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30 luglio 2010
Pachino Promontorio La Sicilia Siracusa Un coro:fermate lo scempio Cittadelle exstralusso per pochi Porto della discordia

Un coro: «Fermate lo scempio
Cittadelle extralusso per pochi»

Progetto riveduto della seconda struttura, che è stata causa di polemiche perché deturperebbe uno degli scorci più belli di Ortigia

  • Venerdì 30 Luglio 2010
  • Siracusa,
  • pagina 30

Isabella di bartolo
Novità in vista per il porto della discordia. La nuova struttura turistica «incriminata» perché rea di deturpare uno degli scorci più suggestivi di Ortigia, è oggetto di una revisione. Anzi, il progetto sarebbe già stato riveduto e corretto dopo le ultime due conferenze di servizi alla presenza dei responsabili dell'opera. Il molo al Porto grande sarebbe stato accorciato, così come sarebbero stati eliminati i moli galleggianti e apportate ulteriori modifiche per evitare lo «scempio» denunciato da più parti.
In attesa che si definisca il futuro del secondo porto turistico della città, non si placano le polemiche sulla sua realizzazione. Dopo il grido d'allarme lanciato da Enzo Maiorca, campione di apnea e simbolo della difesa del mare, e di Italia Nostra che ha inviato un dossier al comitato Unesco, altre voci si uniscono al coro dei «no». Una è quella di Giovanni Di Lorenzo, responsabile organizzativo dell'Udc e consigliere della circoscrizione Neapolis. «Solo pensare di edificare una struttura turistica all'interno del Porto grande - afferma Di Lorenzo - è una follia. Parliamo di un'opera che cementifica un tratto di costa con strutture edilizie, una sala convegni da 6.000 posti e un albergo maestoso che certo stride con la tutela paesaggistica e archeologica di un luogo unico al mondo per storia e natura». Il secondo porto turistico, curato da imprenditori aretusei, sorgerà a ridosso dell'ex Spero. «Si sarebbe potuto seguire l'esempio virtuoso di altre città d'Europa - prosegue Di Lorenzo - che al posto di vecchie fabbriche dismesse hanno realizzato contenitori culturali, luoghi dedicati all'arte o spazi per i più giovani. Qui invece si creano cittadelle artificiali extralusso a uso esclusivo di pochi». 
E sulla necessità di chiarire i lavori in questione interviene anche il consigliere «storico» del Comune aretuseo, Ettore Di Giovanni che ha inviato una richiesta ufficiale alla Commissione consiliare Urbanistica per acquisire tutta la documentazione relativa ai due nuovi porti turistici. Dunque, sia in relazione a quello che dovrebbe sorgere nel Porto grande che l'altro in programma nelle adiacenze del Porto piccolo. «La richiesta - afferma Di Giovanni, di Sinistra e libertà - nasce dalla necessità di conoscere e valutare due progetti di cui da tempo si discute, specie per l'impatto "travolgente" degli interramenti previsti nel Porto grande: sito simbolo della storia e dell'identità di Siracusa sottoposto a vincolo, senza che gli organi di rappresentanza democratica abbiano avuto conoscenza dei progetti».
Il consigliere comunale evidenzia come si tratti di scelte che appartengono ai siracusani, «contrastate - aggiunge - per il loro impatto ambientale da più parti, che non possono essere assunte, in nome di false prospettive di sviluppo, sulla testa dei cittadini».
Nel frattempo, proseguono i lavori per il porto turistico «Marina di Archimede» targato gruppo Acqua Marcia Caltagirone. Quasi il 40% delle opere a mare è ormai stato concluso. Sono state portate a termine le colmate per il riempimento del piazzale e della banchina di largo Arezzo della Targia, in prossimità dell'ex mercato ittico. Tutte e sei le vasche di colmata previste nel progetto, autorizzato dal ministero dell'Ambiente, sono state approntate e predisposte per contenere il materiale di scavo proveniente sia dai dragaggi che dall'esecuzione dei pali.
Come spiegano i tecnici dell'opera, ad oggi la realizzazione della banchina è pari al 100% del totale, complessivamente 911 pali per 11.500 metri lineari sono stati disposti. E' stato infine approntato il pontone di supporto per l'esecuzione delle opere a mare e segnatamente del molo di sottoflutto. Nessuna certezza, tuttavia, sui tempi di conclusione dell'opera turistica che si è intrecciata con la vicenda dei cassoni alla Marina. I manufatti in cemento posti sotto sequestro dalla Procura di Siracusa perché, secondo una prima perizia, realizzati con cemento depotenziato, hanno infatti causato un rallentamento dei lavori al molo Sant'Antonio, dove il nuovo porto Archimede sorgerà.


30/07/201


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permalink | inviato da Pachinos il 30/7/2010 alle 22:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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