensore di fiducia, avvocato Aldo Ganci, si sono recati a palazzo di giustizia per presentare la denuncia. E' prevalso l'orientamento di attendere ancora qualche giorno in modo da poter verificare quali atti siano finiti nelle mani dei magistrati della Procura, che, a meno di colpi clamorosi, è da pensare abbiano trovato riscontri in relazione a taluni episodi riferiti dall'ad di Sai8, visto che ci sono andati giù duro con Bono, in quanto lo indagano per il reato di concussione diretta, quindi per una fattispecie delittuosa che, se provata, comporta una pena da quattro a dodici anni di carcere.
Attendere e poi, a mente serena, passare al contrattacco. Ma senza dimenticare di difendersi dalla pesantissima accusa di concussione. Negli ambienti vicini agli inquirenti si fa esplicito riferimento a un «comitato d'affari», con il coinvolgimento di esponenti politici sia del centrodestra che del centrosinistra, del ruolo di collante del presidente Bono e della copertura di rappresentanti politici romani. Ma soprattutto si parla esplicitamente di una «parentopoli» siracusana, come quella che sta facendo perdere il sonno al sindaco di Roma, Alemanno, anche lui del Pdl e proveniente da Alleanza Nazionale, come il presidente Bono, ex dirigente provinciale del partito del presidente della Camera, Gianfranco Fini. 
Il richiamo alla «parentopoli» non è gettato a caso sul tavolo, quanto per sottolineare ciò che sta succedendo alla Sai8, nella quale, proprio per le pressioni politiche che sarebbero state subite dall'amministratore delegato Giorgi, sono stati assunti più funzionari e impiegati che operai. E moltissimi degli assunti sono legati da rapporti di parentela, mentre gran parte delle donne entrate in pianta organica della Sai 8, hanno esperienza di capo o componente di segreteria di uomini politici locali sia di destra che di sinistra. Queste sono le accuse più gravi che vengono rivolte al presidente Bono, accuse che peraltro, come viene sussurrato negli ambienti vicini agli investigatori, avrebbero trovato puntuali riscontri, anche grazie alle intercettazioni ambientali disposte nei confronti di alcuni big della politica provinciale.
Ma al vaglio degli inquirenti non ci sono soltanto le assunzioni e le raccomandazioni di parenti, segretarie e amici dei politici di destra e di sinistra, ma anche i subappalti che Sai8 ha dovuto assegnare, suo malgrado, per non lasciare insoddisfatti i suoi partner della classe politica. E in particolar modo quelli del Comune, che non andavano assolutamente contrariati visto che l'Ente del Vermexio detiene nel Consorzio Ato oltre il 20 per cento del capitale.
Come detto Bono si è preso alcuni giorni di pausa. Andrà a trascorrere questi giorni lontano da Siracusa e dalla sua Avola, ma quando farà rientro in sede passerà a difendersi, com'è giusto che sia, e chiederà di essere interrogato per dimostrare che non esiste alcun comitato d'affari, che lui non ha fatto pressioni con l'ad di Sai8 per fare assumere parenti e amici di politici cittadini e segretarie dei big dei partiti, che la concussione che gli viene contestata è inesistente. 
Pino Guastella


29/12/2010
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